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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Calcioscommesse, Gervasoni e Gegic a confronto

Calcioscommesse, Gervasoni e Gegic a confronto

Carlo Gervasoni e Almir Gegic

CREMONA - Uno è il pentito dell’inchiesta sul calcio scommesse, l’altro il presunto capo degli zingari che scommettevano sulle partite truccate. Carlo Gervasoni, ‘Gerva’, ex di Cremonese e Piacenza, e Almir Gegic si rivedranno, stavolta davanti al procuratore Roberto di Martino, che ha deciso di metterli a confronto. Accadrà alle 12 e 30 di lunedì prossimo.
Intanto Gegic resta in carcere. Il gip Guido Salvini ha infatti respinto l’istanza di arresti domiciliari presso una casa presa in affitto dalla moglie del serbo. Carcere, perché per Salvini, «l’organizzazione di cui Gegic faceva parte aveva un’alta capacità inquinante e condizionante sui suoi associati». Nelle quattro pagine di ordinanza, il gip riporta un passo saliente dell’interrogatorio reso il 4 febbraio scorso da Gervasoni al procuratore: «Voglio aggiungere la seguente circostanza: dopo che ci furono i primi arresti, a giugno 2011, e prima di essere a mia volta arrestato a dicembre 2011, mi sono incontrato un paio di volte con Gegic e ho avuto con lui anche dei contatti via Skype. Io ero molto preoccupato in quanto già ad agosto 2011 ero stato squalificato e non potevo giocare per via delle prime emergenze dell’indagine. Pertanto ho riversato su Gegic le mie preoccupazioni. Gegic mi disse di non preoccuparmi in quanto si erano messi in contatto con il boss, intendendo quel tale di Singapore, e stavano cercando una soluzione economica, in particolare stavano valutando se c’era la possibilità di farmi acquistare da qualche squadra straniera. Naturalmente Gegic mi ingiunse di non dire niente delle cose di cui ero a conoscenza. Non mi era chiaro se la mia squalifica avesse una valenza anche all’estero, impedendomi di giocare». Ma Gervasoni ha parlato anche di altro in modo dettagliato. Ha parlato dei contatti precedenti a Lazio-Genova attivati via skype da Gegic e Ilievsky con Zamperini al fine di raggiungere poi Mauri, degli incontri successivi con Gegic a Cernobbio e della somma di 20mila euro ricevuta dallo stesso Gervasoni, e anche da Zamperini, per la loro intermediazione». Ha parlato «delle telefonate avvenute in sua presenza tra Gegic e Ilievsky con il boss di Singapore riguardanti specificamente le manipolazioni di partite». Ancora, «della somma di 400mila euro investita da Gegic per Lecce-Lazio e della somma di circa 17mila euro ricevuta dallo stesso Gervasoni in un bar di Legnano in relazione a tale partita», «dei contatti tra Gegic e Iacovelli in relazione alla partita Palermo-Bari» e «degli incontri tra Gegic e Gritti all’inizio dell’attività illecita in Italia». Si tratta «degli aspetti più sensibili dell’indagine — osserva Salvini — su cui Gegic ha mantenuto un assoluto silenzio». Salvini osserva: «E’ quindi complessivamente assai probabile che Gegic abbia sin dall’inizio operato la scelta di ‘coprire’ con una versione del tutto falsa o comunque ampiamente circoscritta, gli argomenti più ‘sensibili’ per l’indagine e cioé la manipolazione delle partite di Serie A e il ruolo del gruppo di Singapore. Cercando, così, con la presentazione all’Autorità giudiziaria italiana, di ottenere il massimo vantaggio con il minimo danno per sé e per gli altri associati».
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

12 Marzo 2013

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