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Sabato 22 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 31 maggio

Lettere al Direttore del 31 maggio

Governo/1.
Il presidente come Leu che è stato sconfitto
Gentile direttore,
seguendo da vicino Sergio Mattarella ci si accorge che lo stesso ha le stesse posizioni di Leu. Questo soprattutto nella gestione dei migranti e della questione europea. Quanto ha totalizzato Leu alle ultime elezioni?
Silvio Pammelati
(Roma)

Governo/2.
Mattarella ha solo il ruolo di garante
Signor direttore,
il governo del cambiamento non vedrà la luce. Il governo che doveva andare in Europa per cambiare le regole ed i trattati non partirà neanche. Si è fermato in Italia, più precisamente a Savona. Il presidente della Repubblica ha infatti deciso con un colpo di mano di stoppare il ministro dell’Economia scelto dall’alleanza M5s e Lega, il professor Paolo Savona. La sua grande colpa è quella di essere euroscettico e, soprattutto, inviso alla Germania. Chi scrive non è un fine costituzionalista e neanche vuole vestirne i panni, semplicemente ho condotto degli studi sulla Costituzione. Posso dire con assoluta certezza che uno dei pregi della nostra Costituzione è che è semplice da leggere, chiara e limpida. E non è un caso che sia così chiara, è stata scritta appositamente in modo da essere accessibile a chiunque. Ad esempio, l’articolo 92 comma 2 recita: «Il presidente della Repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri». Non esiste nessuna parte che lasci intendere che l’ultima parola spetta al presidente della Repubblica. Eppure il presidente Mattarella si è preso una responsabilità tanto enorme quanto incomprensibile, uscendo dal perimetro disegnato dalla Costituzione e ponendo un veto politico contro un ministro nominato dal premier incaricato di formare un governo, Giuseppe Conte. Certo, ministri ne sono stati rifiutati in passato, ma per ben altre motivazioni. Ricordiamo il recente caso di Nicola Grattieri alla Giustizia (rifiutato perché magistrato in carica), di Lia Quartapelle agli Esteri (perché giudicata troppo giovane ed inesperta), di Roberto Maroni agli Interni (perché sotto inchiesta giudiziaria), di Previti alla Giustizia (perché avvocato personale di Berlusconi, ai tempi primo ministro). Questo tipo di dinamiche sono avvenute in pochissimi casi isolati non perché il presidente della repubblica sia un semplice notaio (come recentemente ribadito proprio da Mattarella, facendo presagire una partecipazione attiva in questa fase…), ma perché l’Italia è una Repubblica parlamentare ed il ruolo del presidente non è quello di dettare la linea politica ma è quello di garante super partes della Costituzione.
Diego Storti
(Ostiano)

