il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

'Atti terroristici barbari', la condanna dell'iman alla strage

Musulmani radunati per il venerdì di preghiera alla moschea di via San Bernardo per ascoltare il predicatore

'Atti terroristici barbari', la condanna dell'iman alla strage

Musulmani in preghiera venerdì 9 gennaio

CREMONA - Giovedì 8 gennaio aveva condannato l’atto «barbaro» e «vile» davanti ai cremonesi riuniti nel cortile Federico II per manifestare solidarietà alle vittime della strage di Parigi. venerdì 9 l’imam di Cremona, Nabile Issa, ha ribadito fermamente il suo no «alla violenza e al terrorismo» davanti ai ‘fratelli musulmani’ radunatisi, nel venerdì di preghiera, nella moschea di via San Bernardo. E che dopo la preghiera, all’una (erano in un centinaio) si sono fermati per ascoltare e condividere le parole di condanna dell’imam. Tutto questo mentre un altro imam vicino allo Stato islamico, da Mosul, in Iraq, durante un sermone annunciava che l’organizzazione guidata da Abu Bakr al-Baghdad era la responsabile dell’attacco alla sede di Charlie Hebdo a Parigi. «Abbiamo iniziato con l’operazione in Francia, per la quale ci assumiamo la responsabilità. Domani saranno la Gran Bretagna, l’America e altri», ha affermato l’imam Abu Saad al-Ansari nella città da mesi sotto il controllo dei jihadisti. Moschea di via San Bernardo. Prima il saluto ‘Salam’, che significa pace. Poi, dall’imam Issa arrivano «le nostre condoglianze per le vittime di questa orribile strage che ha scosso profondamente la coscienza di tutte le persone che perseguono il bene e la pace tra gli uomini. Vogliamo esprimere anche solidarietà alle famiglie». Dopo le condoglianze, nella moschea risuonano le parole di condanna ‘nei confronti dei barbari e vili atti terroristici’. «Nessun ideale e nessuna ingiustizia potranno essere invocate a giustificare lo spaventoso massacro compiuto a Parigi», dice l’imam Issa, che «in nome di tutta la comunità islamica di Cremona» esprime «la più viva condanna nei confronti di questi barbari e vili atti terroristici che hanno colpito non solo la Francia, ma anche la libertà totale. Oggi in tutte le moschee è stato condannato il fatto di Parigi».

C’è Rachid Azizi, da pochi giorni eletto presidente del centro culturale islamico ‘La Speranza’. Alla manifestazione di giovedì nel cortile Federico II (l’iniziativa era promossa dal Comune, da Acli, Arci e dal Tavolo interreligioso, oltre che da un folto gruppo di associazioni), Azizi aveva preso le distanze dai terroristi islamici, affermando che «questo non è l’Islam e loro non sono musulmani. Basta leggere il Corano: chi ammazza va all’inferno».

Nella moschea c’è Lahcen Maguini, l’ex presidente del centro culturale. Anche lui ribadisce la sua condanna alla strage di Parigi, perché «questi non sono musulmani, sporcano l’Islam per fare i loro interessi». E per l’imam, «questa è la dimostrazione che non è l’Islam ad uccidere, ma è il terrorismo, che colpisce tanto i cristiani quanto i musulmani. Purtroppo c’è questa associazione tra terrorismo e Islam nel mondo, oggi, ma chi fa questi atti di violenza è contro l’Islam». In moschea c’è don Mario Aldighieri: nel suo intervento di giovedì, aveva parlato di «schegge impazzite, quelle hanno portato l’attacco nel cuore di Parigi, non rappresentative dell’Islam, per cui ‘occorre recuperare l’umanità che è presente in tutti i popoli’». Accanto al sacerdote, Marco Pezzoni, voce delle associazioni pacifiste. Tra i musulmani che si sono fermati in moschea dopo la preghiera, c’è Sadiq El Hassan, portavoce del centro culturale islamico. ‘Salam’. «Ad Allah appartengono i 99 nomi più belli, il quinto è Salam, che significa pace — spiega Sadiq — e nel Corano non c’è un versetto che incita alla violenza».

10 Gennaio 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000