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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Negozi sfitti, ora serve una 'mappa' delle aree in sofferenza

Iniziativa del Comune. E su Fb il 'censimento' c'è già

Negozi sfitti, ora serve una 'mappa' delle aree in sofferenza

Negozi chiusi in via Guarneri del Gesù

CREMONA - Negozi che chiudono, attività commerciali che finiscono, intere zone, periferiche e centrali, senza riferimenti. E spesso chi vuole aprire i negozi di vicinato deve fare i conti con affitti astronomici. Le associazioni dei commercianti hanno più volte sollecitato il Comune ad occuparsi del problema. Ma la prima cosa da fare è sapere esattamente quanti sono i negozi sfitti, dove sono, quanta superficie di vendita hanno e chi sono i proprietari. Ebbene l’assessore Barbara Manfredini, che ha la delega al commercio, ha annunciato che l’ente ha avviato un sondaggio appunto sui negozi sfitti, dal quale uscirà una ‘mappatura’ che permetterà di capire quelli sono le zone in maggiore sofferenza. Non solo la mappa, che è comunque un passaggio obbligatorio, ma successivamente un ‘tavolo’ con i proprietari per vedere se si può arrivare ad affitti calmierati.

Il Comune, secondo l’assessore Manfredini, può agire d’intesa con le associazioni e mettere a disposizione uffici e competenze in tema di tasse e di esenzioni, in quelle strade in cui ci sono lunghi cantieri. Dalla mappa si potrà inoltre capire quali sono i generi che mancano di più in alcune zone e quelli che sono invece inflazionati. Negozi sfitti sui quali il Comune ha aumentato le aliquote, giusto per far capire ai proprietari che non vale la pena tenerli vuoti. In alcune città, chi affitta per un periodo almeno di quattro anni, ottiene agevolazioni sul piano contributivo: una opportunità di cui si dovrebbe tenere conto. C’è infine il tema dei parcheggi e dei trasporti, dalla Ztl e delle pedonalizzazioni, ma l’importante è che il commercio riviva.

In tema di mappatura, un aiuto al Comune potrebbe arrivare dall'iniziativa di un gruppo cremonese nato recentemente su Facebook: Cremona Affittasi.

Nella pagina realizzata sul social network, composta con le immagini delle serrande abbassate immortalate con macchina fotografica dall’autore durante il suo tour nell’abbandono durato una sola giornata, l’elenco degli esercizi che hanno chiuso i battenti è numeroso. E parlano gli scatti di ogni negozio che nell’ultimo periodo è stato costretto ad abbassare la saracinesca per sempre, evidenziando soltanto in didascalia il nome della via. E qui troviamo, tra i tanti, troppi esercizi chiusi, Playlife in corso Campi, Jeansmania e La Casa del Bottone in corso Garibaldi, Esprit e Dolci Cose in Galleria XXV Aprile, il Fulmine Megastore in corso Mazzini, il Viper e La mela proibita in Galleria Kennedy, solo per fare alcuni esempi, assieme a tante altre attività che hanno lasciato un segno in città negli anni. Tra queste, pur non essendo un esercizio commerciale, anche l’ex cinema Tognazzi in via Verdi, ferita aperta ormai da anni nel cuore del centro rimasto senza una sola sala.

15 Gennaio 2015

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