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Martedì 17 Ottobre 2017

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16 settembre

Furbetti del cartellino, uno schifo. Ai miei tempi non era possibile

Furbetti del cartellino, uno schifo. Ai miei tempi non era possibile

Signor direttore,
la maggior parte dei cittadini per bene ne ha le tasche piene di sentire da anni la stessa solfa, lo stesso stupido ritornello che riguarda i furbetti del cartellino, non se ne può più è ora di finirla.
Lo scrivente ha lavorato per più di 40 anni nella sanità pubblica e mai e poi mai si è permesso di timbrare il cartellino ed assentarsi per un motivo o per l'altro dal posto di lavoro. Capitolo primo; il caposala, se appena tardavi di 15 minuti, telefonava subito a casa. Capitolo secondo; se il turno era scoperto i capi servizio nello spazio di una mezz’ora se ne erano già accorti e se non veniva giustificata l’assenza, si rischiava veramente grosso. In molti si domandano come possono accadere, sopratutto nel Mezzogiorno, simili assurdità. Il problema non potrà mai essere risolto per il semplice fatto che non si vuole risolverlo. Un esempio? Se un dipendente fa il furbetto, timbra e se ne va per i fatti suoi invece di lavorare, vuole dire che è coperto da chi sta sopra di lui, ammettiamo il caposala. Se il caposala a sua volta fa il furbetto vuol dire che i capo servizio fanno altrettanto e così la direzione. Se tutti sono coinvolti nella truffa si usino le maniereforti ossia il licenziamento in tronco. Se ci fosse la volontà, e concludo, di porre fine a questo schifo nello spazio di un mese il problema sarebbe risolto alla radice una volta per tutte.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Mi pare che ultimamente la linea del governo si sia fatta molto più dura contro i furbetti del cartellino, così come si sono moltiplicate le inchieste di forze dell’ordine e magistratura. Inchieste, vale la pena di sottolinearlo, spesso attivate grazie a segnalazioni di colleghi perbene dei ‘furbetti’, stanchi di voltare la faccia di fronte a questi esempi di palese ingiustizia. Con i decreti Madia, le procedure di allontanamento dei dipendenti pubblici fraudolenti sono state di molto snellite. L’assenteista colto sul fatto deve essere sospeso entro 48 ore dall’episodio. Insieme alla sospensione, al dipendente va inviata la contestazione scritta con la convocazione presso l’ufficio dei procedimenti disciplinari, che deve essere messa in calendario 15 giorni dopo per garantire il diritto alla difesa. Dopo di che, entro 20 giorni dall’avvio del procedimento, l’ente pubblico deve denunciare il lavoratore alla procura regionale della Corte dei conti. Alla scadenza del 30esimo giorno, l’assenteista deve essere licenziato.