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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Caso inceneritore, la Pontiggia (Pd) convocherà una nuova commissione

La presidente della Commissione Ambiente: abbassare i toni per riportare la discussione nei tavoli competenti

Caso inceneritore, la Pontiggia (Pd) convocherà una nuova commissione

Francesca Pontiggia e il termovalorizzatore

CREMONA - Sul caso inceneritore, la presidente della Commissione Ambiente di Cremona, Francesca Pontiggia, ha scritto un lungo documento con il quale rilancia con la convocazione di una nuova commissione.

"Convocherò una Commissione Ambiente sul tema dell’inceneritore che si svolgerà la prossima settimana, mercoledì 18, alla quale, sono certa, saranno presenti tutti i membri effettivi, gli amministratori e tecnici di LGH ed AEM. Anche perché si tratta di una data per la quale era stata disponibilità di presenza per la commissione vigilanza.

Nell’attesa che si svolga vorrei ricordare che l’amministrazione guidata da Gianluca Galimberti, nei fatti e in pochi mesi, ha dato corso ad un importante progetto per incrementare la raccolta differenziata in città a Cremona. Una decisione che nessuno aveva mai preso, e che aveva consegnato la città sotto la soglia del 50% di raccolta, tra le più basse in Lombardia.

Si tratta di un passo avanti importante, che come PD abbiamo e continuiamo a sostenere con forza. A Cremona come nel resto della provincia, a partire dal lavoro che si sta facendo nel cremasco con la gara dei rifiuti, i cui capitolati saranno pronti nei prossimi mesi per arrivare ad un nuovo contratto e una nuova gestione del servizio nel 2016. 

Su temi di questo tipo l'amministrazione di Galimberti è passata dalle parole ai fatti in pochi mesi. Non solo sulla raccolta differenziata in città, ma anche sul tema dell’inceneritore, di cui molto si parla, e spesso a sproposito.

Sono curiose, a proposito, le dichiarazioni di alcuni esponenti del centrodestra che, dopo aver sostenuto le linee guida dell'ex assessore Bordi, ora decidono di buttare tutto in caciara senza aver prodotto alcun risultato concreto quando, allora al governo della città, hanno sostenuto la delibera regionale del 13 marzo scorso, esattamente un anno fa, con la quale si istituiva un tavolo per verificare la situazione dell’impianto e altri percorsi alternativi di smaltimento.

E’ altrettanto evidente che, quelle posizioni, avevano creato non pochi mal di pancia nell’allora amministrazione di centrodestra, che erano state presentate senza alcun piano industriale.

Forse bisognerebbe far memoria anche della visita in città del sindaco Tosi, avvenuta il 27 novembre 2013 e che portò l’allora sindaco Perri a dichiarare che “non ci sono preclusioni verso altre aziende. Mi pare che possano esserci i presupposti, io e Tosi ci siamo capiti in cinque minuti”.

Esattamente il giorno dopo la Commissione regionale Ambiente e Protezione Civile approvò la risoluzione per avviare il tavolo di decommissioning e con testuali parole scriveva 'i criteri saranno definiti in modo da favorire la disattivazione degli impianti meno efficienti sotto il profilo ambientale…'. Da questo atto nacque il tavolo regionale ad hoc sull’impianto di via San Rocco.

Il 20 giugno del 2014 la Giunta Regionale approva il piano rifiuti ed a pagina 200 pubblica una tabella da cui si evince che il termovalorizzatore di Cremona è secondo in termini di valorizzazione elettrica e termica.

Alla luce di ciò suggerirei ai consiglieri di verificare presso il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ed alla sua assessora Terzi (entrambi in quota Lega Nord) come mai escano dallo stesso assessorato degli atti così discordanti… come direbbe Andreotti a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Tutto ciò premesso, valutato anche le recenti modifiche normative in tema rifiuti, derivanti dallo 'sblocca Italia' mi sembra opportuno, prima di esprimere ulteriori valutazioni, attendere l’esito del tavolo tecnico attivato da Lgh proprio per realizzare un piano industriale serio e coerente. Tavolo che è stato istituito per merito dell'amministrazione di Cremona e della collaborazione tra i soci di Lgh, le cui relazioni e i continui contatti stanno aprendo scenari interessanti e nuovi rispetto al futuro della gestione dei servizi in un’ottica sovraprovinciale.

Questi sono i fatti che seguono la volontà politica di un’amministrazione che persegue con coerenza il proprio mandato amministrativo. Le opposizioni hanno tutto il dovere e diritto di vigilare e controllare, oltre che avanzare proposte alternative, ma per il bene della città mi auguro che si possano abbassare i toni per riportare la discussione nei tavoli che le competono".

12 Marzo 2015

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