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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Stato di emergenza, ok alla richiesta
Intanto il Po è in fase di stanca

Stato di emergenza, ok alla richiesta
Intanto il Po è in fase di stanca

CREMONA - La Regione, confermando quanto già garantito lunedì dal governatore Roberto Maroni al prefetto Paola Picciafuochi e alle istituzioni cremonesi riunite in prefettura a Milano, chiederà lo stato di emergenza, passo necessario per poter richiedere al governo risorse adeguate a coprire i costi di sorveglianza, soccorso ed evacuazione. A seguito della comunicazione dell’assessore regionale alla Protezione civile, Simona Bordonali, sui principali interventi e sulle criticità in Lombardia, l’assemblea ha approvato tre ordini del giorno che sollecitano interventi e fondi aggiuntivi domandando anche un allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Sostegno anche all’azione della giunta sulla richiesta dello stato di calamità. Fra gli interventi, anche quello di Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centro Destra, che ha difeso le esigenze del Cremonese. Complessivamente, in regione, danni per 88 milioni di euro.

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Raggiunto il colmo di piena lunedì all’ora di cena, toccando all’idrometro di Cremona un’altezza di quattro metri e 31 centimetri sopra lo zero idrometrico e una portata massima di novemila metri cubi al secondo, il Po che ha smesso di far paura ma rimarrà comunque osservato speciale per le prossime 24 ore si si sta ritirando lentamente. Fase di stanca oscillante. L’effetto è che serviranno tre, anche quattro giorni, per rivedere le golene quasi completamente sgombre e non meno di due per poter verificare con certezza la tenuta degli argini, ancora sottoposti alla pressione potenzialmente pericolosa dell’acqua. 


Lungo l'asta del Po, verso il territorio casalasco, il Grande Fiume ritorna pian piano nel suo alvo. Rimane ancora l’allerta per evitare sorprese, ma le ordinanze di sgombero sono state revocate. Soprattutto restano i danni, ancora da quantificare, naturalmente, ma saranno danni importanti. Martedì i volontari (ben 300 impegnati in un lavoro instancabile), i sindaci e le forze dell’ordine non hanno mollato. I mezzi sono andati avanti e indietro su tutte le strade arginali, ancora vietate ai curiosi e ai non autorizzati, che da mercoledì saranno riaperte. 



19 Novembre 2014

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