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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Due chiacchiere con LuogoComune

Il viaggio di un giovane street artist cremonese

Due chiacchiere con LuogoComune

LuogoComune firma la sua opera

CREMONA - E' sempre interessante confrontarsi con un giovane artista, se riesci a comprenderlo meglio perchè ha le tue stesse radici, l'incontro si trasforma in qualcosa di più di un'intervista. LuogoComune è un ragazzo disponibile e gentile, la sua opera in città sta facendo discutere, si spera che questo fermento sposti l'attenzione sul fenomeno artistico forse più importante di questo inizio millennio, la Street Art. Per chi volesse approfondire consiglio anche il documentario premio Oscar del 2010 Exit Through the Gift Shop il cui regista è un certo Banksy.

Cosa ti ha portato alla street art, i tuoi inizi?

Per quanto mi ricordo ho sempre disegnato ma come molti degli artisti che dipingono in strada mi sono avvicinato a questo mondo da adolescente attraverso l’esperienza del writing e delle scritte. I primi spray in cantina e i throw ups e le tag di notte con gli amici o in solitaria sono stati l’iniziazione che mi ha portato all'amore spasmodico per la strada. Affascinato da questo mondo non sono più riuscito ad allontanarmene e ne sono stato contagiato come da un virus. Nell'ottica di non sentirsi mai arrivato artisticamente ho sempre cercato di sperimentare e dalle lettere sono passato ai disegni; successivamente all'incontro di grandi artisti, ed ora anche amici, qualche anno fa ho scoperto l’asta, il pennello e il rullo. La passione si è fatta più intensa e si spinge in una direzione anche se tutt'ora la produzione con gli spray non è stata del tutto abbandonata.

Qual è il tuo percorso di studi?

Ho studiato storia dell'arte ed ora mi sto specializzando in Illustrazione. Diciamo che una costante nella mia vita è sempre stata quella del segno sul foglio o sulla tela.

Che fai oltre a studiare e dipingere?

Diciamo che non faccio molto altro..Sono due cose che mi assorbono abbastanza: quando non devo studiare cerco ogni occasione possibile per spostarmi e dipingere e quando non dipingo passo il mio tempo a lavorare per le consegne.

Come pensi che stia cambiando la street art?

E' una domanda molto complessa che richiederebbe ore di discussione. Innanzitutto penso che il primo passo sia quello di capire che cosa si intende per street art, termine ormai annacquato e inflazionato che vuol dire tutto e niente. A me non piacciono le definizioni anche se talvolta sono necessarie per riuscire ad inquadrare le cose che ci circondano. Credo che comunque sia un fenomeno molto complesso, dalle tante sfaccettature e dai tanti aspetti. Non sono però convinto che riguardi solo l’atto del dipingere per strada quanto si debba più riferire ad un approccio alla vita, al rapporto tra te, la superficie e chi osserverà le tue cose e del tuo modo di rapportarti con quello che ti circonda. Ritengo che negli ultimi anni abbia subito un'enorme impennata di interesse, anche da parte delle istituzioni che l'hanno fatta diventare di moda, e come in altre forme d'arte sia entrato in gioco anche un fattore lucrativo non indifferente. C'è però tutta una fetta di artisti che sono estranei a questi meccanismi e che dipingono per passione e per necessità interiori. Non voglio schierarmi dalla parte del giusto o dello sbagliato ma penso sia importante rendersi conto consapevolmente delle situazioni in cui ci si mette e come artisti fare delle scelte.

Hai qualche punto di riferimento nel mondo della street art o nel mondo dell'arte in generale?

Come tutti ho anche io i miei molti punti di riferimento. Senza dubbio amo moltissimo artisti come Ericailcane o Hitnes, primissimi avanguardisti italiani che dipingevano prima ancora che tutto questo prendesse forma, o da un gigante come 108, il primo artista italiano che è riuscito a portare l’informale per strada. Sono estremamente affascinato dalle stampe antiche o dai disegni di Ulisse Aldrovandi per esempio. Mi piacciono molto le stampe Ukyoe giapponesi ma anche il visionaro Hieronymus Bosch o gli animali di Ligabue. Senza dubbio mi faccio molto influenzare da quello che mi circonda e sono sempre alla ricerca di nuovi spunti espressivi; sono anche fermamente convinto che il lavoro insieme ad altre persone o ad altri artisti sia il miglior modo per migliorarsi e crescere artisticamente.

Come ti è sembrato il PAF e ti è piaciuto tornare?

Tornare dopo tanto tempo in occasione del PAF ed avere avuto la possibilità di realizzare un'opera di queste dimensioni nella mia città natale è stata un'emozione fortissima anche e soprattutto per il supporto che ho ricevuto nei giorni di lavoro dalle persone che mi vogliono bene e che sono passate anche solo per un breve saluto. Sono molto felice di essere stato una parte di un Festival che già dalla sua prima ed esordiente edizione ha dimostrato di saper incidere sul tessuto cittadino, riprendendosi gli spazi e dando una ventata di partecipazione cittadina, in una città come la nostra dove si parla sempre di più di paludamento e immobilismo. Mi auguro che potrà andare avanti negli anni e consolidarsi con un punto di forza locale e nazionale per la diffusione della cultura in maniera trasversale.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per ora finire il mio percorso di studi e in secondo luogo cercare di dipingere il più possibile..ho sempre scadenze a breve e quindi tendo a concentrarmi su quelle. Il futuro rimane sempre e comunque un’incognita.

Per poter vedere i suoi lavori: http://thisisluogocomune.tumblr.com/

06 Luglio 2016

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