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Martedì 06 Dicembre 2016

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Vacanza a Cuba con la figlia. «L’albergo? Un ‘bordello’»

«Lurido e frequentato da vecchi con ragazzine». L’agenzia: cliente informata

Vacanza a Cuba con la figlia. «L’albergo? Un ‘bordello’»

La spiaggia Playa del Este

ANNICCO — «Un posto squallido, più da bordello che da hotel». Doveva essere una vacanza da raccontare, per la bellezza del paesaggio e la piacevolezza del soggiorno. Invece l’avventura a Cuba di una 42enne annicchese, accompagnata dalla figlia di 19 anni, è stata se non un incubo, certo un’amara delusione.
«Sono partita sabato (l’11 ottobre, ndr) da Malpensa — racconta Mariella Ziglioli — con mia figlia Tamara. Questa volta avevo scelto come meta i Caraibi e per otto giorni e sette notti a Cuba ho speso 1.150 euro tutto compreso per persona in un albergo, il Club Tropicoco, situato a Playa del Este, a 20 km da L’Avana e praticamente sul mare. Un hotel non di lusso, secondo l’agenzia viaggi (situata nel territorio cremonese, ndr) presso la quale ho comperato il pacchetto, ma decoroso. Atterriamo alle 18.30 e ci vengono a prendere in auto per portarci a destinazione. Il primo impatto è stato uno choc: una struttura diversa da come l’avevo vista in foto, maltenuta, sporca e puzzolente. Alla reception, un’anziana malconcia. Ci hanno dato una stanza lercia, guardiamo le lenzuola: macchiate di urina. Mi arrabbio e allora ci assegnano un’altra stanza, un po’ meglio ma lontano dagli standard che mi aspetto. Poi la cena: pasta scotta, riso, carne immangiabile, verdure lesse, un po’ di frutta. Alle 23 scendiamo al bar e capiamo tutto: c’erano solo cubani e un paio di italiani sui settant’anni, accompagnati da ragazzine minorenni. La sera ho chiamato il tour operator. Il mattino seguente ho preso un taxi per l’aeroporto e ho visto che alle 19 c’era un volo diretto per l’Italia, quindi sono tornata all’albergo. Intanto ricevo una chiamata dal tour operator che mi offre in alternativa un’altra location, situata però a 45 minuti d’auto dal mare. Non ho accettato e sono ripartita con mia figlia domenica sera, giungendo a Malpensa alle 13, spendendo 900 euro per i biglietti dell’aereo».
Ma leggendo la brochure, non si è accorta che era un albergo a 2 stelle, dichiaratamente senza pretese ?
«Io fin dall’inizio non ne ho fatto una questione di cento euro in più o in meno, solo che doveva essere l’agenzia a non propormi nemmeno questo pacchetto, se non fosse stata più che sicura. Da senza pretese a quello che ho trovato ce ne passa».
Dall’agenzia viaggi riferiscono di aver informato la cliente sulle caratteristiche della vacanza. «La brochure dice esplicitamente che il Tropicoco ‘è una struttura estremamente semplice ed essenziale, consigliata a una clientela giovane e informale, in cerca di un resort balneare economico, con servizio tutto incluso, su una bella spiaggia caraibica, a Playa del Este, quasi priva di alberghi e quindi frequentata soprattutto dagli abitanti dell’Avana, che qui trascorrono i fine settimana e le loro vacanze. Un contesto ancora molto autentico e lontano dai classici ambienti esclusivi per turisti’. Certo, un due stelle in Italia è una cosa, se si va in un Paese povero come è Cuba, non è lo stesso. Non è un resort o un villaggio internazionale, e quindi anche l’offerta, a partire dal cibo, è diversa. Leggendo la scheda è evidente che si va in posto modesto. C’erano anziani con ragazzine ? Non è una bella cosa, ma non possiamo neanche prevederla».

21 Ottobre 2014

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