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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Domenica 21 dicembre il concerto di Natale in Duomo

Con il Coro della Cattedrale e l'attore Alfonso Alpi, inizio ore 21

Domenica 21 dicembre il concerto di Natale in Duomo

Il coro della Cattedrale è diretto da don Graziano Ghisolfi

CREMONA - “La pietà dell’Angelo”, è questo il titolo del concerto di Natale che la sera di domenica 21 dicembre (ore 21) sarà proposto nel Duomo di Cremona dal Coro della Cattedrale, diretto dal maestro don Graziano Ghisolfi e con all’organo il maestro Fausto Caporali. Musica alternata a momenti di teatro, proposti dall’attore cremonese Alfonso Alpi, ideatore e interprete del progetto teatrale. La serata, realizzata con il contributo della Fondazione Arvedi-Buschini, è a ingresso libero e gratuito.
«Pensando al Concerto di Natale di quest’anno – spiega don Ghisolfi – ci siamo trovati, innanzitutto, a fare due precisazioni: il Santo Natale non è, per un cristiano, la festa più importante dell’anno e il Santo Natale non è, per nessuno, la festa della bontà. Per un cristiano la festa più importante dell’anno è la Pasqua di nostro Signore Gesù Cristo, morto e risorto per tutti noi, e il Santo Natale è, semplicemente, il fare memoria della sua Incarnazione. Fare memoria che Dio-Padre si è fatto Dio-Figlio perché per ciascuno di noi sia possibile giungere alla vera gioia. In un momento in cui la maggior parte delle persone, anche con cariche istituzionali, vivono “confusamente” questa memoria, ci è sembrato essenziale andare a sottolineare il perché Dio, nella sua infinita misericordia, si è fatto carne. Da sempre l’uomo ha cercato, con la sua intelligenza e con il suo cuore, di avvicinarsi a Dio ma mai, se non in piccoli villaggi della Giudea e della Galilea, si era sentito di un Dio fattosi carne. Da allora e per i secoli eterni l’uomo sa che Dio non l’ha abbandonato, ma si è chinato sull’uomo “ascoltando il suo grido” e, nella Sua infinita misericordia si è fatto compagno e amico. Da allora l’uomo sa che il dono più grande che ha ricevuto non è la vita ma il “perdono dei suoi peccati”, cioè qualcuno che viene a colmare, qualunque sia il suo limite fisico o psicologico, la distanza tra il Creatore e la sua creatura».
Il processo che ha portato alla realizzazione del concerto è stato anzitutto un ragionamento sul più grande peccato commesso dall’uomo: l’uccisione di Abele da parte di suo fratello Caino. «L’abbiamo modernizzato – prosegue il direttore del Coro della Cattedrale – e ne abbiamo parlato attraverso le figure simbolo che hanno vissuto questo momento fondamentale documentato dal libro della Genesi».
Caino e Abele e i loro genitori, Adamo ed Eva, prenderanno corpo per raccontare agli spettatori che cosa è avvenuto e che cosa avviene quotidianamente nel cuore dell’uomo. In bocca a questi personaggi – che si alternano sulla scena – frasi comuni e al contempo drammatiche, alle volte anche ripetute, come se guardassero la stessa scena, ma attraverso occhi e sensibilità diverse. Ecco apparire quindi le diversità affettive di un padre e di una madre; il modo semplice d’affrontare la vita da parte di un fratello e all’opposto quello distorto dalla passione dell’altro.
A introdurre e intervallare il racconto una quinta figura: un angelo decaduto, governato dalla pietà per l’uomo, che lo porta ad avere una propria passione per le creature che gli sono affidate, tanto da confidare nelle proprie braccia piuttosto che nella misericordia di Dio. Una pietà (che dà il titolo allo spettacolo) molto umana, ma che non è quella decisa dal Destino ultimo, perché confida sull’immagine limitata che uno ha di sé, mentre la pietà di Dio tiene conto di tutti i fattori.
Nel corso della serata il Coro della Cattedrale proporrà musiche di Bartolucci, Pärt, Charpentier, Fauré, Rheinberger e dello stesso organista titolare della Cattedrale, Fausto Caporali.

16 Dicembre 2014

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