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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Uccisero cani, condannate Cheti Nin e due volontarie del canile

Uccisero cani, condannate Cheti Nin e due volontarie del canile

CREMONA - Per il Tribunale di Cremona Cheti Nin (ex vicepresidente dell'associazione zoofili cremonesi) e due volontarie del canile, Laura Gaiardi e Elena Caccialanza sono responsabili di maltrattamento e uccisione di cani senza necessità ospitati al canile di via Casello. Per questo sono state condannate Cheti Nin a 2 anni e 2 mesi, le due volontarie a 1 anno e 3 mesi ciascuna, (per entrambe pena sospesa). Assolta la veterinaria dell'Asl Michela Butturini

 

Cheti Nin è stata ritenuta responsabile anche per avere soppresso il cane Matisse di proprietà di un privato e, insieme alle volontarie, anche di esercizio abusivo della professione veterinaria avendo somministrato ai cani - uccisi senza motivo - i farmaci Tanax e Pentothal Sodium e per aver fatto vaccinazione e rimosso punti di sutura. Cheti Nin e Mauriuzio Guerrini (ex presidente dell'associazione zoofili cremonesi) sono invece stati assolti dalle accuse di appropriazione indebita e malversazione ai danni dello stato: è il capitolo relativo ai fondi provenienti dal Comune e dai privati che, è stato dimostrato, sono stati da loro utilizzati per la gestione del canile.

 

Il tribunale  - presidente Pio Massa, giudici a latere Andrea Milesi e Francesco Sora - ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Guerrini in relazione al reato di maltrattamento e uccisione di animali perché è estinto per intervenuta prescrizione. Per l'accusa, nella sua qualità di presidente aveva omesso di esercitare i propri doveri di controllo sul canile lasciandone la piena gestione e organizzazione a Cheti NIn.

 

Risarcimento danni. Il tribunale ha dosposto che Cheti Nin e le vonlontarie, in solido tra loro, risarciscano i danni a favore delle seguenti parti civili costituite che ha così liquidato: 5.000 euro per Empa, 5.000 per Oipa Italia Onlus, 5.000 per Anapana, 10.000 per la Lega nazionale per la difesa del cane. Inoltre ha condannato Cheti Nin a risarcire danni per 2.500 euro alla proprietaria di Matisse. Ha dichiarato l'inammissibilità delle costituzioni di parte civile dei seguenti enti: Leal, Earth, Lega nazionale difesa del cane sezione di Cremona (rappresentata da Rosetta Facciolo; la sezione locale non era legittimata a costituirsi ed è stata 'assorbita' da quella nazionale che è stata risarcita con il doppio) e Lav.

 

Il tribunale si è preso 90 giorni per il deposito della sentenza che è arrivata martedì 17 febbraio dopo 12 udienze e oltre 2 ore di camera di consiglio.

 

Le reazioni. "Giustizia è fatta - ha detto Rosetta Facciolo dalla cui denuncia si aprì l'indagine e attaccata duramente durante il processo dalle difese - io ero l'obiettivo, io ero sul banco degli imputati. Finalmente è stato riconosciuto che non c'ero io sul banco degli imputati, ma qualcun altro". L'avvocato Alessandro Nolli, difensore con il collega Francesco Genzini, della veterinaria Michela Butturini, ha dichiarato: 'Siamo estremamnte soddisfatti. Si ripristin aun ordine che era stato alterato sei anni fa". Dopo la lettura della sentenza Cheti Nin ha detto: "Ingiustizia". Le difese aspettano di leggere le motivazioni della sentenza per poi ricorrere in appello. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

17 Febbraio 2015

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