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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

Incendio in una cella a Cà del Ferro

Detenuto dà fuoco ai suoi vestiti. Nuovo fronte di protesta dei sindacati: da mesi le garitte non sono riscaldate

carcere di cremona

CREMONA - Oltre ai due telefoni cellulari trovati a disposizione dei detenuti, alla siringa nuova spuntata oltre le sbarre, anche un incendio scoppiato all’interno di una cella. Non c’è pace, in questo inizio 2015 nella casa circondariale di Cremona, dove da settimane si è concentrata l’attenzione degli esponenti di varie sigle sindacali, i cui responsabili sono preoccupati per quel che molti definiscono un progressivo peggioramento della situazione, in una struttura che da sempre è uno dei fiori all’occhiello per quel che riguarda le carceri della Lombardia. L’incendio nella cella, dove un detenuto ha dato fuoco ad alcuni vestiti, ha subito fatto scattare l’intervento e i soccorsi degli agenti, anche stavolta tanto rapidi quanto efficaci. La vicenda, avvenuta alcuni giorni fa, è emersa nella tarda mattinata di ieri, grazie a fonti sindacali. Per fortuna le conseguenze non sono state di grave entità. Nelle stesse ore il Coordinamento sindacale penitenziario (Cosp) è tornato all’attacco su un problema denunciato ormai da mesi ma che finora non ha avuto risposte efficaci. «Con l’arrivo del freddo — spiega il segretario generale del Cosp, Domenico Mastrulli — il personale comandato di ‘vedetta esterna’, il servizio di sentinella armata sul perimetro della cinta muraria, lamenta la mancata erogazione di riscaldamento nelle garitte. Tale situazione — prosegue Mastrulli — sta ingenerando gravissime ripercussioni sullo stato di salute dei dipendenti di polizia a causa delle fredde temperature, spesso sotto lo zero, specialmente nelle ore serali e notturne». Al momento le garitte utilizzate sono quattro e per il Cosp sono «totalmente dimenticate dalla stessa amministrazione che, invece, dovrebbe prestare attenzione, cautela e fornire un maggiore benessere fisico ed operativo, ciò che mancherebbe a causa di una alquanto anomala gestione dell’istituto. Sempre sul servizio sentinella nelle garitte fisse — prosegue la nota del Cosp — risultano altresì non funzionanti gli ‘interruttori’ di comunicazione tempestiva e urgente con la sala regìa e con lo stesso corpo di guardia. Siamo al paradosso: i detenuti hanno i cellulari e gli agenti in garitta non riescono a contattare i colleghi», conclude, amaro, Mastrulli.

 

11 Gennaio 2015

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