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CREMONA

“Si sono chiamati fuori”, il Pd contro i dissidenti

Il segretario provinciale Piloni: il modo migliore per sostenere Renzi è sostenere il Pd nel suo interno

“Si sono chiamati fuori”, il Pd contro i dissidenti

La sede del Pd

CREMONA - Lo strappo di Carla Chiappani e Renato Fiamma, i due consiglieri usciti dal gruppo del Pd in Comune, continua a far discutere.

Prendono ora posizione, con una dichiarazione congiunta, il segretario provinciale dei democratici Matteo Piloni e cittadino Roberto Galletti.

“C'è un punto fondamentale, di sostanza e di forma, che forse sfugge ai due consiglieri comunali eletti nella lista del Pd che hanno deciso di uscire dal gruppo consiliare. Il miglior modo per sostenere Matteo Renzi, il nostro segretario nazionale, e il progetto del Pd, che va oltre il segretario pro-tempore, sta proprio nel sostenere il Pd nel suo interno, in ogni sua forma ed espressione, negli organismi di partito e in consiglio comunale che, vale la pena ricordarlo, è l'espressione del Pd nelle Istituzioni. All'interno del Pd non mancano spazi. Anzi. Sostenere Renzi, da iscritti del Pd, e uscire dal gruppo consiliare è un controsenso davvero difficile da comprendere. Nessun anatema, nessuna minaccia di espulsione. Chi sceglie di costruire altri spazi fuori dal Pd, semplicemente, è in contraddizione con il Pd stesso, per cui decide di chiamarsi fuori.E' una scelta, legittima seppur incomprensibile per noi quanto per gli elettori. E ci dispiace di tale scelta. E' vero, il codice etico vale per tutti, nella forma, all'atto della sottoscrizione, così come nella sostanza, negli atteggiamenti e nei comportamenti. Non è costruendo una nuova "corrente" che si costruisce il dibattito interno, soprattutto quando si decide di chiamarsi fuori”.

24 Febbraio 2015

Commenti all'articolo

  • koglione

    2015/02/25 - 12:12

    All' inizio ho pensato, sbagliando, che si spostassero a sinistra, invece freccia a destra e via. torna la democrazia cristiana che di cristiano aveva ben poco, facile profetizzare il prossimo vincitore alle elezioni, l' astensionismo. a proposito, perchè le elezioni non vengono invalidate se i partecipanti non raggiungono il quorum del 50% più 1 come i referendum? la non partecipazione non è protesta, è una affermazione chiara e indiscutibile del fatto che non si vuole certa gente in certe posizioni, è una delegittimazione forte e senza appello, Emerito Guaglione (oggi mi sento napoletano).

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