il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Tempolibero

Blog


PIZZIGHETTONE

Camera mortuaria della casa di riposo vietata agli 'esterni'

E' inagibile, può ospitare solo i defunti del Mazza

Camera mortuaria della casa di riposo vietata agli 'esterni'

Uno scorcio del cortile interno della casa di riposo Luigi Mazza di Pizzighettone

PIZZIGHETTONE — Il dolore per la perdita di un congiunto nel borgo murato si somma da qualche tempo con l’amarezza di non poter onorarne adeguatamente la memoria. La camera mortuaria della casa di riposo non è infatti più utilizzabile dagli ‘esterni’ dopo che l’Asl di Cremona l’ha dichiarata inagibile. Dal Mazza, dove la dirigenza preferisce non commentare, spiegano che lo stop è arrivato per motivi tecnici: in particolare per l’impossibilità di assicurare, con un ingresso indipendente e spazi separati, l’adeguata privacy nel caso dell’esposizione di due salme. Un disagio che colpisce nel momento di maggior dolore. E il Comune si è attivato per trovare una soluzione.
Finora il locale, che si trova all’interno del Mazza, veniva utilizzato dalle imprese di pompe funebri per permettere ad amici e parenti di rendere l’estremo saluto ai defunti di Pizzighettone. Da circa sei mesi non è più così e l’ambiente è agibile solo per chi muore alla casa di riposo. Ne sanno qualcosa le sorelle Giovanna e Loredana Ceruti che il giorno di santo Stefano hanno subito la perdita del loro amato padre Andrea, conosciuto da tutti come ‘Gino’. «L’impresa — racconta Loredana — ci ha comunicato che la camera mortuaria a Pizzighettone non era più disponibile e la scelta sarebbe stata fra Cremona e il Vismara di San Bassano, a cui occorreva chiedere l’ok. Siamo rimaste di sale — si indigna la donna — ma non abbiamo potuto fare altro che accettare la proposta di vegliare mio papà a San Bassano, dove non era conosciuto e con i disagi del caso. Mia mamma, che ha 87 anni e solo pochi mesi prima aveva festeggiato i 60 anni di matrimonio con mio papà, non ha potuto venire a salutarlo. E io e mia sorella per tre giorni abbiamo dovuto andare dalle 8 alle 20 a San Bassano per non lasciarlo solo. Mio padre era molto conosciuto e in tanti ci hanno manifestato la loro vicinanza. E molti ci hanno fermato per strada per dirci che se la veglia funebre fosse stata in paese invece che a San Bassano avrebbero partecipato». L’amarezza insomma è tanta e le sorelle concludono con un appello: «La civiltà di un popolo si riconosce anche dalla possibilità di dare un ultimo saluto ai nostri cari».
L’appello è raccolto dal Comune che, in verità, si era già mosso. «Stiamo cercando di vedere — spiega l’assessore Massimo Antelmi — se troviamo un’intesa con il Mazza perchè metta disposizione dei ‘esterni’ un altro locale. Abbiamo già avuto su questo degli incontri con il presidente Egidio Sinelli».

27 Gennaio 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000