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Martedì 06 Dicembre 2016

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PADERNO PONCHIELLI

Museo Ponchielli, la musica è finita

Esonerato il conservatore. E Noci si porta a casa i suoi cimeli

Museo Ponchielli, la musica è finita

Il municipio di Paderno

PADERNO PONCHIELLI — E’ bufera sul Museo Ponchielliano. Nel corso del recentissimo consiglio comunale si è consumato un ‘melodramma’: la defenestrazione dello storico conservatore Sergio Noci. Il quale ha pensato bene di portarsi via tutto il materiale — di sua proprietà — raccolto nel corso degli ultimi tre decenni, lasciando vuote 15 bacheche su 17. In pratica svuotando il museo, che ora è stato chiuso dal Comune, proprietario della sede, in vista — dice il cartello affisso sulla porta — di una risistemazione generale. «E’ stata una vera e propria epurazione», tuona il 61enne estromesso dalla ‘sua’ creatura. Nel frattempo c’è stata la restituzione delle chiavi, l’intervento dei carabinieri e poco è mancato che in via Ponchielli volassero gli stracci. Quella di venerdì sera è stata una seduta che a Paderno tutti ricorderanno negli anni a venire. La maggioranza ha calato i nomi del nuovo direttivo del museo dedicato al grande compositore cremonese. La conferma di Daniele Villa ai vertici non è stata una sorpresa. Poi sono venute le nomine nel consiglio gestionale di Simona Ravasi (assessore alla cultura) delegata del sindaco, Mara Vaccari e Rossella Arisi (rappresentanti lista di maggioranza), Elisa Cé (rappresentante liste di minoranza), Francesca Capelli (rappresentante gruppi culturali presenti sul territorio). Per inciso, Capelli, neolaureata con la tesi ‘Apprendere in un contesto museale: una proposta didattica per il Museo Ponchielliano’, era stata proposta anche da Noci, precisano dal Comune. Infine, in qualità di conservatore, viene scelta Elena Dagani. «Un rinnovamento per rilanciare il museo — afferma il sindaco Cristiano Strinati —. Queste scelte sono state fatte per il bene della struttura, che viene da una situazione di immobilismo e per dare una ventata di proposte e di sviluppo con l’intento di creare un percorso virtuoso fra cultura e turismo. Era una cosa che avevamo indicato nel nostro programma elettorale e l’abbiamo attuata». Noci, candidato sindaco alle elezioni di maggio, e ora consigliere di minoranza assieme al collega Angelo Lusiardi, si è vanamente opposto al ‘ribaltone’, leggendo una memoria di ben quattro pagine in cui ha difeso il proprio operato e nel contempo ha lanciato un fuoco di fila di critiche contro la giunta. «In consiglio s’è capito che avevano già fatto riunioni preventive — asserisce l’ex conservatore — e avevano già deciso tutto, tant’è vero che nel voto finale ci siamo opposti solo io e Lusiardi. D’altra parte era nell’aria, me lo sentivo. Quando sono giunto in aula ero preparato al peggio».
Ma perché, secondo lei, è stato esonerato ?
«Mi hanno fatto fuori per una questione politica e per favorire amicizie locali, non per il bene del museo».
Perché ha ripreso il materiale ?
«Primo perché è mio e io l’ho solo concesso al museo in forma gratuita temporanea, e secondo perché prevedevo questa carognata».
Il sindaco spiega: «Il rinnovo del consiglio direttivo del Museo Ponchielliano era un passaggio necessario, in quanto il vecchio era giunto a naturale scadenza col cambio di amministrazione. La premessa necessaria è che il signor Noci (al quale nessuno nega la sua ampia conoscenza della materia) ha potuto fare il conservatore in questi anni, in deroga ad una legge regionale che vuole la laurea per questa specifica figura. Abbiamo voluto sanare questa anomalia, proponendo Elena Dagani, una ragazza del nostro gruppo, laureata in storia dell’arte (e prima ancora in scienze dei beni culturali) che sta maturando anche una certa esperienza nel campo dell’organizzazione di mostre e di eventi artistici lavorando al Cremonabooks. Ed è proprio da qua che intendiamo partire per rilanciare il Museo (è una sfida importante da cogliere) in modo che possa essere inserito in un percorso culturale/musicale che partendo da Cremona, dal Teatro Ponchielli e dal Museo del Violino, porti persone a visitare anche il nostro e magari si fermi a visitare il paese e le strutture ricettive. Il nuovo conservatore è supportato da un consiglio tutto rosa e dal direttore Daniele Villa che unisce esperienza e conoscenze e rappresenta la memoria storica e politica di quel che è stato fatto per costituire il Museo. Siamo rimasti tutti molto perplessi per la rapidità con cui il Noci ha asportato dal Museo i suoi numerosi cimeli: ci riserviamo tuttavia di verificare fino a che punto l’operazione sia stata corretta».

03 Dicembre 2014

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