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Martedì 23 Maggio 2017

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1 maggio

Rifugio del cane, il Comune ci ripensi - Calvatone non è la risposta corretta

Rifugio del cane, il Comune ci ripensi - Calvatone non è la risposta corretta

Egregio direttore,
rendo partecipe lei e i suoi lettori della lettera che ho inviato al sindaco Gianluca Galimberti.
Signor Sindaco,
la visita al canile di Calvatone, ampliamente pubblicizzata sulla stampa, che ha visto presenti i responsabili dell'Ecologia cioè l'assessore Manfredini e la dottoressa Vuoto, ha fatto pensare a me, come a molti cittadini cremonesi che Amministrazione, in qualche modo, mettesse ‘le mani avanti’ in vista della scadenza a settembre della convenzione per la quale il Comune di Cremona versa 100.000 euro ad ANPANA per portare i propri cani nel canile di Calvatone che si trova a 43 km di distanza dalla città. (...)
Il fatto di pubblicizzare il numero dei cani, solo 20, provenienti dal comune di Cremona e comuni convenzionati, dati in affido in circa sei mesi, non vuol essere altro che la dimostrazione pratica del ‘buon affare’ fatto dalla Amministrazione, ‘affare’ che non tiene conto volutamente della reale grave situazione di disagio che ha creato e crea per il cittadino di Cremona che praticamente non sa a chi rivolgersi quando trova o perde un cane.
In sette mesi, da quando il servizio è stato trasferito ad ANPANA a Calvatone, non è stata pubblicizzata nè fornita ai cittadini cremonesi, alcuna informazione in merito a chi rivolgersi quando si trova un cane, quale numero di telefono chiamare, a chi rivolgersi se si trova il cane di sera o di sabato o di domenica, quando nessuno è reperibile. Lo si lascia per la strada?
In pratica i cittadini, quando perdono o trovano un cane non sanno cosa fare. Chi trova un cane non sa dove portarlo. Se va bene, se i vigili rispondono e se l’accalappiacani, che è oltre Crema, può venirlo a ritirare subito per portarlo a Calvatone (sempre che sia aperto) passano almeno 4 ore: e intanto il cittadino cosa fa, resta 4 ore in strada? Chi ha perso e cerca il cane, come fa a sapere dove cercarlo visto che non è pubblicizzato da nessuna parte cosa fare in questi casi, quali numeri chiamare? E se ha la buona sorte di sapere che il cane forse è a Calvatone, per andarselo a riprendere deve avere per forza la macchina perché il canile è in campagna e a 43 chilometri, chiedere un giorno di permesso, se lavora, e pagare cattura e pensione: circa 150 euro per due giorni. (...) Se poi si tratta di un anziano e senza appoggi, chi lo aiuta per andare a riprendersi il cane e pagare cattura e pensione? Il Comune? I servizi sociali?
Punto di riferimento per tutti i bisogni dei cittadini di Cremona resta il ‘Rifugio del cane’ della Associazione Zoofili Cremonesi che l’Amministrazione, malgrado le 5.000 firme raccolte e i 45 anni di esperienza, ha ritenuto non idoneo a continuare il servizio e che non ha certo il compito di svolgere per conto del comune il servizio di ufficio informazioni per il pubblico né quello di svolgere il servizio di prima accoglienza per gli animali di gente che li trova, specie il sabato o la domenica, né di rispondere al telefono alle richieste di aiuto a tutte le ore del giorno e della notte.
L’Amministrazione che ha preso la decisione di portare il servizio a Calvatone deve dare ai cittadini, che pagano il servizio con le loro tasse, delle risposte concrete a bisogni concreti, specie ora che si avvicina il periodo estivo degli abbandoni. Mancando in città un presidio di riferimento e di temporanea accoglienza cosa deve fare un cittadino se non quello che ha sempre fatto in 45 anni cioè rivolgersi al ‘Rifugio del cane’?
Questa carenza di servizio dovrebbe essere un elemento di forte riflessione per gli amministratori che, alle scelte politiche dovrebbero, sempre e comunque, anteporre l’efficienza del servizio erogato.
Dott.ssa Maria Grazia Lombardi
(Cremona)

La sua analisi è chiara e condivisibile e sono convinto che la questione debba essere oggetto di una seria riflessione da parte del Comune. Seguiremo la situazione con attenzione.