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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

"I dirigenti Tamoil sapevano ma lo hanno nascosto anche durante il processo"

"Grave inquinamento della falda causato dalla rete fognaria". Le 404 pagine della motivazione della sentenza di condanna

"I dirigenti Tamoil sapevano ma lo hanno nascosto anche durante il processo"

Il gup Guido Salvini

CREMONA - Per anni la rete fognaria colabrodo e a tratti franata di Tamoil, alcuni pozzi e serbatoi hanno gravemente inquinato la falda acquifera, riversando attraverso tubature corrose nelle aree sottostanti la raffineria e le canottieri che si affacciano sul Po, metri cubi di idrocarburi pericolosi per la salute. Per anni dall'autodenuncia del marzo 2001, i dirigenti della società libica hanno <ingannevolmente> sottaciuto le cause <ad una impreparata> Arpa e agli enti.- E le hanno nascoste anche a procedimento penale in corso. Una <scelta motivata dall'indifferenza per il bene protetto e dal calcolo aziendale, dall'utilità economica conseguente, derivata dallo spalmare su oltre tredici anni lavori che avrebbero dovuto essere svolti con urgenza>. Per anni, <i dirigenti hanno tenuto un atteggiamento dilatorio, costantemente contrassegnato da inerzia a provvedere agli adempimenti di propri aspettanza, sorda resistenza a rispondere>, dando <indicazioni che mettevano fuori strada>. <Omissioni e rallentamenti che, alla fine, costituivano nel loro insieme, un guadagno per la società quanto meno in termini di dilazioni dei costi da sostenere>. Un atteggiamento <continuo che è in parte mutato solo con l’apertura dell’indagine e la risonanza mediatica su quanto poteva essere avvenuto nelle zone dei circoli a bordo delle città>. Lo scrive il gup Guido Salvini nella corposa motivazione (404 pagine) della sentenza con cui lo scorso luglio al termine del processo con rito abbreviato, aveva condannato per disastro ambientale doloso a sei anni di reclusione l’ingegnere Enrico Gilberti, legale rappresentante di Tamoil raffinazione dal febbraio 2001 all’aprile 2004 e ‘preposto alla gestione della raffineria di cremona e relativi oleodotti dal 1989 sino alla chiusura dello stabilimento, e mento dilatorio all’Arpa, e a tre anni di reclusione l’ingegnere Giuliano Guerrino Billi , amministratore delegato di Tamoil raffinazione dall’aprile 1999 al febbraio 2001 e amministratore di delegato di Tamoil Petroli spa dal settembre 1999 all’aprile 2004. Per disastro ambientale colposo, erano stati condannati a un anno e otto mesi di reclusione ciascuno Pierluigi Colombo, direttore generale di Tamoil Raffinazione dal maggio del 2006 a febbraio 2007, e Mohamed Saleh Abulaiha,amministratore delegato di Tamoil raffinazione nel maggio del 2006 e dal gennaio del 2007 anche direttore generale. Era invece stato assolto Ness Yammine, direttore generale nel 2004. Infine erano stati trasmessi gli atti alla procura per indagare sull asocietà Tamoil.

Dalle visure camerali storiche agli atti prodotti da Tamoil dall’inizio del 2001 al momento dell’autodenuncia, dal carteggio riservato della società libica alle ordinanze sindacali, dalle relazioni dei Vigili del fuoco agli accertamenti e monitoraggi di Arpa e Nas, dai verbali dei Tavoli tecnici delle Conferenze dei Servizi che si sono tenute negli anni e sfociate nell’approntamento della barriera idraulica alle testimonianze rese al processo, alle perizie e molto ancora: è racchiusa in una mole di documentazione (10 faldoni di indagine divenuti 25 alla fine del giudizio abbreviato, più gli allegati e le tabelle) la storia del più importante inquinamento ambientale accertato a Cremona. Una indagine cominciata nel luglio del 2007 con l’esposto presentato in procura da Ezio Corradi, dell’associazione ‘Ambiente territorio e società’, preceduto da una segnalazione anonima inoltrata ai carabinieri il 25 giugno del 2007, con la quale <un gruppo di cittadini, che si definivano per lo più pensionati e nonni, denunciava la presenza nelle canottieri di odori di benzina provenienti dagli scarichi fognari della raffineria e sulla base di notizie acquisite da ex dipendenti della raffineria stessa, affermava di essere venuto a conoscenza che la prima falda acquifera era inquinata da sostanze oleose, rischiando di mettere in pericolo la salute di chi frequentava la zona lungo il Po>.

