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Sabato 22 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 2 giugno

Lettere al Direttore del 2 giugno

Alla Madonna del Po
Rosario che mi porta indietro negli anni

Caro direttore,
l’altra sera si è svolta alla Madonna del Po, in comune di Cremona (ex Due Miglia), parrocchia di Bonemerse, il Santo Rosario culmine del mese mariano tenuto da don Mario Bardelli. Una serata bellissima con un tramonto spettacolare. Un rito antico legato alla tradizione contadini.
Mi rammento ancora nei primi anni Quaranta, quando con mia nonna Giuseppa, vi andavo ad assistere le preghiere delle donne rivolte a Nostra Signora per avere un raccolto ricco che scacciasse la fame dalle aree delle cascine.
Ero piccolo, avrò avuto 4 o 5 anni, ma le preghiere, la cappelletta, e le ansie delle guerra mi hanno fissato nelle memoria quei momenti sublimi. Conservare per non dimenticare.
Silvio Casaleno
(Cremona)

Governo/1.
Avevamo bisogno di questa conclusione
Signor direttore,
Tutto bene. Salvini e Di Maio si sono impegnati molto ed infine Mattarella ha avuto un bagliore, l’illuminazione. Bisogna riconoscere che il presidente ha saputo riprendersi dall’eccessiva preoccupazione per le reazioni dei mercati, ponendosi in ascolto ed in paziente attesa.
Bravo presidente. Il Paese aveva bisogno di questa conclusione, di una tormentata vicenda che vede il lieto fine, ma che è anche e soprattutto l'inizio di un governo Lega e M5S guidato da Giuseppe Conte. Con l’augurio e la speranza che ci siano grandi benefici per un’Italia libera in una rinnovata Giovane Europa, come sempre gli italiani la vogliono e l’hanno voluta.
Lettera firmata
(Cremona)

Governo/2.
Spirito repubblicano per contrastarlo
Signor direttore,
alla vigilia della festa della Repubblica è nato il nuovo Governo M5S-Lega guidato da una inedita troika formata dal neo-presidente del Consiglio Conte e da Salvini e Di Maio in qualità di vicepresidenti. Un governo politico e non tecnico, come è opportuno che sia, formato dai due ‘migliori perdenti’ delle elezioni del 4 marzo.
Liberi e Uguali lo giudicherà all’opera, ma già dal programma concordato e dalla natura politica e valoriale di Lega e M5S è evidente che al Paese serva ora una forte, grande e credibile opposizione di sinistra che costruisca un’alternativa di progresso e di vero cambiamento nel Parlamento e nella società e un argine alle pulsioni nazionalistiche e identitarie.
La lunga incertezza di questi mesi è stata finalmente risolta dalla serietà e indipendenza di giudizio e di condotta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella cui dovrebbe andare il giusto riconoscimento di tutti i cittadini italiani che credono nella forza della democrazia e negli equilibri istituzionali garantiti dalla nostra Costituzione. Chi ha costruito in questi mesi difficili Liberi e Uguali, a differenza di molti altri, può rivendicare la coerenza nei confronti dei principi della nostra Costituzione repubblicana: ieri difendendola dagli stravolgimenti tentati dal progetto di Matteo Renzi di snaturarla e oggi difendendo le prerogative del presidente della Repubblica sulla nomina dei ministri. Non così si può dire di quelle forze che al referendum del 2016 hanno difeso ‘questa’ Costituzione e pochi giorni fa, per forzare la volontà del presidente della Repubblica, hanno addirittura minacciato di metterlo sotto accusa e portarlo a processo. (...) In un tempo di disunità e di crisi del sistema, si rifletta su quanto sia importante il valore della cosa pubblica come bene comune e di quanto sia prezioso il ruolo e il compito di chi è chiamato a fare argine ai tentativi di sfondamento degli equilibri costituzionali per inseguire la propria volontà di potenza. Rischi sempre presenti in ogni mito decisionista e plebiscitario, mentre la crisi attuale richiederebbe il rafforzamento se non la rinascita di un comune ‘spirito repubblicano’.
Liberi e Uguali
(provincia di Cremona)

