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Domenica 04 Dicembre 2016

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BRESCIA

«Estremisti islamici nell’area cremonese»

A Brescia l'apertura dell'anno giudiziario

«Estremisti islamici nell’area cremonese»

Una fase della cerimonia

BRESCIA — «Al momento attuale non mancano, specie nell’area cremonese, stranieri di militanza musulmana estremista, che appaiono operare attivamente sul versante della propaganda e dell’ ‘arruolamento’ di soggetti da instradare verso aree di scontri etnici virulenti ed eterogenei, al servizio di questa o quella causa: specialmente quella cosiddetta ‘siriana’ e quelle dei fondamentalisti islamici, che vedono contrapposte l’etnia sunnita e quella sciita». Ma se per il Procuratore generale, Pier Luigi Maria Dell’Osso, «non è il caso di lanciare ‘grida d’allarme», tuttavia, «sul versante del terrorismo internazionale fondamentalista», è necessario che «si rafforzino tutte le misure utili per la sicurezza e che ciò avvenga su larga scala, con priorità, naturalmente, per il territorio della regione Lombardia».
Sono le linee guida indicate dal Pg dell’Osso intervenuto, ieri, all’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto della corte d’appello di Brescia. Misure rafforzate, dopo le stragi di Parigi, anche a Cremona, già in passato ‘culla’ di un cellula islamica collegata ad Ansar Al Islam con le sue pedine già condannate in via definitiva ed espulse dall’Italia. Misure che lunedì scorso hanno portato all’espulsione di Resim Kastrati, 22 anni, il kosovaro con casa a Pozzaglio che aveva esultato per la strage di Charlie Hebdo, accompagnato alla frontiera perché per il Viminale voleva mettersi in viaggio per la Siria e arruolarsi nell’Isis.
«Il vento della rivoluzione sta soffiando per tutti gli stati africani. L’alito noi lo sentiamo, il fenomeno del terrorismo islamico qui noi lo sentiamo», dice il Pg dell’Osso, il quale evidenzia che «i gravissimi fatti sanguinosi avvenuti a Parigi dimostrano che si può spargere il terrore anche ad opera di microscopici gruppi, formati da pochi individui». E in attesa delle ulteriori rilevanze investigative francesi «tuttora in pieno sviluppo», il Procuratore generale fa riferimento «alla particolare attenzione investigativa che deve dispiegarsi in ordine alla crescente e proficua attività di concreto e costante proselitismo, effettuata nei paesi europei, dove si registra una forte disoccupazione giovanile,accompagnata da una generalizzata caduta di ideologie e relativi punti di riferimento». E allora, «le vicende richiamate valgono a dimostrare come sulle rotte dei traffici internazionali, in special modo, poi, quelli relativi al riciclaggio, finiscano con l’intersecarsi attività di criminalità organizzata e vicende di terrorismo internazionale». E «su tale circostanza non si richiamerà mai a sufficienza l’attenzione, specie nella fase attuale, che vede l’Italia alle prese con la forte valenza mondiale dell’Esposizione Universale». Il Pg rimarca, «perché ne vale la pena», che «quasi tutti i paesi interessati da gravi vicende di guerra o di guerriglia compaiono nel novero di quelli che hanno manifestato interesse per la partecipazione all’evento milanese».

 

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