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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

Bare all'aperto, tempi lunghi per la cremazione

Una sull'altra fuori dalle celle frigorifere. I famigliari protestano

Bare all'aperto, tempi lunghi per la cremazione

Il telo blu che copre alcune bare lasciate all'aperto

CREMONA - Attese lunghe, anche 15-20 giorni, lamentate da parenti che hanno consegnato le salme. Alcune bare lasciate una sopra l’altra, sotto un telone, all’esterno, anche sotto la pioggia. Altre due lì vicino. Quattro nella vecchia sala del commiato. Due a fianco delle celle tutte piene. Questo per il vecchio forno. Quanto al nuovo polo crematorio, le segnalazioni riguardano quattro bare all’esterno delle relative celle frigorifere. Ha preso corpo il dubbio che siano saltati tempi, procedure e anche qualche limite prescritto dall’Asl, che non sono cose di poco conto.

E’ ripartito tra le polemiche, l’altro giorno, il nuovo forno crematorio del cimitero di Cremona, che si è affiancato a quello vecchio, rimasto operativo nel corso degli ultimi mesi. Secondo l’Asl, il vecchio impianto può svolgere non più di due cremazioni al giorno, per il rispetto dell’impatto ambientale. Alla nuova struttura, che utilizza tecniche di ultima generazione, poco impattanti, non sono stati imposti limiti quanto al numero di cremazioni al giorno. A sollevare la questione dei ritardi sono state alcune famiglie cremonesi: trascorrevano i giorni senza che venisse detto loro che la cremazione era avvenuta. Hanno chiesto lumi, si sono rivolti all’ex assessore Claudio Demicheli, che del cimitero se n’è occupato per anni. Di più: qualcuno si è spinto fino ad andare a vedere. E quel che è emerso non ha affatto rassicurato. Non si sa se è rimasto più incredulo o più sconcertato alla vista delle bare una sopra l’altra, all’aperto.

«Ci è stato detto che le salme da cremare devono essere custodite nelle celle frigorifere fino al momento di essere portate nel forno. Senza passaggi intermedi. Sicuramente non devono restare all’aperto, chissà per quanto, una sopra l’altra e magari sotto l’acqua. Invece — hanno spiegato questi familiari — pare non sia così. Alcuni hanno anche visto i nomi sulle bare».

In effetti, le norme sanitarie sono stringenti. Anche perché per la cremazione non si usano bare zincate e alcune salme lasciano l’ospedale con le avvertenze specifiche da parte dei responsabili del nosocomio, affinché il personale che le prende in consegna tenga conto dei potenziali pericoli per la salute. Ecco perché devono sempre restare in una cella frigorifera e uscire soltanto per la cremazione. Il conto fatto sembrerebbe dare ragione a chi solleva dubbi, tenuto conto che al cimitero ci sono non più di 24 celle frigorifere (18 annesse al nuovo forno, 6 al vecchio): l’altro giorni di bare ce n’erano di più. E ci sono le foto. Sulla vicenda, nelle scorse ore, è intervenuto lo stesso Demicheli, che ha deciso di non far cadere nel vuoto le segnalazioni di delle famiglie.

«E’ una cosa molto grave. Trovo che sia un mancanza di rispetto per le salme e per i parenti dei defunti, che mi auguro presentino un esposto, affinché queste cose non accadano più. Per quanto mi riguarda, ho raccolto del materiale e ho già presentato una segnalazione scritta all’Azienda sanitaria locale. A mia volta presenterò un esposto ai carabinieri, per capire cos’è successo e per individuare eventuali responsabili. Prenderò contatto anche con l’Arpa. Mi auguro che non ci siano ripercussioni sui dipendenti, che eseguono quello che viene detto loro».

Nelle scorse ore ci sarebbe stato un primo sopralluogo da parte dei carabinieri.

05 Dicembre 2014

Commenti all'articolo

  • gianfranco

    2014/12/05 - 20:08

    quando è stato costruito inaugurato e messo in funzione il nuovo forno, Demicheli era assessore e responsabile dei servizi cimiteriali, ed era lui quello che doveva prevedere in fase di costruzione che il nuovo impianto non era sufficientemente capiente o a norma. Adesso che ci sono le scarpe strette diamo la colpa come sempre agli altri, anche perché l'impianto nuovo è già stato mezzo sostituito, speriamo che sia un guasto dovuto ai materiali e non a un mancato controllo del corretto eseguimento dei lavori.

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