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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

'Majori conoscitore di diritto sanitario'

Vasto cordoglio per la morte dell'ex dg dell'ospedale, lunedì i funerali

'Majori conoscitore di diritto sanitario'

Felice Majori

CREMONA - Ha suscitato vasto cordoglio la morte di Felice Majori, scomparso giovedì sera all’età di 83 anni, fondatore e storico direttore, fino al 1999, dell’ospedale Maggiore, vice presidente vicario di Avis Lombardia, regione che da sola raccoglie, in Italia, il 20 per cento delle sacche di sangue.

 

«Se c’era una persona nell’Avis che conosceva a fondo il diritto sanitario e la legislazione in materia sanitaria, era il dottor Majori. Quando ai convegni apriva bocca su questi argomenti, non volava una mosca, perché quello che lui diceva era come la Bibbia». E’ il ricordo di Ferruccio Giovetti, presidente dell’Avis comunale, il quale, appresa la notizia della morte di Majori, si è commosso, «perché con la sua scomparsa, se ne è andata un’altra piccola parte della mia vita, in quanto Majori era molto amico di mio padre Ferdinando». Una frequentazione non solo politica nel Psi, negli anni Settanta e Ottanta, gli anni ruggenti, «ma anche personale». Giovetti ricorda «l’impulso che Majori, quale vice presidente vicario, diede al comitato soci sostenitori dell’Avis, attraverso moltissime iniziative sportive e culturali».

 

E poi ancora «i viaggi fatti con Majori per partecipare ai convegni nazionali dell’Avis, durante i quali mi raccontava le sue esperienze politiche e professionali. Era una persona molto colta, aveva studiato al liceo classico. Un giorno a Roma passammo per via Panisperna. Confesso che non conoscevo quel nome e lui mi spiegò la storia dei ‘ragazzi’ di Panisperna (Franco Rasetti, Emilio Segré, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo e, per un certo periodo, Ettore Majorana), gli scienziati per sempre legati al nome di Enrico Fermi e alle attività di ricerca e sperimentazione che insieme portarono avanti nella palazzina romana».

 

«Majori ha rappresentato un pezzo di storia della nostra città, per il suo fondamentale lavoro nella sanità locale, per il suo impegno nel volontariato, per la sua esperienza politica e amministrativa, per la sua presenza nel territorio. L’amministrazione e la città si stringono intorno alla famiglia e credono che lo stesso impegno civile vada rinnovato oggi per una convivenza più giusta». Così il sindaco Galimberti che «come cittadino e come sindaco, a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la città» ha espresso «il più sentito cordoglio e vicinanza alla moglie e alle figlie». I funerali si celebreranno lunedì alle 10 a San Michele.

13 Dicembre 2014

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