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LA CRISI DELLA CREMO

Appesi a un filo

Il ds Zocchi: "Siamo tutti in discussione". Decisioni subito e la svolta nel 2014

Appesi a un filo

Gigi Simoni, il presidente Maurizio Calcinoni e mister Vincenzo Torrente

CREMONA - Il muso lungo, anzi lunghissimo di Gigi Simoni a fine partita; le parole di circostanza di un Vincenzo Torrente costernato in sala stampa; i fischi (più che legittimi) piovuti dalla curva dopo il triplice fischio: la Cremonese è sull'orlo del baratro. Le tre scoppole rimediate in casa dal Venezia spingono i grigiorossi al settimo posto in classifica e - quel che è peggio - aprono scenari molto preoccupanti. Nessuno pronuncia la parola 'cambiamento', ma nell'aria aleggia la ben più pesante espressione 'rivoluzione'. Magari non immediata, ma comunque imminente: la trasferta di domenica a Chiavari contro la capolista Virtus Entella e l'avvio delle festività natalizie suggeriscono una fase d'impasse, piuttosto che un intervento fulmineo. Ma è quasi certo che la Cremonese del 2014 sarà diversa. Probabilmente nei nomi e nei volti (non solo di quelli chiamati a scendere in campo...) e certamente nell'animo. Lo lasciano intendere le frasi, diplomatiche ma tutt'altro che sibilline, del ds Moreno Zocchi: "Siamo tutti in discussione. C'è bisogno di una riflessione corale, di un confronto approfondito". Perché questo Cremo sembra anzitutto incapace di gestire le situazioni con la testa. Sia dentro che fuori il terreno di gioco. E per imprimere una svolta alla stagione grigiorossa è assolutamente necessario che sia questo ultimo scampolo di 2013 a portare decisione importanti. Magari anche dolorose. 

16 Dicembre 2013

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