Governo/3.
Arrivederci alla prossima dittatura
Caro direttore,
dagli articoli della Costituzione si evince, a proposito dei poteri del presidente della Repubblica quanto segue. L’articolo 69 stabilisce che il presidente della Repubblica nomina, tenendo conto delle elezioni della Camere dei deputati, il primo ministro. Questo e gli altri componenti del governo devono prestare giuramento davanti al capo dello Stato. Su proposta del primo ministro, può nominare o revocare componenti del governo. Autorizza i disegni di legge ed emana i decreti che hanno valore di legge e che sono stati approvati dal consigli dei ministri. Emana, altresì, i regolamenti del governo e può richiederne il riesame: se vengono approvati per la seconda volta dal governo, devono essere promulgati. A qualche super esperto di politica è capace di interpretare questo articolo? Intravvede in questo articolo che il presidente della Repubblica possa fare tutto ciò che gli pare? A me non sembra, ma oramai ne ho viste e sentite così tante nella miserrima storia della politica italiana, che nulla può più sorprendermi, nemmeno che ritorni Renzi che blatera a destra e a manca, non mi viene nemmeno da ridere quando il presidente dice di aver agito per il bene dei risparmi del popolo italiano. E tutte le banche che sino ad ieri sono andate a carte e quarantotto? Disgustato ed amareggiato non poco, mi chiedo e vi chiedo: ma il popolo italiano cosa se ne fa del diritto di voto? Arrivederci alla prossima dittatura.
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Governo/4.
Il mio tricolore è listato a lutto
Signor direttore,
il 2 giugno festa della Repubblica, che sta morendo, ho già preparato la bandiera tricolore esposta con una grande fascia nera in segno di lutto, per una repubblica in agonia. Il passato è passato ma sul nostro futuro insorge un avvenire balordo con persone incapaci di guidare la nostra bella Italia. Un po’ colpevole è anche il capo dello Stato Mattarella, che non ha saputo obbligare personaggi votati dai cittadini italiani a formare un nuovo governo, mettendo in campo le sceneggiate di governi tecnici provvisori: ora anche il nostro cremonese Cottarelli, ma chi te lo fa fare? Dove ti stai infangando con personaggi che non si meritano più il voto che hanno preso. Prendendo per i fondelli chi li ha votati. Ora si prospettano nuove elezioni a fine luglio o a fine settembre, con spese ernomi, soldi buttati al vento, ma se fanno la stessa maggioranza cosa fanno? C’è solo da augurarsi una grande sconfitta, con una vittoria del vecchio Pd o Berlusconi. È ciò che si meritano Di Mario e Salvini grandi oratori piazzaioli ma chiusi nella loro testardaggine.
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

Governo/5.
Lega e M5s possono far leggi in Parlamento
Signor direttore,
secondo gli ultimi sondaggi elettorali se Lega e 5 Stelle si presenteranno assieme alle prossime elezioni politiche, prenderanno il 55% ( 27% + 28% ) dei voti e quindi una maggioranza schiacciante mentre il centrodestra, senza la Lega, si fermerà al 10%. Cosa pensate che farà Salvini a fronte di tali prospettive? Sarebbe un fesso se non cogliesse l’opportunità che tra l’altro era già disposto a realizzare se il presidente Mattarella, in ossequio ai poteri finanziari stranieri, non lo avesse proditoriamente bloccato senza contare che oramai l’alleanza con Berlusconi è da tempo esaurita come dimostrano le ultime dichiarazioni da Arcore. La mia è solamente un’analisi della situazione politica e non certamente un auspicio dato che la mia posizione politica è assolutamente e irrinunciabilmente contraria a quanto La Lega e il Movimento 5 stelle rappresentano. Non nego però che alcune cose contenute nel contratto tra Lega e 5 stelle hanno la mia approvazione, come per esempio una legge che estenda i principi della legittima difesa o l’espulsione coatta del migranti clandestini o lo smantellamento della legge Fornero, o i tagli alle pensioni d’oro o una legge sul conflitto di interessi o una riforma della giustizia per una rapida risoluzione del contenzioso oppure una rivisitazione della sanità che oggi è allo sfascio.
Staremo a vedere cosa farà Mattarella che tra l’altro ha le mani legate anche perché, se salva questa legislatura, Lega e 5 stelle avendo la maggioranza in Parlamento, possono legiferare e realizzare comunque il contratto che avevano sottoscritto anche contro il parere del governo. Queste leggi, se non prive di copertura, dovranno essere firmate da Mattarella al massimo alla seconda presentazione. Ed allora pare che anche Mattarella non sia stato in grado di farsi bene i conti e che alla fine, non ha risolto un bel nulla.
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Governo/6.
Sono i leader politici a decidere i nomi
Egregio direttore,
si fa una grande confusione ogni volta che si deve conferire l’incarico al nuovo presidente del consiglio. E’ semplice: il presidente della Repubblica italiana deve dare l’incarico alla persona che, per indicazione ricevuta dai leader dei gruppi parlamentari che formano una maggioranza in Parlamento. In questo caso, 5 Stelle e Lega. Altre formule sono illegali perché sono contro il volere dei cittadini che hanno votato.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

