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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Cottarelli: Cremona deve mantenere un profilo internazionale

"Per uscire dalla crisi ci vuole la 'spending review' che non significa austerità"

Cottarelli: Cremona deve mantenere un profilo internazionale

Carlo Cottarelli al centro nel salone dei Quadri

CREMONA - Carlo Cottarelli è tornato nella sua Cremona e oggi (venerdì 30 gennaio) è stato invitato a parlare nel salone dei Quadri di palazzo comunale, all'iniziativa pubblica ‘Cremona nell’economia globale’. L’economista del Fondo Monetario Internazionale ha l'occasione per confrontarsi sul presente e sul futuro di Cremona, anche in dialogo con il sindaco Gianluca Galimberti. L’iniziativa è promossa dalle associazioni ‘Cremona nel Mondo’ e ‘Democratici per Cremona’.

Dalle prime battute, si evince che l'economista ha a cuore il futuro della città e del suo territorio: "Cremona per uscire dalla crisi deve mantenere un profilo internazionale e continuare a farsi conoscere".

Inevitabile un riferimento alla 'spending review': "Non si tratta di portare avanti un concetto di austerità, ma di tagliare dov'è possibile e contestualmente trovare risorse da veicolare nello sviluppo", ha chiarito Cottarelli che a Cremona prima o poi tornerà a vivere: "Certamente non rimarrò per sempre negli Stati Uniti, tant'è che ho già fatto restaurare la casa che ho qui in città. E come mio padre Celo mi piacerebbe fare qualcosa per la mia città".

Cottarelli a più riprese ha ribadito che lo schema per una città di provincia come Cremona deve comunque rifarsi al contesto nazionale e soprattutto europeo. Come dire, qualsiasi iniziativa deve essere organica al contesto e, soprattutto, la città deve saper cogliere le occasioni che le si prospettano di volta in volta, puntando su quelle che sono i suoi punti di forza che la rendono nel suo genere unica. «L’importante — ha detto Cottarelli — è che Cremona sappia promuoversi nel mondo, riesca cioè a trasmettere l’immagine giusta di sé».

Cottarelli ha evidenziato alcuni segnali di ripresa economica, a partire dal segno positivo per gli Stati Uniti, anche se l’Europa ancora stenta.

 

Leggi di più su La Provincia di sabato 31 gennaio

 

 

 

 

30 Gennaio 2015

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