Governo/3.
Salvini e Di Maio hanno perso tempo
Signor direttore,
non condivido il comportamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in quanto segue le orme del suo predecessore Napolitano, e che presumo abbia violato l’articolo 1 della Costituzione italiana. Tale comportamento lo considero un’operazione premeditata, studiata e pianificata, come quando si dà persa una partita a tavolino ad una squadra di calcio. Mi riferisco al rifiuto alla proposta di incaricare il professor Paolo Savona alla carica di ministro dell’Economia, persona che ha tutte le carte in regola per onorare tale carica. (...) La politica non è un optional, bisogna saperla fare ed avere le capacità per farla e di gestirla più fatti e meno chiacchiere, quello che Di Mario e Salvini hanno dimostrato di non avere le capacità di poterlo fare. I 90 giorni trascorsi da quando si sono svolte le elezioni sono stati più distruttivi che costruttivi, sono stati dei presunti vincitori sconfitti, derisi dai loro avversari politici che hanno governato fino a ieri facendo danni enormi ma avendo dalla loro parte il supporto istituzionale! Personaggi che vivono sulle disgrazie altrui (...).
Altra possibile soluzione era che se a tirare il filo della matassa ci fosse stato Silvio Berlusconi che pur ne dicano, il centrodestra non sarebbe stato coinvolto in una baraonda del genere, sarebbero già due mesi che starebbe governando, è inutile fare gli orlandi furiosi della politica, in politica bisogna essere congrui, meno ciarlatani, e meno stupidi! Stop alla vanità e alle ambizioni capricciose di chi tenta di fare politica!
Franco Nico Ranzenigo
(Cremona)

Governo/4.
Mattarella e Cottarelli i soli a salvarsi
Caro direttore,
in questa nostra Repubblica sono ormai decenni che siamo costretti a vedere il potere gestito da tanti sedicenti e autonominati Giulio Cesare, che regolarmente si rivelano fasulli e, altrettanto regolarmente trovano il loro Catilina. Per la verità dobbiamo ricordare anche qualche Caligola, Nerone, ….. siamo arrivati quasi quasi a Romolo Augustolo, c’è mancato un niente… Ma questa è roba da basso Impero in disfacimento (appunto). In mezzo a tutti questi attorucoli però la Repubblica è riuscita ad esprimere due figure salvifiche: Mattarella, presidente della Repubblica pronto a rivestire il ruolo di Orazio Coclite e il nostro Carlo Cottarelli, che invece i panni di Cincinnato li ha indossati davvero, e molto bene. La classe non è acqua. Per cui mi sento di augurare a Lei, a tutti gli italiani e a me un buon 2 Giugno.
Anselmo Gusperti
(Cremona)

Lungo l’Oglio
Che bello rivedere il mio ‘platanone’
Signor direttore,
che piacere vedere, sulla pagina di Spazio aperto ciò che scrive Elia Sciacca sul mio ‘platanone’, così noi l’abbiamo sempre chiamato. Io sono del ’21 e ricordo che le suore di Robecco alcune volte ci hanno portato, da bambine, in gita lungo l’Oglio fino a Grumone, dove c’è ancora una bella grotta simile a quella di Lourdes e dove ci facevano pregare. Io, poi, a vent’anni o poco più, incominciai a fare la maestra ad Alfiano Vecchio, vicinissimo a Grumone, e spesso sono arrivata coi miei scolaretti, seguendo l’argine, fino al ‘platanone’.
I miei alunni, ricordo, lo abbracciavano tenendosi per mano: e ne occorrevano ben 14! Che bello ricordarlo e sentirne parlare. Grazie.
Marmilia Gatti Galasi
(Cremona)

Voto di scambio
Non lo è il reddito di cittadinanza?
Egregio direttore,
un notiziario informa che qualcuno (ovviamente di centrodestra) in Sicilia è stato condannato per voto di scambio. Perché? Ma allora i movimenti o i partiti che promettono redditi di cittadinanza o di inclusione sarebbero da incriminare? Non vedo la differenza. E poi, francamente dove sta il reato? Da sempre la vita funziona secondo il ‘do ut des.
P. F. Mari
(Cremona)

Sentenze pro-Stato
Siamo più sudditi che cittadini
Egregio direttore,
la Cassazione dovrebbe essere l’organo che dà la certezza di una corretta applicazione della legge e non di una strabica interpretazione del giudice di turno. Purtroppo non sempre appare così, in particolare nei contenziosi tra contribuente e fisco o tra cittadino e Stato o organi che lo rappresentano. Ormai, ogni giorno che passa, acquisiamo maggior certezza che la nostra posizione passa da cittadini tutelati (e la Costituzione ne è un mezzo) a semplici sudditi. Attenzione, il prossimo passo sarà la schiavitù.
M. R.
(Cremona)

