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Carlino dentista nel Piccolo Tibet

Il medico cremonese impegnato come volontario in India nel progetto promosso dalla Fondazione dell'Andi

Carlino dentista nel Piccolo Tibet

Gianferruccio Rossi, Enrico Carlino e Barbara Duprè fra i bambini della scuola buddista di Padum

CREMONA - Dentisti senza frontiere, grazie al Progetto Ladakh, promosso dalla Fondazione Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), di cui presidente della sezione cremonese è Enrico Carlino. Ed è infatti il noto professionista cremonese a raccontare un’esperienza fuori dal normale, ma pienamente in sintonia con la necessità di promuovere la cura dentaria anche nei luoghi più sperduti della terra, come può essere la regione a nord dell’India detta anche il Piccolo Tibet, esperienza condivisa con Barbara Duprè e a Gianferruccio Rossi.

«Sede del progetto è la cittadina di Padum situata ad un’altitudine di 3.700 metri — spiega Carlino —. Il posto è raggiungibile con un viaggio di due giorni su strade sterrate valicando passi di quasi 5mila metri circondati da superbe montagne e ghiacciai. A Padum i volontari lavorano in estate, nell’ospedale governativo. Qui, in collaborazione col giovane dentista locale, dottor Phunchock Xangpoo, vengono curati i bambini e i ragazzi delle due scuole di Padum: la scuola buddhista, Lamdon Model High School e quella musulmana, Model Public School».

«Abbiamo iniziato dalle scuole con la compilazione delle schede messe a punto dall’OMS sulle quali vengono annotate le condizioni di salute del cavo orale, dopo di che, nei giorni seguenti, i bambini bisognosi di cure vengono accompagnati dagli insegnanti al reparto odontoiatrico dell’ospedale, dove i volontari provvedono a fare le otturazioni e le estrazioni necessarie — continua Carlino —. Questo reparto è stato inaugurato nel 2012 grazie all’impegno e alle donazioni di Fondazione Andi, Lions Club di Reggio Emilia e Casa del Tibet. Finite le cure sui bambini, che si svolgono dalle 10 alle 16, in genere si continua con l’aiuto al dottor Phunchock nell’affrontare le urgenze che quotidianamente affollano l’ambulatorio fino a sera».

«Il progetto Ladakh non si limita però solamente ai bimbi e ragazzi delle scuole, ma è esteso anche a due monasteri della zona — prosegue Carlino —. Il primo è il monastero di Rangdum dove dall’inizio del progetto è stata creata una piccola unità odontoiatrica che permette di effettuare cure di base sui monaci e sugli abitanti dei villaggi limitrofi. Il secondo è il remoto monastero di Phuktal, raggiungibile solo con una marcia di un giorno e mezzo, dove quest’estate è cominciata la nostra attività. Abbiamo inoltre trasportato medicinali e materiale odontoiatrico ai due monasteri e informato i monaci presenti in quel periodo dell’arrivo degli altri dentisti volontari. Sia in un caso che nell’altro è stata un’esperienza indimenticabile oltre che utile».

18 Ottobre 2014

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