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CREMONA

Lettere e pacchi svaniti, il Natale nero delle Poste

In città esplode la protesta per i regali e gli auguri ancora in viaggio. E adesso si teme un ulteriore peggioramento dei servizi postali per il calo degli addetti e il nuovo corso varato con la finanziaria

Lettere e pacchi svaniti, il Natale nero delle Poste

Un postino al lavoro

CREMONA - C’è chi aspetta la tovaglia per il pranzo di Natale, decorata all’uncinetto dalla mamma che abita lontano e che per settimane ha lavorato per strappare un sorriso alla figlia e ai nipoti che abitano lontani. C’è chi aspetta regali, quasi sempre destinati ai nipoti, che a questo punto, se va bene, arriveranno per l’Epifania. E poi ci sono migliaia di cremonesi che non hanno visto una lettera di auguri recapitata in tempo utile, pur essendo certi dell’invio, perché in questi casi la controprova è facile. Insomma, un blocco a tutti gli effetti che alimenta rabbia e conferma i dubbi sollevati non più tardi di qualche settimana fa dai sindacati in merito a quel che avrebbe potuto diventare il servizio di recapito postale nel corso del periodo natalizio a causa del calo degli addetti, vuoi per i pensionamenti, vuoi per le ferie, vuoi per la malattia che caratterizza il periodo invernale. Se possibile, le cose sono andate ancora peggio.

«Sono titolare di uno studio professionale avviato. Per anni, nei giorni prima del Natale, ho ricevuto centinaia di biglietti di auguri. Diciamo anche che adesso, con internet e gli smartphone, quegli auguri si sono ridotti a un terzo rispetto al passato. Ma è ben strano che non ne sia arrivato pressoché nessuno». «Sono certo, al cento per cento, degli auguri inviati da decine di clienti. Al momento ne sono arrivati un paio. Stessa cosa con il pacco che mia madre mi ha inviato da un’altra regione, dove risiede, con i regali per i miei figli. Mi chiedo se a questi punti sia il caso di mettere nel conto che un servizio di recapito postale come lo abbiamo sempre immaginato non esista più», fa eco un altro cremonese, un commerciante. Sono parole condivise da centinaia di cremonesi. E non si tratta soltanto di auguri e di regali, che prima o poi arriveranno a destinazione. In diversi casi i disservizi hanno come oggetto documenti amministrativi, contabili e bancari nonché informazioni sui pagamenti dovuti, che rischiano di mettere in difficoltà i destinatari, non al corrente dei passi che devono compiere.

«Bisogna evitare il collasso. Stigmatizziamo il comportamento aziendale e chiediamo che si inverta subito la rotta, con l’immissione di altre risorse», scriveva neanche un mese fa Pietro Triolo, segretario provinciale di Slp-Cgil, nel preannunciare i disservizi che poi sono arrivati puntuali. Adesso si attendono i fatti.

26 Dicembre 2014

Commenti all'articolo

  • DAVIDE

    2014/12/28 - 12:12

    Pensare che le Poste vogliono fare la banca e neppure sanno fare il loro lavoro base! Lavoro che è svolto meglio, a parità di costo, da società private. Cosa fare come cittadini? Semplicemente smettere di usare le poste, se non per i servizi non altrimenti usufruibili quali il paagamento del bollttini postali.

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