il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Tempolibero

Blog


SPINADESCO

Trovata morta sullo spiaggione
Si allunga l’ombra dell’omicidio

La donna non è stata identificata e non ci sono denunce di scomparsa ‘compatibili’

Trovata morta sullo spiaggione
Si allunga l’ombra dell’omicidio

SPINADESCO — Dieci giorni dopo il ritrovamento del cadavere sullo spiaggione di Spinadesco, lasciato adagiato tra le ramaglie scheletriche di un tronco dal Po che in quella settimana si stava ritirando dopo la piena, anziché risolversi si infittisce il mistero della donna restituita dal Grande fiume. Si ingarbuglia perché i carabinieri hanno concluso nelle ultime ore tutti gli accertamenti incrociati sulle denunce di scomparsa presentate nell’ultimo anno e in tutta Italia, da nord a sud, non ne esiste una sola che corrisponda, per caratteristiche fisiche e per età apparente (40 anni), al corpo affiorato di fronte al Manola dopo una permanenza certamente lunga in acqua. E così, mentre fra l’altro l’Arma ancora attende di poter valutare l’esito dell’esame autoptico disposto dalla procura, si incomincia a ragionare sempre più concretamente sulle ultime ore di vita della vittima come potessero essere state accompagnate da ombre sinistre: in sostanza, guardando con qualche sospetto alla lesione profonda al capo e alle fratture agli arti, si valuta l’omicidio come un’opzione possibile.
«Fin che non avremo i risultati dell’autopsia — conferma il capitano Livio Propato, comandante della Compagnia carabinieri di Cremona titolare dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Francesco Messina —, unica verifica in grado di dirci se la donna è annegata o è stata gettata nel fiume già morta, e se le ferite sono compatibili o meno con un decesso violento piuttosto che con un suicidio o un incidente, non possiamo davvero trascurare nulla. Nemmeno il delitto».
Di sicuro, nemmeno chiarito se si tratti di una italiana o di una straniera, tantomeno appurato il motivo per cui fosse completamente calva, fra molteplici interrogativi resistenti agli investigatori appare molto strano che nessuno ne abbia segnalato anche solo l’allontanamento: una anomalia che lascia supporre la provenienza da ambienti ai margini della società, magari vicini alla clandestinità oppure anche contigui alla criminalità, come ad esempio quello della prostituzione. Mondi dove, a volte, si uccide. E si buttano i cadaveri. Senza che nessuno sappia nulla.

SPINADESCO — Era il 20 dicembre scorso, un sabato pomeriggio, quando intorno alle 15 il cadavere era stato trovato da un pescatore. La donna, età apparente quarant’anni, di sicuro nel Po da settimane, era completamente nuda e completamente calva, anche quest’ultimo un dettaglio che i carabinieri considerano significativo perché lascia pensare all’effetto di una cura particolare e, lasciandolo supporre, allunga l’ombra del suicidio per disperazione, rendendo però ancora più anomala l’assenza di denuncia di scomparsa. A meno che, invece, non si tratti di una persona avvezza ad indossare la parrucca. Altri aspetti su cui ora gli inquirenti si concentrano, con qualche sospetto inquietante in più rispetto a dieci giorni fa: la ferita profonda, al primo esame simile ad un foro, sul capo, e le mani curatissime. Si è buttata nel fiume, la donna, o vi è stata gettata? E quando è finita in acqua era viva o, invece, già morta? Mistero. Per adesso, assoluto.

29 Dicembre 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000