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DALLA PINACOTECA AMBROSIANA

'Ritratto di Musico' al Museo del Violino

Il capolavoro di Leonardo da Vinci atteso a Cremona all'inizio del prossimo anno

'Ritratto di Musico' al Museo del Violino

'Ritratto di Musico' di Leonardo da Vinci

CREMONA - Il “Ritratto di musico”, capolavoro pittorico di Leonardo da Vinci e attualmente conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano, sarà ospitato nelle sale del Museo del Violino. All'inizio del prossimo anno infatti il dipinto di Leonardo è atteso a Cremona per una esposizione straordinaria per due mesi.

L'opera del Maestro è un olio su tela databile al 1485. Non se ne conosce la collocazione originaria e le circostanze della commissione del dipinto. Forse era stato donato nel 1637 dal marchese Galeazzo Arconati con il Codice Atlantico, oppure potrebbe essere il ritratto "del duca Gian Galeazzo Visconti".  

Nel XIX secolo venne interpretato come ritratto di Ludovico il Moro, in dittico con quello (presunto) di Beatrice d'Este. Con la pulitura del 1904 si riscoprì lo spartito musicale, coperto da una ridipintura, che contiene la scritta "Cant... Ang...", seguita da una partitura musicale.

Da questo indizio si è risaliti all'identificazione con Franchino Gaffurio, maestro di cappella del Duomo di Milano dal 1484, nonché compositore di un "Cantum Angelicum", cioè l'Angelicum ad divinum opus. Il dipinto sottolinea l'importanza della musica per Leonardo che tra le tante capacità aveva quella di essere un ottimo interprete musicale.

Vasari riferisce che il maestro toscano fin da piccolo “Dette alquanto d’opera alla musica, ma tosto si risolvè a imparare a suonar la lira”. Proprio in qualità di ambasciatore musicale Leonardo, appena trentenne ma già circondato dall’aura del genio, venne inviato da Lorenzo il Magnifico a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro, nella primavera del 1482. In dono per il duca recava con sé una lira in argento a forma di teschio di cavallo che aveva costruito con le sue mani e che sapeva suonare in modo sublime. Il virtuosismo con cui suonò lo strumento conquistò il Moro ma per Leonardo l’esibizione dinnanzi alla corte milanese non era smania di protagonismo. Era qualcosa di più. Da secoli infatti la musica godeva di uno statuto privilegiato appartenendo a pieno titolo alle arti liberali, a differenza di pittura, scultura e architettura che invece erano considerate arti meccaniche e quindi di grado inferiore.

Il maestro da Vinci, che si considerava innanzitutto un pittore, voleva dimostrare che nel certame delle arti le distanze tra pittura e musica andavano cancellate.

 

06 Giugno 2014

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