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Razzismo in Prima Categoria: "Scimmia"

Giocatore senegalese addita calciatore della Sported. La replica dei cremonesi: "Non deve passare per vittima visto che ha sputato innescando il fattaccio"

Razzismo in Prima Categoria: "Scimmia"
CREMONA - "Scimmia": sarebbe l'insulto rivolto dal difensore della Sported Maris Matteo Ferranti - squadra cremonese di Prima Categoria - all'attaccante del Porto Mantovano Amadou N’Diaye, classe 1988. L'episodio, secondo quanto denunciato dallo stesso giocatore senegalese, sarebbe accaduto al termine della partita disputata domenica scorsa a Cremona, in un momento di particolare tensione agonistica. Il giudice sportivo ha comminato una giornata al calciatore cremonese per fallo di gioco: nessun episodio di razzismo è stato, dunque, ufficialmente ravvisato. 
Ed ora la vicenda potrevve avere una coda giudiziaria: «Il giocatore mantovano – spiega il dirigente della Sported Giancarlo Fanfoni – non ha raccontato le cose in maniera corretta. Lo scontro di gioco è stato tra N’Diaye e Borghetti e Ferranti è intervenuto a difesa del compagno. Tra i due è nato un parapiglia e il nostro giocatore ha ricevuto uno sputo, l’arbitro ha ammonito entrambi e Ferranti è stato espulso per doppia ammonizione ricevendo una sola giornata di squalifica. Mentre stava uscendo dal campo voleva stringere la mano all’avversario per chiudere l’episodio ma quello si è rifiutato e lui ha detto “allora se fai così non sei un uomo ma una scimmia”. Sono da condannare i gesti di entrambi e non voglio giustificare nessuno, ma il calciatore mantovano non deve passare per vittima visto che ha sputato innescando l’ira di Matteo».

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06 Dicembre 2013

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