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CREMONA

L’influenza non va in ferie
'Assalto' al pronto soccorso

Giornate pesante anche nei vari reparti ospedalieri con turni faticosi per chi è in servizio

L’influenza non va in ferie
'Assalto' al pronto soccorso

CREMONA - Le feste hanno portato in dono un sovraccarico di lavoro per diversi reparti ospedalieri, a partire dal Pronto soccorso. La causa? prima di tutto l’influenza che ha colpito a raffica tutte le fasce di età. Il gelo di queste ultime giornate ha fatto il resto: problemi respiratori, qualche frattura a causa del ghiaccio, febbre molto alta hanno fatto scattare la corsa al Pronto soccorso e, in molti casi, il ricovero nelle varie unità dove — anche per il periodo festivo — la situazione è stata tutt’altro che di riposo. Per chi era in servizio, infatti, sia medici che infermieri, sotto Natale o Capodanno le giornate di lavoro sono state a dir poco intense.
Pochi giorni fa il Pronto soccorso ha fatto fronte a quasi 200 pazienti nell’ambito della stessa giornata, un numero decisamente al di sopra della media, e gli operatori sanitari, guidati dal primario Antonio Cuzzoli, hanno dovuto ricorrere a tutta la loro esperienza e professionalità per gestire una situazione che ha sfiorato l’emergenza. Tutta colpa solo dell’influenza? O anche della rapporto ridotto tra personale e pazienti, in particolare sotto le feste?
E in questi casi torna prepotentemente di moda il tema dei medici di famiglia: «Prima di ricorrere all’ospedale e al Pronto soccorso, meglio passare prima dal medico di famiglia se non si è in presenza di casi urgenti», dicono da tempo i vertici del sistema sanitario, anche a livello locale. «Ma se sto male oggi e il medico c’è tra tre giorni come faccio?», è una delle risposte più frequenti che si sono sentiti riferire gli operatori del Pronto soccorso.
Rapporto tra personale e posti letto da un lato, medici di famiglia dall’altro. E sullo sfondo un’influenza che non ha ancora concesso tregua.
L’effetto feste, che facilitano i contatti e quindi i contagi, unito all’eccezionale ondata di freddo che investe l’Italia, hanno costretto almeno 200.000 italiani influenzati a festeggiare il Capodanno sotto le coperte e tra di loro moltissimi bambini. Fino allo scorso 21 dicembre, secondo il sistema di sorveglianza InfluNet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ad esser colpite erano state circa 132.000 persone, con un’incidenza di 2,18 ogni mille assistiti, e per un totale di circa 637.000 italiani a partire dall’inizio della stagione. Ma proprio negli ultimi dieci giorni, la grande ondata di freddo in zone dove le basse temperature non sono così comuni, sta provocando un considerevole aumento del numero di allettati per influenza o sindromi influenzali, che quest’anno, durante le feste, supereranno i 200.000 casi».

01 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • Corrado

    2015/01/03 - 09:09

    Inoltre, perché non si dice che il pronto soccorso è meta di pellegrinaggio di altre etnie? Forse chi ne ha veramente bisogno, e parlo di famiglie italiane, raggiunge il 20% ! Ed è questo 20% ipotetico che poi paga il ticket di ingresso! Ricordiamo che in molte stazioni ferroviarie chi ci dorme è chi ha versato sangue per il nostro paese, nei letti dei pronto soccorso, case di accoglienza, centri sociali, Caritas ed altre organizzazioni "benefiche" ci dorme gente che, non ha di certo colpe, ma che porta nelle tasche di qualcuno cifre vicine ai 40€ giornalieri..... Felice 2015 agli Italiani che danno fastidio....

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  • Aldo

    2015/01/01 - 21:09

    Se in medico di famiglia non è in servizio (è disponibile solo 60 ore alla settimana), come noto, è attivo il servizio di guardia madica. Ma ci vuole un po' di educazione anche sanitaria...

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