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Mercoledì 26 Luglio 2017

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16 giugno

Contro le slot, serve anche un referendum

Contro le slot, serve anche un referendum

Signor direttore,
le invio copia della lettera aperta che ho trasmesso all’assessore regionale Viviana Beccalossi sulla patologia delle slot.
«Illustre assessore, mi chiamo Gabriele Cervi e sono l’amministratore di un gruppo online di 3.250 iscritti denominato ‘no slot’, da me fondato da pochi mesi su Facebook con l’intento di contrastare (ma il fine è quello di farle chiudere) le slot su tutto il territorio italiano. Queste dannate macchinette, volute da un Parlamento incivile e fuori di testa, ha dato la possibilità a vari gestori di piazzare in pochi anni sull’intero territorio migliaia e migliaia di queste maledette macchinette, provocando in poco tempo una vera dipendenza e patologia sociale che per la gravità è equiparabile se non addirittura superiore alla tossicodipendenza.
Lo Stato o meglio il Parlamento (che è il mandante di questo crimine sociale sulla pelle della gente) intasca decine di miliardi di euro foraggiando lobby e interessi politici mostruosi. Addirittura recentemente sono stati condonati 98 miliardi di multa ai concessionari delle slot machine da parte di tutti i partiti, quando dico tutti dico purtroppo anche il suo.
Io sono ben contento che Lei assessore promuova queste lodevoli iniziative, che possono servire da prevenzione soprattutto nelle scuole, ma purtroppo questo non basta soprattutto se non c’è da parte dei partititi e quindi del parlamentari di fare chiudere le slot. Le chiedo questo soprattutto per non prendere in giro la gente, i cittadini elettori. Perché allora Le chiedo non mandare come Regione Lombardia una lettera (magari firmata dal presidente Maroni, assessori regionali, consiglieri regionali, dai sindaci e amministratori comunali e provinciali) dove si dica a chiare lettere una volta per tutte che questo crimine istituzionale creato dal Parlamento italiano debba una volta per tutte cessare con la chiusura su tutto il territorio nazionale delle macchinette mangia soldi e mangia vita. Naturalmente si dovranno stanziare dei fondi (e questo non sarà uno spreco di denaro pubblico) per tutelare i lavoratori di queste aziende. E se da parte del Governo non ci sarà una risposta adeguata, allora si potrebbe pensare a un referendum popolare o a altre manifestazioni tutte volte a fare chiudere le slot. Siamo per fortuna in democrazia e si può fare tutto e il contrario di tutto. Per una volta si faccia il bene del Paese».
Gabriele Cervi
(presidente Associazione in Cammino con S . Francesco La Cascinetta Didattica Onlus, Castelverde)