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Sabato 10 Dicembre 2016

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SPINADESCO

Tre caprioli sugli Spiaggioni

Censimento dei volontari del Nibbio. Registrati anche tassi, cinghiali e aironi

Tre caprioli sugli Spiaggioni

I volontari a caccia di impronte

SPINADESCO — Sono almeno tre i caprioli che si sono stabiliti nella zona degli Spiaggioni di Spinadesco. Lo conferma l’attività di censimento avio-faunistico svolta dalle guardie zoofile del Nibbio il 29 dicembre e il primo gennaio scorsi. Non solo, i volontari dell’associazione di tutela e vigilanza ambientale guidata da Fabio Guarreschi hanno trovato tracce anche di circa quattro cinghiali, di una dozzina di tassi, di volpi, donnole e di molti uccelli fra cui la poiana e proprio il nibbio. E hanno scoperto inoltre che nell’oasi di protezione faunistica, dopo le piene del Po si sono formati due nuovi piccoli bodri. Le guardie zoofile Marco Ghisolfi e Gianluca Marchi, con il volontario Nicola Tinelli e Guarreschi hanno approfittato del manto lasciato dalla neve caduta nei giorni precedenti per effettuare a cavallo di capodanno le ricerche di impronte lasciate dalla fauna selvatica. Ad essere battuta è stata la zona compresa fra la località Manola, le Bulgare (l’ex bosco delle gerre) e l’isola Mezzadra. «L’attività — spiega Ghisolfi — è servita ad inquadrare la presenza degli ungulati che stanno migrando dal piacentino e dal parmense. I caprioli sono una specie molto mobile, ma la loro presenza in quella zona è confermata. Frequentano la golena che è una zona ormai abbandonata dalle abitazioni e dove non vengono disturbati dall’uomo».

E poi ci sono i cinghiali, tracce di almeno quattro esemplari, una dozzina di tassi e la volpe, poco amata dai cacciatori. Insomma il Sito protetto di interesse comunitario degli Spiaggioni e le zone circostanti sono ricche di abitanti. «Piano piano — spiega Ghisolfi — sta tornando anche lo scoiattolo nostrano. Ci sono poi naturalmente moltissimi conigli selvatici e minilepri che, nutrendosi con poco ed essendo specie molto prolifiche, si stanno moltiplicando rapidamente». I volontari si sono anche imbattuti in una importante modificazione naturale del paesaggio: le piene del Po di novembre, ritirandosi, hanno lasciato due o tre piccoli bodri «che — sottolinea Guarreschi — sono importantissimi perché sono fonti di nutrimento per molti volatili come i germani reali, le alzavole, beccaccia e beccaccino».

E fra i volatili individuati dagli uomini del nibbio ci sono gli aironi, diffusissimi, un cigno, il picchio rosso maggiore e il picchio verde. E poi pettirossi, fringuelli, peppole, pispole, la ballerina bianca: tutti a loro agio nell’area protetta.

15 Gennaio 2015

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