IL CASO
Bici che sfrecciano sui marciapiedi, servono più senso civico e più multe
Egregio direttore,
chiedo spazio nella sua rubrica per sapere dai cremonesi, per quale serio motivo pensano che transitare in bicicletta, sui marciapiedi della città, sia una cosa corretta.
Non parlo di zone appositamente rese ciclabili, come ad esempio l’area di porta Venezia-piazza Libertà, per citarne una.
Ma di tutti i marciapiedi, che, da Codice della strada, si devono solo ed esclusivamente percorrere a piedi.
Questo oltre a non essere corretto, crea presupposti per svariati incidenti: portiere aperte di macchine che sostano, cancelli di abitazioni aprendo i quali, non ti aspetti di trovarti un ciclista sul marciapiede, che spesso sfreccia a velocità notevole.
Ora, posto che vediamo scorrettezze di tutti i tipi, in un Paese allo sbando, non possiamo però lamentarci se nel nostro piccolo, non rispettiamo le regole, ed anzi mandiamo a quel paese, chi come me, fa notare, che non è quello il modo corretto di usare il marciapiede, come anche le strisce pedonali, senza gli appositi riquadri di segnalazione per ciclisti.
Del resto anche gli stranieri fanno uguale, a quello che vedono fare dai cittadini: poi non diamo loro dei maleducati, se siamo i primi a dare il cattivo esempio.
Ho chiesto alla polizia municipale, se fosse cambiata qualche regola del Codice della strada (si sa, oggigiorno le leggi vengono cambiate in un battito di ciglia e mai in meglio!): mi hanno confermato che nulla in merito è variato, per cui questi sono davvero atti errati, che nel momento di incidenti non porterebbero di certo a vedersi riconosciuti i danni!
Speriamo che se non sul senso civico individuale, si possa, almeno, far ricredere il cittadino medio sul soldo, a questo punto.
Valeria Gandolfi
(Cremona)
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Lo ripeto da anni: si deve essere inflessibili con chi non rispetta il Codice della strada, ciclisti compresi. La maleducazione di uno può costare la vita ad altre persone. Non colpevolizzerei però la categoria dei ciclisti, che pure avrebbe da lamentarsi per il comportamento di certi automobilisti e di certi parcheggiatori in zone riservate a passanti e bici. Insomma, l’invito è a darci una regolata tutti quanti. E alle forze dell’ordine la preghiera di non tollerare alcun comportamento irregolare.


LA POLEMICA

Centrosinistra immobile davanti ai ‘nerogialloverdi’
Il 6 marzo intervenni sul giornale anticipando le mie dimissioni da segretario provinciale del Psi convinto che per salvare il centrosinistra fosse necessario spogliarsi delle proprie bandiere e fondare l’azione politica su un patto nuovo, riformista, unitario.
Purtroppo ho dovuto notare che i partiti del centrosinistra a livello nazionale e locale hanno preferito star fermi, incredibilmente fermi nelle settimane successive al voto; le settimane sono diventati mesi e adesso i sondaggi danno l’ex coalizione di centrosinistra in calo verticale di consensi. Tutto in uno stato di immobile confusione.
Oggi, il giorno dopo la nascita di un governo populista antieuropeista che conta sull’appoggio di un partito filofascista mi chiedo se ancora è il momento di star fermi ad attendere Dio solo sa cosa, o se invece è il momento di muovere i passi di un dilago che dovrà essere il più aperto possibile per portare alla formazione di un blocco repubblicano, liberale, socialdemocratico che accolga i rivoluzionari della politica attuale: le persone di buon senso.
Eh sì, perché l’Italia ha un disperato bisogno di una rivoluzione del buon senso che riporti il dibattito politico al confronto su progetti attuabili e sulle riforme necessarie allo sviluppo della nostra società, maldestramente multietnica e sempre diseguale.
L’impegno delle forze moderate dev’esser quello di dare una risposta sociale e democratica a meriti e bisogni e ci si deve preparare a far questo, deve iniziare un dialogo serio e costruttivo che porti alla creazione di un blocco alternativo a Lega 5stelle e Fdi.
Queste settimane hanno dato il segno della pochezza dei nuovi governanti, gente che senza saperlo si è trovata a guidare il Paese e che si sbriciolerà davanti alle responsabilità di governo, gente dello stesso spessore politico e culturale della carta velina, gente che ha pigliato per i fondelli un Paese e che adesso raffazzonerà provvedimenti immagine alternandoli a equilibrismi di tenuta politica.
Prepariamoci davvero, il blocco nerogialloverde si potrebbe riproporre anche a livello locale ed allora le divisioni attuali dovranno trovare una sintesi basata su un progetto di pragmatico riformismo.
Non perdiamo altro tempo, ce lo chiederanno gli italiani e quando accadrà dovremo essere pronti.
Paolo Carletti
(consigliere comunale socialista, Cremona)

