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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Appartamento divorato dalle fiamme, 5 intossicati

Decisivo intervento di un vigile del fuoco in pensione che abita nel palazzo teatro dell'incendio

Appartamento divorato dalle fiamme, 5  intossicati

Il condominio di via Panfilo Nuvolone

CREMONA - Il corto circuito del frigorifero, le fiamme che alimentate da mobili, tessuti e cavi elettrici si propagano velocemente tra cucinino, cucina e salotto facendo esplodere caldaia e scaldabagno, il fumo che piano piano invade prima il vano scala e poi l’intero palazzo: incendio, danni e pompieri mobilitati, fra le 13 e le 17 di venerdì 12 dicembre, nel condominio al numero due di via Panfilo Nuvolone, immobile di proprietà Aler. Alla fine, al termine di altre quattro ore di paura al quartiere Cambonino, quasi una replica della notte di tensione vissuta dieci giorni fa causa fuga di gas, il bilancio è pesante: l’alloggio al quinto piano teatro del rogo, per fortuna vuoto nel momento dell’allarme, divorato dal fuoco, puntellato e dichiarato inagibile; sgomberati, per le lesioni strutturali che stando ai primi rilievi mettono a rischio la stabilità di entrambe, anche le abitazioni sopra e sotto, al sesto e al quarto piano, con le due famiglie residenti, straniere, rimaste senza casa e ospitate da alcuni parenti; e infine, cinque intossicati, tra i quali un neonato, trasportati in ospedale per accertamenti e tenuti un paio d’ore in osservazione prima di essere dimessi senza particolari conseguenze.

 

E’ stato decisivo l’intervento di un vigile del fuoco in pensione che risiede proprio nel palazzo teatro dell’incendio. Non ha avuto esitazioni, il cremonese: col condominio ormai invaso dal fumo, capito per esperienza che si stava sviluppando un rogo di proporzioni importanti, ha afferrato uno degli idranti con lancia sistemati ad ogni piano e ha abbattuto la porta dell’appartamento interessato riuscendo a circoscrivere il fronte delle fiamme prima dell’arrivo degli ex colleghi.

 

E’ stato venerdì di emergenza vera, con i vigili del fuoco in prima linea — una squadra e l’equipaggio dell’autoscala in appoggio —, gli operatori del 118, la polizia e i carabinieri impegnati a lungo. Indagini in corso. Ma ci sono pochi dubbi sul fatto che l’innesco sia attribuibile al malfunzionamento dell’elettrodomestico. 

 

 

 

Leggi di più su La Provincia di sabato 13 dicembre

12 Dicembre 2014

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