Governo/7.
I migliori auguri a Cottarelli
Caro direttore,
che dire. Ampio sostegno al presidente della Repubblica Mattarella che ha fatto il suo dovere e un grande augurio al nuovo presidente del consiglio incaricato Cottarelli (anche se sarà eventualmente premier per poco più di due mesi).
Angelo Garioni
(Cremona)

Governo/8.
E il candidato grillino amico degli Spada?
Caro direttore,
come è possibile che i grillini, paladini di giustizia e legalità che annusano malaffare a chilometri di distanza, non si siano accorti che uno dei loro candidati era pappa e ciccia con membri del clan Spada? Scommetterei sia sulla malafede, sia sull’incompetenza di gente che non è capace di fare la O col bicchiere, ma è brava a buttare fango sugli altri per emergere.
Massimo Rizzi
(Cremona)

IL CASO
Vecchio passeggio degrado assoluto, ci mettiamo le pecore?
Egregio direttore,
scrivo a proposito del degrado assoluto al parco ‘Vecchio passeggio’.
Già un concittadino aveva scritto al riguardo, ma nulla si è mosso, e mi pare il Comune avesse stanziato una certa cifra, in tutto è stata piantumata una pianta (verso la Casa dell’accoglienza) e rifatto un tombino!... ci vorrebbero le pecore come a Roma per togliere l’erba, le buche non si contano, la pulizia è meno di zero, viene solo scopata la parte di fronte all’edificio delle Onlus.
Io mi chiedo perché chi di dovere non mantenga le promesse, il parco è un polmone verde nel centro città ed è un bene da tutelare. Chiedo a chi di dovere il perché di questo disinteresse. Serve pure disinfestazione per troppi insetti. Certa che verrò presa in considerazione questa mia dolenza, porgo distinti saluti.
Romana Villani
(Cremona)
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Purtroppo le lamentele sulla situazione del ‘Vecchio passeggio’ da parte dei nostri lettori sono cicliche. Temo che, con la fine dell’anno scolastico, il degrado sia destinato a peggiorare ulteriormente. Pubblicando con la massima evidenza anche a questa sua, spero di riuscire a dare un contributo a una, seppur temporanea, soluzione del problema.

LA POLEMICA
Le bugiarde vestali a cinque stelle sono rimaste senza veli
Egregio direttore,
le vestali del sacro fuoco grillino ogni giorno che passa perdono qualche velo e si mostrano nella loro vera natura che ha poco a che fare con il cambiamento, il disinteresse e la purezza, ma molto più comunemente con una lotta di casta per conquistare gli ambiti posti di potere di chi li ha preceduti e toglie lo spazio per loro vitale del privilegio economico e del protagonismo televisivo. Tra le molte contraddizioni e incoerenze che ormai quotidiamente costellano il cammino dei sacerdoti e delle sacerdotesse unti dalla chiesa casaleggio-grillina, dopo l’abiura del cammino politico solitario ribattezzando il termine inciucio con quello più commerciale di contratto, figura anche la negazione che per fare il ministro in un governo con una compartecipazione pentastellata occorra avere la fedina penale intonsa. Infatti, nella querelle televisiva sorta nella puntata di Pomeriggio 5 del 28 maggio tra Luigi Di Maio, ospite attapirato di Barbara D'Urso ed emulo immemore di Marino Mastrangeli (espulso nel 2013 dal M5s per la sua presenza nella stessa trasmissione), ai più è sfuggito l’aspetto più grottesco delle sue dichiarazioni, che consisteva nella loro non veridicità, generando smentite in diretta dall’ufficio stampa del Quirinale.
Infatti, chi sono Alberto Bagnai e Armando Siri, i due personaggi che secondo Di Maio, ma non secondo Mattarella, sarebbero stati proposti come alternativa a Paolo Savona per il ministero dell’Economia? Alberto Bagnai, per sua stessa ammissione, sarebbe stato ancora più intransigente di Paolo Savona rispetto alle posizioni sull’uscita dall’euro e non si capisce quindi come avrebbe potuto avere il benestare dal presidente della Repubblica. Armando Siri, senatore della Lega alfiere della proposta della flat tax, secondo un’inchiesta de L’Espresso, ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi per bancarotta fraudolenta, ha lasciato un debito di un milione di euro e non ha pagato tasse per 162mila euro. Non contento, Di Maio ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori per chiedere la messa in stato di accusa di Sergio Mattarella, reo di non essersi piegato ai suoi voleri, svelando la vera natura tutt’altro che democratica e moderata del movimento pentastellato. Fortunatamente i partigiani dell’Anpi hanno capito da che parte stare ed hanno invitato gli italiani «alla massima unità a difesa della Repubblica antifascista e della Costituzione». Condivido il loro appello al 100% ed invito gli obnubilati dalla propaganda grillina a fare altrettanto.
Gabriele Beccari
(Cremona)

