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CREMONA

Beffate dopo una firma in strada

Una dozzina di casi in città: l'autografo obbligava all'acquisto di materiale audiovisivo per 2.400 euro

Beffate dopo una firma in strada

CREMONA - Fermate per strada con la scusa di un’informazione toponomastica. Poi una serie di domande riguardanti il lavoro e il futuro, presentate, a un tratto, come quesiti relativi a una ricerca statistica. Una sorta di modulo da riempire. Tutto concluso con la richiesta di una firma, presentata come necessaria per la gestione delle informazioni e dei dati forniti, sulla base di quel che prevede la legge sulla privacy. Peccato che quella firma è apposta, in realtà, su un contratto che obbliga chi l’ha siglato ad acquistare materiale audiovisivo per 2.400 euro. E che in più di un caso, alla consegna del materiale (trascorsi i dieci giorni del diritto di recesso) segue anche la richiesta di una firma in calce a un documento che attesta la conformità di quanto ordinato a quanto consegnato. Un tranello in piena regola quello nel quale sono cadute una dozzina di ragazze cremonesi alcune delle quali, nei giorni scorsi, si sono rivolte alla sede cremonese dell’Unione nazionale consumatori.

15 Febbraio 2015

Commenti all'articolo

  • alessandro

    2015/02/15 - 14:02

    ma fermate da chi? chi detiene, ancora oggi, questo occulto potere, questa sovrumana facoltá di ingannare seduta stante persone che ancora credono alla bontá del prossimo? almeno una sommaria descrizione di questi farabutti maledetti, li possa il cielo fulminare mentre dormono, in modo che altri poveri cristi possano almeno avere un dubbio, uno solo, prima di mettere la fatidica firmetta..incredibile...mi metta una firmetta qui, si si qui..sa, la privacy..mondo di farabutti, morti viventi

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