Ne parlo con...



Chiediamo limitatori e dissuasori
Strada troppo scorrevole, a Regona abbiamo paura
Egregio direttore,
le invio questa lettera sperando che qualche segreteria delle istituzioni interessate nel fare la quotidiana rassegna stampa ne prenda visione e segnali il suo contenuto a chi di dovere.
Un antico detto recita testualmente che ‘prevenire è meglio che curare’, ed allora mi permetto di puntare i riflettori su una situazione che non solo a mio avviso ma anche a quello di tutti i cittadini di Regona in Pizzighettone risulta essere assai pericolosa e che si protrae da vari anni senza che mai si sia intervenuti ponendovi, anche parzialmente, rimedio. Sto parlando della strada provinciale che collega Pizzighettone a Soresina attraversando appunto il centro abitato della frazione sopra citata.
Da tanto tempo si chiede l’installazione di un rilevatore o di un limitatore di velocità ma a quanto pare questa richiesta non sembra essere fatta da cittadini che quotidianamente avvertono il pericolo di una strada che oramai per mezzi pesanti (sto parlando di autotreni con portata sui 300 quintali), per mezzi agricoli sempre più mastodontici e per automobilisti sempre più imitatori di Sebastian Vettel è diventata una vera arteria a ‘scorrimento veloce’, ma da cittadini un po’ troppo insofferenti ai rumori prodotti da tali mezzi.
Oltretutto vorrei segnalare che sulla via insistono accessi per attività commerciali molto frequentate (essendo le uniche del paese), un centro sportivo frequentatissimo specialmente nella fascia pomeridiana ed un centro diurno per persone disabili.
Qualcuno dei funzionari degli organismi interpellati ha motivato la non-installazione dei dispositivi succitati con il fatto che il numero degli incidenti finora accaduti è pressoché irrilevante (anche se in verità l’ultimo si è verificato non più tardi di 48 ore fa) ed i decessi causati da essi siano in percentuale minima pertanto il tratto di strada interessato non è classificabile come «pericoloso», io invece ritengo che finora san Vincenzo Grossi, che nella piccola borgata ha messo le basi per la sua santità, abbia guardato con occhio benevolo i regonesi e non solo evitando loro quei guai che le istituzioni preposte con un po’ più di avvedutezza e lungimiranza potrebbero benissimo limitare.
Giancarlo Bissolotti
(Consigliere Comunale, Pizzighettone)


Caro direttore, passeggiando per il centro attraversano piazza Stradivari il mio sguardo è stato attratto da questa Renault 4 Rossa parcheggiata al lato della piazza e non ho potuto fare a meno di ricordare la triste storia che rappresenta questo modello e colore di auto un solo nome Aldo Moro.
Salvo Liuzzi
(Cremona)

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2018/06/05 - 00:12

    Con riferimento alla lettera della Signora Gandolfi vorrei far notare che le scorrettezze dei ciclisti sono molto più numerose di quelle degli automobilisti: oltre ai marciapiedi diventati ormai marciabici (ho il portone a raso con il marciapiede e quando esco devo sempre mettere fuori prima la testa per essere sicuro di non essere investito), semafori e stop non rispettati, contromano dove non permesso, senza luci di sera (con 10 euro si comprano dei magnifici kit di luci a batteria!), telefonino in mano a smanettare senza guardare la strada! Quindi direi che gli automobilisti sono si' indisciplinati ma i ciclisti non sono da meno! I vigili dovrebbero cominciare a mettere le mani nelle loro tasche con le multe e vedrete che cominceranno a rispettare il codice.

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