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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Sul raid al cimitero, l'ombra dell'avvertimento

Il sospetto di un’azione intimidatoria rivolta al Comune

Sul raid al cimitero, l'ombra dell'avvertimento

Alcune delle tombe danneggiate

CREMONA - Si stanno vagliando le immagini registrate dalle quattro telecamere della videosorveglianza interna, in realtà con poche speranze di scorgervi elementi utili alle indagini. Scarsa fiducia per due motivi: primo perché, almeno stando a indiscrezioni, le riprese fin qui visionate non ritrarrebbero alcun movimento particolare; e secondo perché già si sa che chi ha violato il cimitero l’altra notte lo ha fatto passando dall’unico punto, la porta di via Boschetto, non presidiato dagli occhi elettronici.

Poi si incrociano testimonianze, si raccolgono documenti, si spulciano contratti in atto e in scadenza, si valutano frequentazioni e rapporti passati e presenti. Senza tralasciare nulla. Nemmeno i sospetti. E’ un’inchiesta serrata, quella condotta gomito a gomito dalla Digos della questura e dalla polizia locale sull’incursione sacrilega di giovedì al camposanto. Non si perde tempo perché lo impone la gravità dell’accaduto e perché più passano le ore più perde consistenza la pista del semplice vandalismo fine a se stesso: nessuno, tantomeno gli inquirenti, crede più che ad incamminarsi fra le tombe, devastandone una ventina a mazzate e picconate e provocando danni per non meno di trecentomila euro, possa essere stato un gruppo di ragazzini con poche idee per trascorrere la serata o in vena di divertimento macabro.

Piuttosto, esclusa in partenza l’ipotesi del rito satanico, si inizia a ragionare sulla potenziale esistenza di un legame fra il raid e il fatto che, proprio in questo periodo, il Comune sta rivedendo le convenzioni che regolano la copertura esterna di tutta quella serie di operazioni, tante, necessarie e alcune anche onerose, che si svolgono nel luogo preso di mira piuttosto che nell’appena sistemato polo della cremazione. E’ stata chiara l’amministrazione: «Stiamo valutando costi e tipologie ma intendiamo bandire una gara per tutti i servizi».

E se il movente dell’irruzione odiosa si nascondesse proprio nell’imminente cambiamento? E’ un’ombra che si sta allungando. Se a muoversi nel buio, senza rispetto per i morti, fosse stato qualcuno che, direttamente o indirettamente, intravede nella revisione all’orizzonte un rischio per la propria posizione? Allora, interpretandola come un inquietante messaggio all’ente, mentre non a caso a palazzo comunale si percepisce una certa preoccupazione comunque accompagnata dalla ferma volontà di non farsi intimidire, si spiegherebbe un’azione che fin dai primi accertamenti è apparsa pianificata, organizzata e attuata da persone che conoscevano perfettamente la geografia del cimitero. E che adesso incomincia, in tutte le sue sfumature, a somigliare ad un avvertimento.

22 Dicembre 2014

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