il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CAPPELLA PICENARDI

Buongustaie a sbafo
Mangiano tartufo e poi fuggono

E’ successo alla ‘Locanda degli artisti' gestita dalla famiglia Carboni

CAPPELLA PICENARDI — Appassionate di tartufo, lo hanno voluto su tutte le pietanze compreso il formaggio, ne hanno mangiato a crepapelle: ma tanto sapevano che al momento del conto si sarebbero dileguate e non avrebbero pagato. E’ successo alla ‘Locanda degli artisti, il noto locale sulla via Mantova gestito dalla famiglia Carboni. Un danno di 120 euro, ma più del danno è la beffa. Che comunque non poteva essere evitata.
Lunedì è l’ora di pranzo, nel ristorante entrano due donne, una mora e una bionda, sui 40 anni, la prima vestita con una minigonna che non lascia nulla alla fantasia, tanto che gli altri cliente sono ‘vigili e attenti’. Si avvicina uno dei titolari, Michele, e le due ordinano. Si parte con l’antipasto: terrina di ricotta con tartufo nero e con una bottiglia di bonarda. Si passa al primo: tortelli di zucca con spolverata di tartufo, fanno anche i complimenti: ottimi. Si passa poi al secondo: quaglietta, sempre con spolverata di tartufo e intanto viene ordinata un’altra bottiglia di bonarda. Ma, si sa, un pranzo deve finire con la bocca che sa di latte, per cui le due donne ordinano anche il ‘formaggio grande’, e, naturalmente, chiedono anche una spolverata di tartufo. «Io glielo detto che questo accostamento mi sembrava un po’ ardito, ma hanno insistito, allora ho lasciato sul tavolo sia il tartufo sia la grattugia, cosa che hanno gradito» ironizza con filosofia Michele Carboni.
Finisce anche la seconda bottiglia di bonarda e dopo un rapido consulto le due donne, ridanciane e visibilmente soddisfatte, decidono che c’è ancora posto per il dolce. «Vorremmo due flan di cioccolato». Michele fa presente alle clienti che per prepararlo ci vogliono almeno 15 minuti, ma le donne non si perdono d’animo: «Aspetteremo fuori, fumando una sigaretta». La stagione è rigida, e dunque serve il cappotto, e poi il bon ton non vuole che sigarette e accendino siano appoggiati sul tavolo: sono nelle capienti borsette. Per cui nulla di male se per uscire a fumare le due si vestono di tutto punto ed escono. «Il problema è che non sono più rientrate — racconta Carboni — sono fuggite e naturalmente non hanno pagato un euro di conto. Ho capito perché volevano tutto quel tartufo: tanto sapevano che era gratis». 

14 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • alessandro

    2015/01/15 - 19:07

    ah..hanno mangiato a crepapelle..bbrave, brave..ammazza!! 5 portate..cavoli, nemmeno un toro da monta mangia così a pranzo...z...bono, eppure due bottiglie di bonarda...che, per inciso, col tartufo non va proprio bene..direi sconsigliato..(te lo dice assaggiatore ONAV). Capperi ci sono rimasto male per gli amici di Cappella, che sono bravissimi, onesti e bravi, competenti...però dico a all' amico Michele : attento se due "signore" ti chiedono della bonarda con il tartufo...puzza di bruciato, di carogna anzi, e magari alla 3/5 (terza di cinque, incredibile!!!) portata, lascia giù un tartufo di gomma, non vero!!! Cavoli, proprio un delitto culinario. saluti

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000