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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

'Matrimoni gay? Non firmo'
Il sindaco scrive ai consiglieri

Galimberti si rivolge anche a Renzi e ad Alfano: l'iter legislativo sia molto rapido

'Matrimoni gay? Non firmo'
Il sindaco scrive ai consiglieri

Un consiglio comunale in una foto d'archivio

CREMONA - Non ne ha parlato lunedì 22 dicembre in consiglio comunale, ma con una nota, inviata a tutti i consiglieri comunali, il sindaco Gianluca Galimberti ha espresso la sua valutazione sulle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, come richiesto appunto dal consiglio il 9 dicembre scorso con un ordine del giorno dei gruppi Pd e Fare nuova la città. Nella nota vengono ricordate: la circolare del Ministro dell’Interno del 7 ottobre secondo cui, ai sensi del codice civile vigente, la diversità di sesso dei nubendi rappresenta un requisito necessario affinché il matrimonio produca effetti giuridici nell’ordinamento interno e una sentenza emanata il 9 aprile dal Tribunale di Grosseto di senso diametralmente opposto che contiene, anche se non esplicitamente, un giudizio sulla non contrarietà all’ordine pubblico del matrimonio omosessuale. Temi tra l’altro affrontati anche nelle mozioni di Lucia Lanfredi, 5Stelle e Paolo Carletti, Pd.

«L’incertezza legislativa e la necessità di avere un quadro normativo, che solo a livello nazionale può essere definito — scrive il sindaco nella sua valutazione — mi portano pertanto a non procedere, nella mia qualità di Ufficiale dello Stato Civile, alla trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso». Posizione già anticipata nel consiglio comunale del 9 dicembre.

«La scelta — aggiunge il sindaco — è legata anche ad ulteriori valutazioni. Innanzitutto esprimo sempre il massimo rispetto nei confronti di scelte personali. Sono altresì convinto che un’esperienza di coppia non sia mai esperienza solo di due individui, ma sia sempre esperienza che può contribuire a costruire l’intera comunità, se si fonda sull’idea che il bene mio e dell’altra persona a me legata rappresentano in realtà un ‘bene comune’. Ma penso anche che occorra ancora riconoscere la specificità dell’esperienza del matrimonio: uno dei fondamenti del matrimonio, anche in riferimento alla nostra legislazione, è la differenza di genere, che continua a rappresentare un’opportunità di crescita nel riconoscimento della diversità e una possibile ricchezza per l’educazione dei figli. Anche alla luce di queste considerazioni, confermando la scelta di non procedere alla trascrizione, tuttavia affermo la soddisfazione profonda per l’altra decisione assunta dal nostro Consiglio Comunale, per la quale mi impegnerò: aprire, in città e nelle istituzioni, una stagione di confronto sulla possibilità di istituire un registro delle unioni di fatto. La commissione consigliare scelta e i movimenti politici studieranno la realtà, perché solo studiando la realtà e provando a capirne la complessità possiamo prendere decisioni. Sulla base di un lavoro serio di analisi della società, stiamo costruendo momenti di confronto tra pensieri anche differenti, culturalmente fondati, per arrivare insieme a fare scelte di civiltà. Tali scelte dovranno consolidare le reti di cura nella società, affermare il dovere di responsabilità nei confronti dell’altro e riconoscere i diritti delle persone. Si è aperta in città e nelle sue istituzioni una stagione che potrà essere bella e fruttuosa di confronto civile e serio per il bene della nostra comunità». Quella della commissione era una richiesta fatta dalla maggioranza, che ha avuto l’adesione anche di parti dell’opposizione, con un ampio dibattito.

Nella nota il sindaco comunica, inoltre, di aver scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e al Ministro dell’Interno Angelino Alfano per sollecitare il compimento in tempi rapidi dell’iter legislativo attualmente in corso per l’emanazione di una norma che regoli le trascrizioni dei matrimoni di persone dello stesso sesso contratti all’estero e le unioni di fatto. «Il vuoto normativo — scrive il sindaco al premier e al ministro — crea contrapposizioni ideologiche che spesso impediscono di costruire soluzioni: forse anche per questo la centralità della famiglia è spesso solo nelle dichiarazioni strumentali di qualcuno e l'affermazione di diritti sociali importanti non è ancora stata raggiunta. Serve una risposta del Paese, non delle singole città, una risposta seria e concreta, attenta ad ascoltare e ad accogliere la vita delle persone nella sua complessità. Una risposta che combatta le discriminazioni, che fermi le battaglie ideologiche. Una risposta della politica con la P maiuscola, che significa servire la vita delle persone costruendo un bene comune. Una risposta frutto di un confronto civile, senza slogan, nelle istituzioni prima che nelle piazze». «E’ con questo spirito — conclude il sindaco — che a Cremona, una apposita commissione consiliare studierà e valuterà le caratteristiche e le esigenze delle coppie di fatto che vivono nella nostra città, coinvolgendo la cittadinanza».

Questa commissione offrirà al Consiglio un’analisi compiuta, per aprire una discussione sull'istituzione presso lo Stato Civile dell’Anagrafe di un registro delle unioni di fatto, come chiesto anche da Filippo Bonali di Sel.

23 Dicembre 2014

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