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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Le 'Scarpe rosse' di Chauvet nelle strade e nelle piazze di Cremona

Il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Le 'Scarpe rosse' di Chauvet nelle strade e nelle piazze di Cremona

CREMONA - Con un abbraccio corale all'artista messicana Elina Chauvet, autrice del progetto di arte pubblica Zapatos Rojos, hanno preso il via oggi, 24 novembre, le iniziative che, durante la settimana e anche nei prossimi mesi, contrassegneranno un appuntamento importante, la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea generale dell'ONU, che si celebra il 25 novembre. In tarda mattinata, nella Sala Giunta di Palazzo Comunale, si sono infatti stretti intorno all'artista i rappresentanti di tutte le istituzioni, le associazioni, formali ed informali, i volontari del Servizio Civile Nazionale ed Europeo che hanno lavorato fianco a fianco per realizzare innanzitutto la performance artistica Zapatos rojos e quindi tutti gli altri eventi. C'erano, tra gli altri, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, l'assessore del Comune di Crema Morena Saltini, Rosita Viola, assessore alla Vivibilità sociale del Comune di Cremona, la Consigliera di Parità per la Provincia di Cremona Rosaria Italiano, nonché le rappresentanti e i rappresentanti di ReteDonne – Se non ora quando Cremona, della Consulta Pari Opportunità del Comune di Crema, dell'Associazione Donne Contro la Violenza Crema, Gruppo MIA Movimento Incontro Ascolto Casalmaggiore, AIDA - Associazione Incontro Donne Antiviolenza, Forum Provinciale del Terzo Settore, Forum Terzo Settore di Crema e Cremasco, ARCI Cremona, Teatro Itinerante, CGIL, CISL, UIL, Amnesty International Gruppo 288, Soroptimist Club Cremona, Soroptimist Club Crema, Filiera Corta Solidale, ANPI Provinciale, Arcicomics Cremona, Coop.Soc.NONSOLONOI, ACLI Cremona, AUSER Insieme Università Popolare.

Dopo la presentazione dell'assessore Rosita Viola, che con il suo staff ha coordinato l'organizzazione di tutte le iniziative, ed ha sottolineato che l'impegno profuso in questa occasione proseguirà anche in futuro, l'ospite è stata salutata dal sindaco Gianluca Galimberti con un vero e proprio abbraccio. “La violenza - ha detto infatti il sindaco – si sconfigge con le parole e con i gesti, attraverso i rapporti che vanno di nuovo instaurati tra le persone”. La società nella quale viviamo è contrassegnata purtroppo anche dalla violenza, alla quale, sempre secondo il sindaco Galimberti, con l'arte e la cultura, unendo le forze delle istituzioni, dei territori, delle associazioni e dei rappresentanti tutti della società civile: per questo Elina Chauvet, con la sua forma artistica, insegna come si può sconfiggere la violenza, soprattutto quella contro le donne. Serve poi un cambiamento della mentalità, ha aggiunto il sindaco, che porti a ritenere quelli che ora sono ingiustamente considerati dei punti di debolezza delle donne siano invece percepiti come elementi di forza, utili a costruire una società migliore. Se l'assessore del Comune di Crema ha sottolineato la necessità di una forte sensibilità culturale anche da parte maschile, il sindaco di Casalmaggiore ha dichiarato che l'adesione a questa iniziativa è dettata dal fatto che si sposa bene con quanto sancito dall'articolo 3 della nostra Costituzione, laddove si dice che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Zapatos Rojos, come ha spiegato Elina Chauvet, è un progetto d’arte pubblica che assume, nella sua fase finale, la forma di un’installazione composta da centinaia di paia di scarpe rosse da donna per puntare il dito contro l’omertà che avvolge la scomparsa e l’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juárez e per dire basta alla violenza di genere. Ogni paio di scarpe, raccolto attraverso l’attivazione di una rete di solidarietà in uno specifico contesto culturale e territoriale, rappresenta una donna e la traccia di una violenza subita. Sistemate ordinatamente lungo un percorso urbano, le scarpe ne ridisegnano lo spazio e l’estetica, visualizzando una marcia di donne assenti, un corteo che sottolinea il dolore che tale mancanza provoca tanto a livello sociale quanto nei propri cari.

Zapatos Rojos è dunque, prima di tutto, un appello rivolto alle cittadine e ai cittadini per manifestare la propria solidarietà verso le donne che, nel mondo, hanno subito violenza, per le donne uccise o rapite e di cui si sono perse le tracce. Il progetto rimanda alla situazione di Ciudad Juárez, città di frontiera nel nord del Messico dove, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e assassinate. Si uccidono le donne a Juárez perché si può fare: c’è impunità, c’è una cultura machista che non educa al rispetto della donna. Non vi è Stato e i cartelli del narcotraffico si scontrano per il controllo del mercato della droga e degli esseri umani. E’ qui che, nel 2009, Zapatos Rojos ha preso vita, con un’installazione composta da 33 paia di scarpe. Da Ciudad Juárez il progetto è partito nel 2009 per dirigersi verso altre città del mondo, arrivando per la prima volta in Europa, a Milano, il 18 novembre 2012, e poi a Genova, Lecce, Torino, Bergamo, e altre città del nostro paese. Ogni realizzazione di Zapatos Rojos è preceduta da un lungo lavoro, come avvenuto da noi, che prevede l’attivazione di una rete tra istituzioni, associazioni, e singole persone che partecipano alla raccolta delle scarpe e con essa alla diffusione del messaggio che la marcia di Zapatos Rojos intende portare.

Domani, 25 novembre, Elina Chauvet incontrerà, alle 9.30, gli studenti degli istituti superiori di Cremona, a seguire, dalle 10.45, l'installazione artistica lungo le vie del centro cittadino fino a piazza del Comune, con un successivo appuntamento, alle 16.30, nel cortile Federico II di Palazzo Comunale. E in Comune, sempre domani, alle 17.00, nella Sala dei Quadri, il convegno Quali riposte alla violenza contro le donne?, a cura dell'Assessorato all'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cremona, con il patrocinio dell'Azienda Ospedaliera e dell'ASl di Cremona. Un incontro di confronto e approfondimento, a partire dalla presentazione della pubblicazione “Come rispondere alla violenza del partner e alla violenza sessuale contro le donne. Orientamenti e linee-guida cliniche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità” con Giovanni De Girolamo, medico psichiatra, curatore dell'edizione italiana, per affrontare anche in una prospettiva di sanità pubblica, la violenza contro le donne. La sera, alle 21.00, seguirà la proiezione del film Bellas mariposas al cinema Filo, a cura di Associazione A.I.D.A Associazione Incontro Donne Antiviolenza. Dal 25 al 30 novembre, nell’ex Sala dei Violini di Palazzo Comunale, sarà possibile visitare la mostra di disegni realizzati dagli alunni e alunne dell’Istituto Comprensivo Cremona Uno Comunicare la violenza per vincerla, a cura di Zonta Club Cremona. Il 27 novembre sarà la volta di Posto occupato in Consiglio comunale, un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Un posto simbolicamente riservato a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga e le dimentichi. Infine, sempre giovedì 27, alle 17.30, nella Sala Eventi di SpazioComune, Elina Chauvet incontrerà la cittadinanza.

Il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea Generale dell'ONU, è stata scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. La data ricorda il brutale assassinio, accaduto nel 1960, delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. 

24 Novembre 2014

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