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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Non paga un mese di affitto, il Comune rischia il pignoramento

Non paga un mese di affitto, il Comune rischia il pignoramento

Alessandro De Nittis

CREMONA - Il Comune rischia un pignoramento per non aver pagato un mese di affitto al proprietario di un appartamento, nei confronti del quale lo scorso marzo, attraverso l’ex assessore ai Servizi sociali, Luigi Amore, si era impegnato a versare il canone, in attesa di trovare una nuova sistemazione all’inquilino moroso. L’inquilino se ne è andato nei trenta giorni. Il Comune, invece, non ha pagato il suo debito di 560 euro (530 di canone, più trenta per prorogare lo sfratto di un mese). Cinquecentosessanta euro saliti a 1.086,92 tra interessi (legali e moratori), e spese legali. Già, perché il caso è finito in tribunale. Per recuperare il credito, il proprietario di casa si è dovuto rivolgere a Luciano De Vita, il giudice di pace che il 30 giugno scorso gli ha dato ragione, ingiungendo al Comune «nella persona del sindaco pro tempore» il pagamento «immediato e senza dilazione» della somma. «Ma noi i 560 euro non li abbiamo visti, il Comune non si è fatto sentire». Si è detto ‘perplesso’ Alessandro De Nittis, il legale che per conto del proprietario di casa, tempo fa, stanco di incassare solo silenzi dall’amministrazione comunale, ha bussato in municipio, «perché prima di procedere con l’atto di precetto, che è sempre una cosa antipatica, ho chiesto di essere ricevuto dal sindaco Galimberti o dall’assessore ai servizi Sociali Platè. Non ho ricevuto alcuna risposta». Così De Nittis nei giorni scorsi ha tentato un’altra carta e inviato una mail all’avvocato del Comune, Enrico Cistriani, riversando nel documento la sua perplessità: «Mi lascia perplesso che un ente illustre, il Comune di Cremona, l’ente più vicino ai cittadini, non abbia ancora provveduto al pagamento nonostante il lasso di tempo trascorso». Precisamente 225 giorni, ieri compreso. Un conto alla rovescia cominciato il 27 marzo scorso, quando «con documento intestato al Comune e sottoscritto dall’assessore Amore — spiega il legale De Nittis — lo stesso ‘confermava la disponibilità della scrivente amministrazione a versare il canone mensile di affitto pari a euro 530 più euro 30 per richiesta proroga dell’esecuzione, all’Unep presso il tribunale di Cremona, relativamente alla situazione di sfratto in oggetto indicata’».
Un mese dopo la sottoscrizione dell’atto, l’inquilino ha liberato l’appartamento, «ma il Comune non ha versato i 560 euro e poiché il credito era esigibile e certo, in quanto controfirmato dall’ex assessore Amore, il mio cliente ha fatto un recupero crediti nei confronti del Comune». Intanto è cambiata l’amministrazione comunale: Galimberti ha vinto le elezioni, ai Servizi sociali è stato destinato l’assessore Mauro Platè. «Il 27 giugno scorso, il giudice di pace ha dato ragione al mio cliente, ingiungendo al Comune di Cremona il pagamento immediato e senza dilazione della somma nel termine di quaranta giorni dalla notifica dell’atto». Termine entro il quale il debitore, cioè il Comune, avrebbe potuto opporre opposizione davanti allo stesso giudice, «ma non lo ha fatto». Scaduti i quaranta giorni, il decreto è diventato definitivo. «Il Comune non si è fatto vivo nemmeno stavolta — ha proseguito De Nittis —, così arriviamo all’atto di pre-esecuzione, l’atto di precetto. Il Comune lo ha ricevuto il 14 ottobre scorso: intimazione a pagare entro dieci giorni e avviso che, decorso il termine, si sarebbe proceduto all’esecuzione forzata, cioè al pignoramento, ma anche stavolta, il Comune non si è fatto sentire». Prossima mossa? «Farò un pignoramento al Comune, se necessario anche presso terzi, cioè la banca».

05 Novembre 2014

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