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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Pacchi solidali di nuovo garantiti

Pubblico e privato insieme per il sostegno, progetti per superare la logica dell'assistenzialismo

Pacchi solidali di nuovo garantiti

Povertà e bisogno in crescita anche a Cremona

CREMONA - Anna è un nome di fantasia. E’ invece reale, e quotidiana, la sofferenza che sta vivendo: da mesi non riceve il pacco alimentare solidale che le garantivano i servizi sociali del Comune e che le consentiva, almeno, di dirottare qualche spicciolo sulle altre spese da sostenere, da quelle per l’affitto a quelle per le medicine che deve assumere ogni giorno per alleviare gli effetti della malattia che da tempo l’accompagna. E così la 55enne, invalida, va avanti grazie all’aiuto di parenti e amici, premurosi fin che possono nel coprirle almeno in parte le uscite programmate per il canone calmierato dell’appartamento in cui risiede piuttosto che quelle per il cibo e l’igiene personale. Sopravvive, Anna. E non è l’unica, in quella situazione. Il motivo è che fornitura e distribuzione degli aiuti a soggetti in condizione di fragilità sono sempre più complicati. Per l’aumento vertiginoso del bisogno.

La buona notizia è che, già da novembre, potendo il pubblico ancora contare su un sistema formato da volontariato, associazionismo e privati che funziona e che tiene la prima linea, riavrà il suo sostegno. Lei e gli altri. Resta, però, la fatica per le istituzioni ad affrontare interamente l’emergenza collegata ad una insicurezza economica che, fra disoccupati in aumento e indigenti in crescita, è sempre più dilagante anche a livello locale. Non a caso, proprio in questi giorni e proprio sulla scorta di una criticità nota all’amministrazione, l’assessore al Welfare di comunità e ai Servizi alle famiglie e alla persona, Mauro Platè, e i dirigenti del settore Politiche sociali, stanno lavorando gomito a gomito per individuare la quadra capace di far gestire la problematica senza ripercussioni troppo pesanti. E senza squilibri.

In sostanza, spulciando gli elenchi a disposizione si stanno verificando i casi uno per uno: si sta appurando chi ha davvero esigenza di essere supportato, chi invece non ce l’ha o l’ha meno di prima, se ci sono doppioni, infine anche l’eventuale presenza di qualche ‘furbetto’ che sfrutta le lacune dello schema. L’obiettivo è uno soltanto: rivedere la lista dei nuclei in carico e, se ci sono margini, correggerla eliminando le storture per poter poi ricalibrare i fondi in maniera più rispondente allo scenario effettivo. Con una finalità ulteriore: superare la logica del ricorso all’assistenzialismo fine a stesso per imboccare con convinzione la strada che conduce ad alternative progettuali più ampie, dall’integrazione all’attivazione di piani lavoro.

Sempre in tema di pacchi alimentari solidali, proprio martedì 28 la giunta, rispondendo ad una specifica interrogazione presentata dai consiglieri della Lega Nord Alessandro Carpani e Alessandro Fanti, è tornata su quanto segnalato un paio di mesi fa da alcuni operatori di Aem, che con una certa amarezza avevano rivelato il ripetuto ritrovamento, nei cassonetti dell’immondizia, di confezioni di cibo col marchio Cee destinate ai bisognosi. E’ emerso, nell’argomentazione dell’assessore alla partita, come complessivamente vengano distribuiti poco più di 400 pacchi di quel tipo ogni mese. Come la fornitura sia garantita dalla collaborazione tra i vari enti, la San Vincenzo, la Caritas, altre organizzazioni caritatevoli, privati. E come i nuclei beneficiari siano 55 — 50 italiani, tre coppie miste e due stranieri (uno rifugiato politico) —, tutti individuati dalle assistenti sociali.

La conclusione dell’assessore al Welfare di comunità e ai Servizi alle famiglie e alla persona: «C’è esigenza di un maggior presidio, anche sociale, del territorio».

29 Ottobre 2014

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