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Martedì 06 Dicembre 2016

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CREMONA

Sfilata nazionale antifascista, commercianti preoccupati
"Non si può escludere una deriva violenta"

Il presidente Casarin: anche se tutto andrà bene, le imprese avranno perso una giornata importante di lavoro

Sfilata nazionale antifascista, commercianti preoccupati
"Non si può escludere una deriva violenta"

Fausto Casarin

CREMONA - A due giorni dalla sfilata nazionale antifascista organizzata a Cremona per sabato 24 gennaio - come conseguenza degli scontri avvenuti domenica 18 in via Mantova - il presidente di Confcommercio Cremona, Fausto Casarin, esprime in un comunicato ufficiale tutta la sua preoccupazione.

 

"Guardiamo con preoccupazione alla manifestazione di sabato prossimo nel centro di Cremona. Siamo certi dell’impegno delle forze dell’ordine. Ugualmente auspichiamo che i partecipanti scelgano di testimoniare le loro idee in maniera democratica, civile e rispettosa dei diritti di ciascuno. Non possiamo tuttavia escludere una deriva con un corteo che non sia esente da atti violenti o da danneggiamenti a cose ed edifici. Troppo spesso si è verificato, anche nella nostra città. Così come ancora oggi i muri di Cremona portano i 'segni' di chi, nell’ultima campagna elettorale, ha scelto di fare propaganda senza limitarsi ai pannelli predisposti dal Comune. Ma anche se tutto andrà per il meglio le imprese di Cremona avranno perso una giornata importante di lavoro. Chi verrà in centro sabato pomeriggio, pur sapendolo 'militarizzato' (e per fortuna, lo ribadisco, siamo certi che gli agenti saranno presenti in forze) e a rischio di 'tensioni e scontri'? I fatti di cronaca testimoniano che è meglio tenersi alla larga da certe situazioni. Così come serve una informazione puntuale ed efficace. Per capire quali vie saranno coinvolte, quali parcheggi sarà meglio evitare per non incorrere in danneggiamenti. Ma la questione, al di là dell’emergenza, ha un carattere più generale. Da tempo lamentiamo il problema con le istituzioni locali. 'La mia libertà finisce dove comincia la vostra' diceva Martin Luther King. Se è pur legittimo il diritto a 'manifestare', peraltro riconosciuto dalla Costituzione, altrettanto chiaro è che i cittadini devono riunirsi 'pacificamente e senz'armi'(art. 17). Altrettanto importante è il diritto al lavoro. Qualche anno fa Roberto Maroni, ora governatore della Lombardia, propose che si istituisse un fondo per indennizzare dei danni causati dalle manifestazioni (che avrebbe dovuto essere garantito dai partecipanti stessi). Non se ne fece nulla. E da allora non se ne è più parlato. Speriamo che sabato sera non ci si rammarichi di non aver dato concretezza alla proposta".

 

Il partito di Alternativa Comunista ha replicato alle dichiarazioni di Casarin. "Questo signore anziché preoccuparsi del fatto che da diverso tempo a Cremona girino indisturbate squadracce fasciste che aggrediscono giovani, operai, immigrati e militanti di sinistra in generale, si allarma per il fatto che 'forse' la manifestazione nazionale indetta dai movimenti di sinistra contro l’ennesima vile aggressione fascista potrà non essere tranquilla, come egli auspica. Il suo pensiero non va a Emilio, che per essersi schierato a difesa del suo luogo di aggregazione rischia la vita. No, il suo unico problema è che 'forse' sabato pomeriggio i 'consumatori' locali staranno alla larga dai negozi. Se qualche immigrato viene aggredito, se un militante antifascista viene ridotto in fin di vita, non è per lui un problema. L’importante è non perdere qualche euro. Un mondo in cui contano solo gli affari e il profitto, in cui le persone non hanno diritti in quanto studenti o lavoratori, ma solo se consumatori in grado di spendere. Quel mondo che Casarin difende, si chiama capitalismo ed è responsabile delle miserie che affliggono milioni di persone in tutto il pianeta. Per questo come Partito di Alternativa Comunista saremo in piazza a fianco dei compagni del Centro Sociale Dordoni, per lottare per un mondo diverso, in cui le persone e la vita non vengano misurate in base alle dimensioni del portafoglio".

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

22 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • glenda

    2015/01/23 - 17:05

    E se un commerciante (in un periodo difficile come questo) perde il guadagno di una giornata fondamentale della settimana, con cui garantisce stipendi a lavoratori con famiglie. Persone oneste che lottano ogni giorno per riuscire a mantenere posti di lavoro, offrendo servizi e professionalità. Chi ci darà quei " qualche euro persi" che permettono di mantenere delle famiglie? È giusto manifestare, ma nel rispetto dei sacrifici altrui. Quando dovrò pagare la mensa del mio bambino di tre anni andrò a bussare alla porta dei manifestanti di sabato! Tanto sono solo pochi euro...

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  • xxx

    2015/01/22 - 14:02

    ma la vogliamo smettere con le buffonate dell'antifascismo...?????... questi delinquentelli di sinistra estrema se la sono andata a cercare...... è da quando in città si è instaurata Casapound,che i centri sociali cittadini hanno fin da subito intimato rappresaglie a questi ragazzi che tutto sommato hanno la sola colpa di pensarla diversamente dagli antagonisti.......... la stessa cosa,con risvolti diversi ma dal contenuto uguale,è successo quando a Piadena si è inaugurata la sede di Forza Nuova....quel giorno si sono visti i bravi antagonisti manifestare con striscioni del tipo:CONTRO I FASCISTI DI FORZA NUOVA E LE ISTITUZIONI CHE LI PROTEGGONO I FUCILI DEI RIBELLI SEMPRE CARICHI SARANNO..... a voi le opinioni....

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