Ne parlo con...


Un giovane: «mi faccio schifo».
Conta solo lo spread, lavoro dimenticato
Egregio direttore,
è diventato virale in questi giorni su internet un episodio accaduto alla trasmissione l’Eredità su RaiUno. Alla domanda del conduttore Carlo Conti al concorrente Tommaso Fasoli di Lodi «che cosa fai nella vita?», lui risponde «faccio schifo» . E spiega: «Sono laureato in ingegneria ma disoccupato da diverso tempo». In una breve intervista racconta di aver lavorato in dieci anni solo per due e aver fatto di tutto persino il promoter per una azienda di intimo. Vive il paradosso degli eterni ragazzi, ha più di 30 anni e non può più accedere all’apprendistato e nel contempo le aziende cercano ingeneri come lui con almeno 10 anni di esperienza. «Se stai tre giorni a casa, ti rilassi, se stai una settimana, ti annoi, se stai un anno fai schifo», ripete. In questi giorni dove sembra stia per arrivare l’Apocalisse perché lo spread sale e la Borsa precipita e tutti sono eccitati per quanto sta accadendo nell’agone politico forse sarebbe il caso di ricordare i vari Tommaso se non altro per ricordare che il vero grande problema dell’Italia è la mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, il precariato sempre più diffuso e la mancanza di stabilità lavorativa che rimanda o addirittura sopprime il desiderio di un domani. Io non credo nell’opera salvifica della politica o dello Stato ma ci tengo a dire che esiste una scala di valori secondo la quale prima viene l’uomo e poi i mercati, lo spread e il deficit di bilancio. E’ triste oggi a 170 anni dalla pubblicazione de Il Capitale di Carlo Marx vedere i suoi seguaci o ex seguaci preoccuparsi per gli indici di borsa o il differenziale tra il Bund tedesco e il Btp italiano e poi ci si meraviglia perché non ci sono più volontari per la Festa dell’Unità a Piadena. E’ vero il debito pubblico di 35mila euro a testa, neonati compresi ed è ovvio che pesi come un macigno, ma mi pare altrettanto vero che ultimamene venga utilizzato come strumento per la resa dei conti non solo tra italiani ma tra Italia ed Europa (sempre quella franco-tedesca, gli altri mediterranei sono poveracci come noi) perché se lo spread sale non ci può essere che un solo responsabile e questi si chiama Mario Draghi che aveva varato il quantitative easing proprio per calmierare i prezzi dei titoli di stato. Quanto alla Borsa ricordo che ormai da anni viviamo il parallelismo, più licenziamenti ci sono maggiore è la salita degli indici azionari un vero paradosso, tossico direi. Faccio gli auguri al nostro concittadino Cottarelli e speriamo riesca ad attuare i tagli indicati nel suo famoso piano esorcizzando così l’aumento dell’Iva.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)


Egregio direttore, questo è un paradiso verde. E lo si vuole distruggere.
Bianca Stella Ziglioli
(Cremona)