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CREMONA

Il Cambonino invaso da nutrie e topi

Dal canale vicino all'oratorio arrivano fino alle case, protesta dei residenti

Il Cambonino invaso da nutrie e topi

Uno dei tombini intasati

CREMONA - «L’erba che invade il marciapiede è niente. Perfino le proteste che vanno avanti da anni, tutte motivate, documentate da decine di fotografie, per le pulizie insufficienti, che non tengono conto delle indicazioni dei residenti, ora passano in second’ordine. Il punto è che adesso abbiamo le nutrie che sempre più spesso invadono l’area a bordo del canale, un corso d’acqua trascurato per troppi anni».

Bastano poche frasi di uno dei residenti di via Panfilo Nuvolone per delineare la protesta, la rabbia ma anche i timori per quel che accade nell’area vicina all’oratorio del Cambonino, quella lungo la quale scorre il canale che, a sentire molti abitanti, non è gestito a dovere. Oltre le nutrie, anche i topi. «Abbiamo segnalato la cosa da tempo ed è sotto gli occhi di tutti. Non è servito. Per alcune settimane, spiega un residente, ho tenuto pulite le aiuole e il manto verde. Poi, quando ho capito che chi deve curare il verde e gli arredi pubblici non lo fa, o lo fa male, beh, allora ti passa la voglia di darsi da fare. A me è capitato così. Certo, adesso, con quel corso d’acqua non controllato e le nutrie che invadono l’area, tra l’altro quella frequentata dai ragazzi, vicina all’oratorio, le cose peggiorano».

«Mi auguro che nei prossimi contatti con l’amministrazione — spiega una donna — chi di dovere metta a fuoco quel che non va e intervenga. Abbiamo alle spalle troppi anni di lamentele: pulizie approssimative, il degrado degli arredi pubblici, i furti, i vandalismi, le condizioni nelle quali versa l’area ecologica tra via Nuvolone e via Cambonino, che spesso diventa una discarica, come più volte documentato, per quello che vi scaricano, come se nulla fosse, una quota di residenti, per lo più extracomunitari, che non hanno capito quali sono le regole minime della convivenza pacifica. Invece, non cambia nulla. E dicono che le prossime trenta case Aler riattate andranno tutte agli stranieri».

 

09 Ottobre 2014

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