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Giovedì 08 Dicembre 2016

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SORESINA

"Lei ha un tumore al polmone" e invece è tubercolosi

Per l'errore maxi risarcimento di 900 mila euro al paziente a cui è stata causata un'invalidità permanente del 75%

"Lei ha un tumore al polmone" e invece è tubercolosi

Il tribunale di Cremona

SORESINA — «Lei ha un tumore al polmone». Era tubercolosi. Per la diagnosi errata, un medico di base di Soresina e due ospedali, il Maggiore di Crema, da cui all’epoca dipendeva la sezione distaccata di Soresina (l’ex Robbiani), e quello di Verona pagheranno un maxi risarcimento di circa 900mila euro a un settantenne pensionato soresinese che da otto anni vive senza un polmone. E vive tracheotomizzato, perché durante la broncoscopia eseguita per rimuovere il tessuto di un tumore che non c’era, gli sono state recise anche le corde vocali. Una invalidità permanente del 75 percento.

Una catena di errori, di mancati approfondimenti diagnostici e di negligenze cominciata a Soresina e terminata a Verona. Così è per il giudice Andrea Milesi, che ha condannato a risarcire 76.385,70 euro al paziente (più 10mila euro alla moglie del 70enne), Emanuele Mari, il medico di base dal quale, nel gennaio del 2007, il pensionato si recò per una tosse persistente curata per alcuni mesi con tre cicli di antibiotici, pensando che non fosse nulla di serio. Il giudice ha condannato l’ospedale Maggiore di Crema a un risarcimento di 305.542, 80 euro in favore del pensionato, più 40 mila alla moglie. Perché è alla sezione distaccata di Soresina che in luglio fu fatta la lastra al pensionato. «Lei ha un tumore». Diagnosi e consiglio di recarsi immediatamente, per l’intervento, a Verona, centro di eccellenza. Ed è qui che diedero per buona la lastra fatta a Soresina. Nessun altro accertamento. Il paziente fu sottoposto a una broncoscopia. Serviva per prelevare, perché fosse analizzato, il tessuto del tumore che non c’era. Ma durante l’esame «il polmone scoppiò», per dirla come l’avvocato Luigi Lupinacci, legale dei coniugi. Emorragia e sei mesi in terapia intensiva. Il giudice Milesi ha condannato l’ospedale di Verona a risarcire al pensionato 328.942,80 euro, più 40 mila euro alla moglie. Al totale vanno aggiunti gli interessi legali maturati dal deposito dell’ordinanza di Milesi e le spese di giudizio sostenute dal pensionato.

Che non si trattasse di neoplasia polmonare, ma di tubercolosi, lo ha scoperto l’avvocato Lupinacci attraverso un’indagine compiuta con l’ausilio di un medico legale e con l’acquisizione delle cartelle cliniche negli ospedali. Una storia venuta alla scoperto quando Lupinacci ha ricevuto «le doglianze dei miei clienti esclusivamente nei confronti del medico di base» e allora, «ho deciso di condurre delle indagini personali, coadiuvato dal dottor Salvatore Maiorana, che per due mesi ha studiato il caso. Un caso di Tbc, non un tumore. In seguito a ciò, abbiamo capito che le reali responsabilità non erano solo del medico di base, ma anche, e soprattutto, dei due istituti ospedalieri». E’ partita la causa, che si è basata sulle perizie medico-legali. Nelle nove pagine di ordinanza, il giudice imputa un concorso colposo al medico di base. «Se fosse stata prescritta subito una lastra, si sarebbe scoperta la Tbc e con una cura il mio assistito sarebbe guarito completamente», racconta l’avvocato Lupinacci. Ma dopo tre cicli di antibiotici, la tosse non passava e il pensionato continuava a perdere peso. «Parliamo di trenta chili», spiega il legale. Si arriva a luglio. Il giudice Milesi, rifacendosi alla consulenza tecnica del dottor De Battisti, nell’ordinanza annota che «quando a luglio il paziente si era presentato all’ospedale di Soresina, la lesione polmonare era già di nove centimetri. La corretta diagnosi da parte dei sanitari dell’ospedale di Soresina avrebbe consentito di limitare le conseguenze negative della malattia ad una percentuale di invalidità pari al 15 per cento». A Verona l’epilogo di una storia di malasanità che, però, non si esaurisce qui. «Partirà un’altra causa — afferma Lupinacci — per chiedere il risarcimento delle spese mediche, alcune migliaia di euro al mese, che i miei clienti hanno dovuto sostenere in questi anni e che dovranno sostenere in futuro».

20 Febbraio 2015

Commenti all'articolo

  • Vania

    2015/02/21 - 10:10

    A mio papà è successo il contrario...curato per tubercolosi invece era un tumore e in sette mesi se nè andato...

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