L’indagine della Procura partita dall'analisi delle autodenuce di Tamoil del 2001, le campagne di monitoraggi dei pozzi, le perizie, la richiesta di rinvio a giudizio dei vertici della società libica, il procedimento con il rito abbreviato. La svolta arriva nell’autunno del 2013 con un esposto anonimo presentato in procura. In quel momento, il procedimento si sta avviando alla conclusione e <dal complesso dell’attività di indagine – annota il gup Salvini - e dall’istruttoria integrativa svolta nel corso del giudizio abbreviato si delineava come già scarsamente plausibile la tesi sostenuta dai consulenti della difesa, secondo cui ciò di cui si stava parlando era una 'semplice contaminazione storica'>. Tamoil sosteneva che ad inquinare fossero stati insediamenti industriali precedenti come l'Amoco, sorta negli anni Cinquanta. Ma dalle carte del processo è risultato che < Amoco era Tamoil e Tamoil Amoco>. Non solo. A sconfessare la tesi della difesa è stato il rilevamento nella falda, tra le sostanze contaminanti, di Mtbe, additivo usato per la benzina verde, utilizzato da Tamoil a partire dagli anni Novanta e <dopo una lunga interruzione di quattro anni , alla fine del 1998 l'Mtbe ha ripreso ad essere impiegato e in modo, questa volta, massiccio>. La svolta, si è detto, arriva nell'autunno del 2013 con un esposto anonimo di <ex dipendenti, ora nonni> e cioè <con la stessa sigla con cui era stata firmata la segnalazione pervenuta ai carabinieri nel giugno di sei anni prima. Come ricorda il gup Salvini ella motivazione, a partire dall'ottobre del 2013, il pm Fabio Saponara <disponeva quindi di indicazioni concrete per risalire alla probabile individuazione dell'origine delle perdite di idrocarburi e soprattutto datala in quanto le infiltrazioni delle fogne sarebbero avvenute anche in tempi recenti o comunque sino al 2005>. Un'accelerata sarà data dalla documentazione acquisita presso due società esterne che a partire dal 20004 lavorarono per Tamoil: la Idroambiente di Novate milanese (Milano) la Soncini S3. Determinanti saranno le testimonianze rese dai responsabili delle due società e da ex dirigenti ed ex dipendenti di Tamoil , sentiti durante la nuova indagine e poi al processo. Si è così scoperto che nel 2004-2005, sotto impulso dell'ingegner Vinciguerra (deceduto nel maggio del 2006) Tamoil commissionò a Idroambiete e Soncini la video ispezione della rete fognaria e il lavoro di risanamento delle fogne risanamento per un costo sostenuto (da fattura) di 4milioni e 386.186 euro. Le video ispezioni denunciano le gravi criticità della rete fognaria e del pozzo di approvvigionamento numero sette. Ma Tamoil ha sempre nascosto la causa dell'inquinamento agli Enti esterni e all'Arpa . Già dal 2001 <Tamoil – osserva il giudice - ha volutamente depositato documenti fumoso, privi di effettivi dettagli e irrispettosi anche elle prescrizioni legislative dettate in ordine alla loro stessa formazione. In definitiva ha reso impossibile ogni intervento degli assolutamente inadeguati soggetti, l'arpa in particolare, che dovevano controllarne l'operato, ha volutamente tenuto lontano dalla gravità della situazione gli Enti che, impreparati, hanno prima di tutto dovuto capire di che cosa si stava parlando>. Più volte, nelle 404 pagine della motivazione, Salvini tornerà sul comportamento di Tamoil e dei suoi dirigenti, un comportamento che <sembra essere sempre il medesimo: si presentano agli enti pagine e pagine di documenti che,concretamente, dicono poco o nulla, non rispondono a quanto è loro esplicitamente richiesto dagli Enti, vengono nascoste le fonti primari, ancora in atto, di inquinamento e non si adotta,se non con gravi ritardi, alcun intervento concreto>. Le testimonianze rese al processo da Giampaolo Beati, all'epoca direttore dell'Arpa, e dal tecnico di Arpa, Francesco Bordi, rivelano, per stessa ammissione di Beati <che l'Arpa era impreparata ad affrontare una situazione di tale complessità come la decontaminazione di un grande sito industriale, quantomeno fino al 2005 non ha potuto fare altro, in una fase di organizzazione dei suoi uffici, che iniziare a 'documentarsi' senza assumere alcuna iniziativa. Si è basata semplicemente sulla 'fiducia' in quanto stava facendo, senza effettuare propri e autonomi controlli>. E <solo una seconda fase – scrive il giudice – a partire dalla fine del 2005, l'Arpa si è mostrata in grado di svolgere un ruolo e in più, il Comune di Cremona, anche a supporto di Arpa, ha assunto come consulente il Politecnico di Milano con risultati utili e che sono stati anche critici nei confronti dei dati e dell'attuazione delle misure indicate da Tamoil.

Perché Tamoil per anni ha nascosto le cause e ritardato gli interventi, nonostante i segnali di allarme. Al riguardo, al processo l'ingegner Ambrosio, ex dirigente, è stato illuminante: <Il tutto dipendeva da quanto si doveva spendere> . Eppure, la società era finanziariamente solida. <Dalla lettura dei bilanci e delle relazioni sulla gestione acquisti – è scritto nella motivazione della sentenza – si evince che la società Tamoil Raffinazione spa ha sempre avuto liquidità in surplus. Dal 2001 al2010 ha sempre avuto crediti di natura finanziaria verso società del gruppo, legati alla gestione centralizzata di tesoreria, con un rapporto di conto corrente che non è mai stato inferiore ai 100milioni di euro tra il 2001 e il 2006 e mai inferiore ai 50milioni di euro tra il 2007 e il 2010.Da ciò si evidenzia la solidità finanziaria della società e l 'assoluta disponibilità di risorse che sono state quindi volontariamente destinate ad usi diversi da quelli obbligatori, così deliberatamente decidendo di differire gli interventi necessari e urgenti di natura ambientale in favore del territorio cremonese>.

 

 

16 Febbraio 2015

Commenti all'articolo

  • paolo

    2015/02/16 - 15:03

    A me risulta che vi fosse una battagliera “commissione ambiente” nin Comune altrettanto battaglieramente presieduta. Qualcuno ne ricorda nomi di componenti e presidente/presidentessa?

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