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CREMONA

L'Aler si difende: i garage coi tetti all'amianto sono del Comune

L'azienda si chiama fuori: 'Ascoltiamo gli inquilini e interveniamo'

L'Aler si difende: i garage coi tetti all'amianto sono del Comune

I garage incriminati

CREMONA - I garage con le coperture all’amianto sono del Comune: proprietà e gestione. Quanto alle palazzine, Aler le gestisce da un paio di anni e la manutenzione ordinaria (la sola di competenza) è stata garantita. Nessun riscontro quanto alla presenza di abusivi negli appartamenti, mentre per i vetri rotti e le altre cose segnalate, è scattato il richiamo affinché gli inquilini facciano la loro parte, perché «custodire meglio l’edificio fa la differenza». Una difesa su tutta la linea quella delineata nel corso della conferenza stampa tenuta giovedì 15 gennaio dai vertici dell’Aler in merito agli edifici ribattezzati ‘le palazzine della vergogna’ che si trovano a numeri civici 6, 6A e 6B di via Giuseppina.

Nella sala riunioni della sede di via Manini, davanti ai cronisti, hanno preso posto il presidente dell’Aler Brescia-Cremona-Mantova, Emidio Isacchini, il direttore per le tre province, Giacomina Bozzoni e Maurizio Boldori, direttore a Cremona. «Per quel che concerne la struttura, le cose che non vanno devono essere affrontate, una dopo l’altra, dal Comune, ente proprietario, che in vari edifici della città ha già iniziato a intervenire», hanno spiegato i tre dirigenti. Quanto all’amianto, i garage, dei quali Aler non ha la gestione, sono già stati isolati ed entro qualche settimana si provvederà alla bonifica, come ha precisato l’altro giorno l’assessore comunale all’Area vasta e alla Casa, Andrea Virgilio. Le palazzine risalgono agli anni Cinquanta. La manutenzione straordinaria è stata, con ogni probabilità, insufficiente e le cose da fare (amianto a parte) a questo punto sono davvero tante, a fronte di risorse che in questo periodo non sono certo il massimo. Insomma, la partita è difficile. All’incontro di giovedì mattina non erano presenti rappresentanti del Comune e nemmeno dell’Asl, cosa che ha dato il la alle critiche di Ivano Bonoldi, uno dei due rappresentanti locali dell’Osservatorio nazionale amianto (l’altro è Danilo Dilda). Bonoldi ha sottolineato come l’amministrazione comunale debba verificare e rendere conto del motivo per cui si interviene su quelle lastre di amianto distrutte a distanza di sette anni dalla prima segnalazione (raccolta firme di 20 inquilini, protocollata nel 2008) e chiesto perché l’Asl non si interessi di una madre, Marsida, residente in una delle case invase da umidità e muffa della quale sono state mostrate foto impressionanti. La donna dice di avere i figli sempre malati. «Qui siamo all’Abc. Se l’ambiente è insalubre, se una madre dice che i figli stanno male, l’Asl non deve intervenire?», ha chiesto Bonoldi.

Ancora critici alcuni degli inquilini delle palazzine. «Dovevano convocarla qui, la conferenza stampa, per vedere, in tempo reale, che effetto sortiva dire che è tutto a posto. Voglio vedere se il dirigente comunale competente prenderà il premio», ha detto uno dei residenti. Tutto dice che la vicenda non è conclusa. In campo c’è anche l’Arma. E a giorni potrebbe essere investita anche la procura.

16 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • Quadrata

    2015/01/16 - 17:05

    Beh, è un problema di salute pubblica. Chi ha deciso di non fare la manutenzione e la messa in sicurezza? I politici ne sapevano qualcosa? la responsabilità è solo dei dirigenti del Comune o anche l'ASL doveva intervenire in nome della salute? o qualcuno pensa che ci siano cittadini di serie A e cittadini con meno diritti di serie B?

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  • sergio

    2015/01/16 - 14:02

    anche il comune di malagnino dimentica di avere l'eternit nelle sue strutture,non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!!!!!!!!

    Rispondi

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