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Autolesionisti e bulli, è disagio tra i banchi

Sempre più difficili le relazioni tra gli adolescenti

Autolesionisti e bulli, è disagio tra i banchi

CREMONA - Dalle bravate al bullismo se il passo non è breve, certo una crescente difficoltà relazionale fra i banchi costituisce un problema, se non un’emergenza. A dare conto ad un disagio che interessa studenti, insegnanti e famiglie è la ricerca messa in campo dal Criaf di Paola Cattenati che attraverso gli sportelli d’aiuto aperti in città ha ascoltato nel passato anno scolastico: 1.200 studenti delle scuole medie e superiori, 144 genitori e 372 docenti. Da questi dati partirà l’incontro del prossimo 21 novembre presso l’aula magna dell’istituto Einaudi.

«Le richieste maggiori sono state principalmente in quattro aree specifiche — spiega Paola Cattenati —. Un quarto dei contatti hanno dichiarato difficoltà di relazione con i pari, esclusione, emarginazione, prese in giro, amicizie molto conflittuali; un altro 25 per cento ha evidenziato problemi familiari: scontri e tensioni con i genitori, difficoltà economiche, tensioni coniugali o malattie che procuravano ai ragazzi ansie e preoccupazioni».

Il 30 per cento ha dichiarato di soffrire di ansia e malessere individuale, mentre ben il 20 per cento ha dichiarato atteggiamenti legati all’autolesionismo, gravi problematiche familiari, minacce di suicidi, fughe da casa. In merito la responsabile del Criaf evidenzia come si stia assistendo a significativo cambiamento per quanto riguarda le richieste dei ragazzi: «si sono ridotte le consulenze sui problemi di studio e apprendimento e sono invece in aumento le richieste di aiuto su sofferenze individuali e su relazioni che creano disagi, sia con i pari ma anche con i familiari — ha spiegato Cattenati —. Una particolare attenzione dobbiamo rivolgerla anche all’aumento in quest’ ultimo periodo delle categoria che noi abbiamo definito ‘emergenza’ che porta al manifestarsi di situazioni e azioni che minacciano l’ estremo».

Insomma il caso del cellulare conteso al Beltrami è solo un esempio di ‘bravata’ che pur non avendo avuto risvolti penali, racconta comunque di difficoltà relazionali, di dinamiche di gruppo verso le quali spesso la scuola, pur con tutta la buona volontà, si ritrova spiazzata.

 

29 Ottobre 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/10/31 - 07:07

    Mancano i genitori e la loro educazione, figli troppo viziati.

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