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Venerdì 21 Settembre 2018

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L'Ape Nera Sicula: amica della nostra salute

L'Ape Nera Sicula: amica della nostra salute

Questa ape, molto diffusa in Sicilia fin dai primi anni ‘70, ha la caratteristica di contenere nel proprio dna dei geni tipici delle api africane, molto più resistenti e produttive delle ligusti italiane, senza averne l’aggressività. Infatti l’ape nera sicula è tradizionalmente molto tranquilla ed è spesso possibile avvicinarla senza particolari precauzioni, i produttori riescono spesso ad estrarre il miele dalla arnie senza maschere protettive. L’Ape nera ha origini antichissime. E’ sopravvissuta alle glaciazioni, all’inquinamento prodotto dall’uomo ed alla globalizzazione. Quest’ultima ha portato alla diffusione di nuovi vettori patogeni come la Varroa destructor, la Vespa orientalis, la V. velutina, la Aethina tumida, contro le quali l’Ape nera sicula risulta più resistente.
L'insetto deve vivere in un ambiente sano senza essere “violentato” e stressato, perché questo incide non solo sulla sua salute ma anche sulla qualità dei preziosi prodotti che riesce a produrre.

Proprio per le sue caratteristiche continua ad essere produttivo anche nei periodi più caldi con temperatura intorno ai 40° quando tutte le altre api si bloccano. L’ape sicula non ha schemi preconcetti, cioè in presenza di fioriture anche invernali si comporta come se fosse primavera, cioè riempie il nido di covata e sale nel melario. E’ quindi ottima per la produzione di mieli invernali: Carrubo (novembre), Nespolo (novembre e dicembre) e Mandorlo (febbraio-marzo).
La grande biodiversità della flora siciliana consente la bottinatura e conseguente produzione di più di venti tipi di miele monoflora.
L’estrazione è manuale e a freddo, solo dopo quindici giorni di maturazione nel maturatore viene invasettato e posto in frigo a 5° per bloccarne l’invecchiamento.

Per evitarne la ibridazione sono state isolate nell’Isola di Filicudi (dove è proibito importare api di qualsiasi provenienza) per garantirne la purezza della specie.
Oggi l’Ape nera sicula è oggetto di studi da parte dell’Istituto Nazionale di Apicultura di Bologna, proprio per la straordinaria qualità del suo miele .
Il Presidio Slow Food dell’Ape nera sicula conta oggi diversi produttori nell’aera tra Palermo e Trapani, malgrado questo grande impegno la minaccia di estinzione della razza non è completamente finita.

Nell’immaginario collettivo tutte le api sono gialle e nere… mentre la livrea, è tipica dell’ape ligustica. In realtà esistono api scure, grigie e nere, molto simili alle api africane ma meno aggressive; una tipologia di ape nera è quella sicula (Apis mellifera siciliana) dal caratteristico colore scuro e la peluria gialla.

La parola miele sembra derivare dall'ittita “melit”, e per millenni ha rappresentato l'unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall'uomo risalgono al VI millennio a.C. Oltre ad essere utilizzato come alimento, veniva utilizzato come strumento curativo fin dall’antico Egitto. L'archeologo T.M. Davies ha scoperto, in una tomba egizia, un barattolo di miele vecchio di 3300 anni, perfettamente commestibile. Il suo uso era principalmente indirizzato verso la cura di piaghe e ferite ma anche nei disturbi digestivi.
Da un punto di vista nutrizionale, apporta 300Kcal per 100g, ed è composto da (la sua composizione, varia molto a secondo delle piante bottinate):
· acqua 18%
· fruttosio 40%
· glucosio 34%
· saccarosio 2%
· destrine 1,5%
· sostanze minerali 0,2%
La presenza di fruttosio dona al miele un potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato ma anche una fonte di energia che il nostro organismo può sfruttare più a lungo. Infatti, per essere utilizzato, deve essere prima trasformato in glucosio e, quindi in glicogeno, il "carburante" dei nostri muscoli. Vi sono presenti inoltre, una discreta quantità di oligoelementi, vitamine e sostanze battericide come l’acido formico, l’inibina e la gemicidina, queste conferiscono al miele la possibilità di essere conservato a lungo nel tempo e ne giustificano anche l’utilizzo come coadiuvante nella disinfezione; infatti anche l’alta percentuale di zucchero e il pH acido contribuiscono all’attività antibatterica.

In medicina viene impiegato in vari settori:
· Prime vie respiratorie: il miele esercita un’azione calmante e decongestionante della tosse; una cucchiaiata di miele sciolta in un liquido caldo (non oltre i 40° C) ha una notevole efficacia non solo contro la tosse, ma anche contro stati febbrili e ad affezioni delle prime vie respiratorie.
· Apparato digerente: il miele esercita un’azione protettiva, stimolante e regolatrice; infatti, grazie alla presenza di acido formico, c inibisce le fermentazioni anomale, causa di infezioni febbrili ed epidemiche
· Sistema muscolare: il miele esercita un aumento della potenza fisica e della resistenza, grazie alla presenza di glucosio e fruttosio
· Apparato urinario: il miele coadiuva l’attività diuretica e depurativa, la sua somministrazione facilita l’eliminazione delle sostanze tossiche
· Sistema osseo: il miele può aiutare l’azione fissatrice nelle ossa del calcio e del magnesio forniti dagli altri alimenti della nostra dieta
· Nell’uso esterno come cicatrizzante: il miele ha proprietà cicatrizzanti nei casi di piaghe, ferite e ustioni
Sostituire lo zucchero (saccarosio) nella nostre tavole, con dell’ottimo miele, potrebbe essere una scelta strategica e un valido aiuto al nostro organismo.

15 Dicembre 2017