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Domenica 11 Dicembre 2016

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AUTOMOBILISMO

Il fascino della 200 miglia

Auto da sogno nella rievocazione del Cavec con oltre sessanta equipaggi

Il fascino della 200 miglia

La 200 Miglia in piazza Stradivari a Cremona

CREMONA - Il Torrazzo, ieratico, osserva le auto d’epoca che concludono, nella adiacente piazza Stradivari, le fatiche agonistiche della “200 Miglia di Cremona”. Un museo viaggiante che resta, per un paio d’ore, silenzioso. Spenti i motori e i cronometri, i concorrenti festeggiano i vincitori nel salone dei quadri di Palazzo Comunale. Ad attendere le auto, arrivate con un velo di polvere, dopo aver attraversato le campagne cremonesi, le stradine strette e suggestive tra i campi, gli argini lungo il Po, c’è una bella esposizione di Alfa Romeo, tra cui quelle da competizione di Varzi e Nuvolari. Gli stessi piloti che parteciparono, negli anni Venti alla gara di velocità che il Cavec vuole rievocare.

Oltre una sessantina i bolidi verificati, a conferma della vitalità della disciplina ma anche del patrimonio prezioso di esperienze che il sodalizio cremonese ha saputo capitalizzare in dodici edizioni, proponendo una gara fuori che ogni anno non rinuncia a qualche innovazione. A partire dal percorso che quest’anno ha condotto i concorrenti, lasciata Cremona, prima verso Paderno e Casalbuttano, poi nel piandenese, seguendo gli argini di Stagno e San Daniele. 

Ad accompagnare i concorrenti un pubblico carico d’entusiasmo. Con i bambini quasi rapiti da quelle strane automobili e chi è un po’ più anziano che, grazie alla variopinta carovana, ha rivissuto ricordi della propria gioventù. Ci sono appassionati e semplici curiosi, persone normali e autorità, come il sindaco di Piadena Ivana Cavazzini che ha voluto dare il benvenuto ai partecipanti. Impossibile non accorgersi della manifestazione. 

Ad aprire il corteo le Bugatti da competizione con il rombo potente che esce dagli scarichi liberi, dai quali esce il profumo ormai perduto (grazie alle moderne tencologie) delle benzine e dell’olio bruciati. Poi tutte le altre auto, le Fiat “topolino” degli anni Quaranta, le Lancia “Aurelia” degli anni cinquanta. Fino ad arrivare alla fine degli anni Novanta. A guidare i migliori specialisti del cronometro (la gara è valida per assegnare il trofeo nazionale nell’ASI) e equipaggi appassionati per i quali, tuttavia, il piacere di guidare la propria auto d’epoca ha il sopravvento sul piazzamento in classifica. Per assegnare il trofeo delle 200 Miglia gli organizzatori hanno predisposto una ventina di prove di regolarità, lungo quasi cento chilometri, del percorso. Eppure a fine gara gli scarti tra i campioni del cronometro sono davvero ridotti.

Al traguardo si sono presentati in assoluta parità i cremaschi Piantelli – Cambiè (vincitore lo scorso anno) con la Aston Martin del ’31 e i fratelli Cappella, romani, con la loro Autobianchi a 112 Abarth. Per la “discriminante” che assegna la vittoria al migliore sulla prima prova cronometrata, alla fine i due laziali si sono aggiudicati il trofeo. Completa il podio la Rally Abc Gran sport (del 1927) di Fiorentini Passeri. Tantissimi gli altri trofei in palio. A partire da quello intitolato al forte pilota cremonese Alceste Bodini. Se lo è aggiudicato (confermando il risultato dello scorso anno) Giancarlo Stringhini, in coppia con la moglie. Non meno importante la Coppa del Presidente, riservata alle auto più anziane. Davvero bravo l’equipaggio Cappellini – Grioni, primo con una Mg Pa del 1934. Il trofeo Serena, invece, è riservato alle auto non omologate asi. L’hanno vinto, con una prestazione maiuscola Foccoli - Ghisla. Con la loro Mini Cooper, pur svantaggiati da un coefficiente elevatissimo, sono arrivati fino al quarto posto assoluto, oltre che primi della loro categoria. Infine il trofeo Confcommercio, per il miglior cremonese, andato ad Alessandro Bardelli con la A 112 Abarth. Ma i più soddisfatti, a conclusione dell’evento, sono gli organizzatori del Cavec. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

07 Settembre 2014

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