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Domenica 11 Dicembre 2016

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Sciopero dei calciatori, la Lega Pro: 'Partita persa'

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Al centro delle polemiche la regola sui giovani. Tommasi: 'In campo per merito e non per l'età'. Ghirelli (Lega): 'Chi non scende in campo perde la partita'

ROMA - I calciatori di Lega Pro non scenderanno in campo il prossimo week end nella prima giornata del campionato. La decisione, ufficializzata dall'Aic, è dovuta al mancato accordo con la Lega Pro sui criteri distributivi delle risorse collegate all'utilizzo dei giovani e che «vorrebbe imporre una determinata età media complessiva per chi scende in campo».

La posizione dell'Assocalciatori. «Siamo disponibili a discutere di tutto ma sull'obbligatorietà dell'età media proprio non ci siamo». Dopo l'annunciato sciopero per la prima giornata del campionato di Lega Pro il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, rincara la dose («la norma presenta chiari profili di illegittimità, crea discriminazioni nei confronti dei calciatori») ma si mostra ancora fiducioso in una soluzione in vista del consiglio federale di dopodomani che dovrà dire l'ultima parola. L'Aic contesta la norma introdotta dalla Lega Pro che vincola la distribuzione dei contributi ai club in base all'età media delle squadre in campo (25-26 anni per la Prima divisione, 24-25 per la Seconda). «In teoria i margini ci sono - spiega Tommasi - il tempo c'è ma per noi è fondamentale che la norma venga rivista. Noi pensiamo che non si possa andare in campo in base all'età ma in base a criteri oggettivi e meritocratici e non si può vincolare la distribuzione delle risorse a queste regole. Fare così sarebbe la cosa peggiore per il calcio: il campo non dice mai bugie, e se vuoi scendere in campo devi essere prima di tutto bravo. Ora - ammette Tommasi - si è creato un muro contro muro che non promette nulla di buono e non è quello che volevamo. Abbiamo partecipato alla riforma pensando di dare il nostro giusto contributo ma questa norma non va in quella direzione che auspicavamo. La missione in favore dei giovani la condividiamo, ma quello che non torna è questa obbligatorietà che vuole incidere sulle scelte tecniche. In questo abbiamo avuto la solidarietà anche dall'associazione allenatori».

La posizione della Lega Pro. «Per noi domenica si gioca. Chi non lo fa, ha partita persa». Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro, replica così all'Assocacalciatori che ha annunciato lo stop dei giocatori alla prima di campionato. «L'Aic fa riferimento al rinvio della giornata di serie A, ma in questo caso la Figc non ha possibilità di intervento. Sono molto dispiaciuto dalla posizione dell'Assocalciatori - ha sottolineato Ghirelli - Non c'è consapevolezza della crisi del calcio, che per anni ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Per questo bisogna raffreddare i costi, e ogni campionato deve avere la sua peculiarità: la nostra sono i giovani». Il dg della Lega Pro sottolinea che le quote giovani «devono ancora essere approvate dall'assemblea»; aggiunge che su un totale di 39 milioni di contributi si parla di «3 per la Prima divisione e 5 per la Seconda»; e conclude notando come «si può far giocare anche una squadra di trentenni, ma allora si perdere una parte di quella porzione di contributi, e nient'altro». Per Ghirelli, inoltre, il consiglio Figc di mercoledì non potrà districare la questione: «Il presidente Abete ha fatto un gran lavoro, ma questo caso non è analogo al rinvio della prima di A. Allora si parlava di un accordo collettivo con tre attori, uno la federazione: qui sono investimenti di privati, in cui neanche la Lega può intervenire».

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26 Agosto 2013

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