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Martedì 06 Dicembre 2016

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MERCOLEDI ALLE 21.10

Il bambino cattivo su Rai 1, nel cast l'attrice cremonese Isabella Aldovini

Il tv movie di Pupi Avati affronta un tema duro e attuale: bimbi contesi e divorzi

Il bambino cattivo su Rai 1, nel cast l'attrice cremonese Isabella Aldovini

Il cast di 'Il bambino cattivo' di Pupi Avati

CREMONA - Pupi Avati torna in tv e lo fa con un film difficile, duro che non fa sconti, come 'Il bambino cattivo' che tratta il tema, molto attuale, dei bambini contesi nei divorzi. Pellicola nella quale comprare anche l'attrice cremonese Isabella Aldovini. Il film sarà in onda su Rai 1 mercoledì alle 21.10.

Il tv movie è trasmesso in occasione della giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, è stato presentato a Viale Mazzini alla presenza del direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, e del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza,Vincenzo Spadafora; del vice dg Antonio Marano, del direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta e del direttore di Rai1 Giancarlo Leone.

Per questa avventura il regista bolognese si è affidato a Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro genitori in crisi e del piccolo Brando (Leonardo Della Bianca). Il divorzio non consensuale della coppia ha degli strascichi terribili per il bambino che a 11 anni vede i genitori perdersi: la madre per l'alcool e il padre all'inseguimento di giovani amanti e lui trascurato ha solo nella nonna paterna una figura di riferimento. Per Brando la dissoluzione della famiglia significherà l'approdo scioccante in una casa famiglia.

Avati (che per Rai1 ha anche lavorato ad «Un matrimonio»), ha scritto la sceneggiatura di Il Bambino Cattivo con il figlio Tommaso Avati e con Claudio Piersanti, con la consulenza scientifica di Luigi Cancrini e Francesca Romana De Gregorio. Una produzione Rai Fiction, prodotta da Duea Film, le musiche, composte e dirette da Stefano Arnaldi e Lucio Gregoretti, sono eseguite dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Ha fatto notare: «Non amo affatto la parola fiction, dovremmo trovare un altro modo per classificare quelli che in fondo sono film, ma per la tv. Tra tutti i miei film, 'Il bambino cattivò - ha spiegato il cineasta - è quello per cui ho inventato meno. Non mi sono lasciato andare a fantasticherie; mi sono posto il problema della verità». Anche se la storia non è la trasposizione di quella del bambino conteso di Cittadella, in provincia di Padova, portato via da scuola dai poliziotti, Avati è rimasto molto toccato da quella vicenda. Di storie così ce ne sono tante purtroppo. Mi sono identificato in questo bambino che assiste alla disgregazione del suo intero contesto familiare, immedesimandomi, arrivando a condividere il suo pianto nei momenti in cui mi trovavo a descrivere il suo strazio. Ma la verità è che oggi la società deve fare i conti con la famiglia che oggi è scaduta. Scaduta per mancanza totale di creatività di fiducia, di modelli ai quali ispirarsi». Andreatta spiega «avevamo l'ambizione di raccontare una storia vista con gli occhi di un bambino, per dare voce all'infanzia ed all'adolescenza, che di rado diventano il soggetto di un film».

Luigi Lo Cascio fa notare: «un film che ci fa interrogare tutti, cosa significa essere oggi genitori, prendersi le giuste responsabilità. Parlare di queste cose, è fondamentale, dietro storie abbandono la maggior parte delle volte si nascondono non vicende legate a percosse o violenze, ma legate all'assenza, all'indifferenza, inadeguatezza. Nel mio caso sono un padre vanitoso, concentrato su me stesso. Io e Finocchiaro che interpreta mia moglie siamo entrambi professori universitari, in conflitto da anni. Non ci facciamo scrupoli a strumentalizzare nostro figlio come testimone di ciò che accade, tirato ora da una parte ora dall'altra; coinvolto nei litigi e nelle recriminazioni senza che abbia la forza per difendersi. Fino a essere definito «cattivo» da chi l'ha messo al mondo. «Cattivo» perchè non parteggia, perchè non sta al loro gioco».

Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza Vincenzo Spadafora ha rilevato come quello affrontato dal film di Avati è un tema di triste attualità». In Italia sono circa 10 mila i bambini contesi da genitori separati: tra gli 80 mila casi di affido condiviso stimati nel nostro paese, esiste una percentuale superiore al 10% di figli che vengono contesi da mamma e papà.

19 Novembre 2013

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