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Lunedì 19 Novembre 2018

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Lettere al Direttore del 30 maggio

Lettere al Direttore del 30 maggio

Governo/1.
Contro Mattarella degli avventurieri
Egregio direttore,
a pochi giorni dal 2 giugno, le istituzioni della nostra Repubblica e le regole della nostra democrazia sono sotto attacco. Non era mai successo in 70 anni che il presidente della Repubblica fosse minacciato per costringerlo a violare il mandato costituzionale.
Il presidente della Repubblica non è un notaio che firma decisioni prese da altri ma è responsabile dell’interesse nazionale. Lega e Cinque stelle hanno raccontato, per settimane, che il leader è il programma, che non hanno mai parlato di nomi ma di idee, e alla prova dei fatti si sono impuntati su un nome. Volevano far fallire tutto e riportare l’Italia alle urne. Sono degli avventurieri irresponsabili e dei prepotenti.
E’ ora chiaro a tutti dove vorrebbero portare l’Italia: fuori dall’Europa e fuori dall’Euro. Hanno gettato la maschera.
E a pagarne il prezzo maggiore rischiano di essere i cittadini, i risparmiatori, le famiglie e le imprese. La democrazia non è lo strapotere della maggioranza. Non è democrazia la minaccia al presidente Mattarella.
E’ demagogia, è un modo violento di fare politica, che nasconde la voglia di autoritarismo.
Vogliamo testimoniare la massima solidarietà al presidente Mattarella per la sua azione saggia e rigorosa. Vogliamo stringerci a difesa delle istituzioni repubblicane e della Costituzione Italiana, contro chi le sta aggredendo con arroganza. L’Italia e la Repubblica sono più forti delle loro minacce.
Partito Democratico
(Federazione di Cremona)

Governo/2.
L’ennesimo esecutivo del presidente
Gentile direttore,
desidero esprimere una mia semplice opinione sul momento politico che, ahimè, stiamo attraversando.
Da un po’ di anni assistiamo alla formazione di ben quattro governi del presidente, ovvero non eletti dal popolo e per la precisione: il governo Monti, il governo Letta, il governo Renzi ed il governo Gentiloni
E, tanto per non cambiare oggi assistiamo, ancora, alla formazione di un altro governo del presidente della Repubblica e, di conseguenza, viene mandato a casa quello regolarmente eletto dal popolo italiano.
Credo, pero, che questo popolo sia stanco di soffrire e non desideri soffrire in eterno.
Mi domando, quindi, cosa accadrà se alle prossime elezioni si assisterà ad una massiccia votazione a favorea di quei partiti che oggi sono stati mandati a casa?
arch.lobuglio@libero.it

Governo/3.
In Italia non vi è più libertà
Signor direttore,
fa veramente ridere (per non piangere) l’iniziativa del Pd cremonese per difendere la democrazia in questo Paese filo tedesco. Solo loro possono inventarsi iniziative che, oltre a far inc... la gente (basta leggere i commenti) sono false e tendenziose. Nessuno ha attaccato la democrazia, abbiamo solo preso atto del fatto che in questo Paese non vi è libertà nonostante aver vinto le elezioni, qualcuno non ha ritenuto idonei alcuni esponenti proposti dal primo ministro che ne ha facoltà. Pertanto non fate ridere i polli manifestate contro di voi che siete i fautori di questo scempio democratico. Guardate i commenti e battetevi il pugno sul cuore orgogliosi della vostra malefatte.
Spero vorrete pubblicare queste considerazioni in quanto sono espressione del 90% dei cittadini italiani.
Pietro Burgazzi
(segretario Lega per Salvini premier, Cremona)
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Come vede, le abbiamo pubblicate senza problemi, come sempre.

Governo/4.
Ci provi il M5s, vediamo cosa sa fare
Egregio direttore,
il burattinaio di Grillo e Casaleggio junior, ovvero Gigetto Di Maio, ha dato le sue direttive: se un governo deve esserci, ne potrà avere solo lui al comanod, con Pd o Lega a fare da portaborse. Forza Italia fuori dalle scatole, altrimenti Travaglio e gli altri leoni da tastiera metteranno il muso. Ma nessuno ha il coraggio di dirgli che lui è arrivato secondo? E comunque, visto che a parole i pengrillini sono fenomenali, che si facciano un governo soli e trovino i numeri. E vedremo poi cosa riusciranno a concludere, anche se i precedenti (Roma, Torino e Livorno) ci dicono già tante cose.
Maria Grazia Caldioli
(Cremona)

Governo/5.
Ma Salvini non bocciava i ministri tecnici?
Egregio direttore,
considerato che la Lega ha sempre criticato ferocemente la presenza di tecnici nel governo, vorrei domandare a Matteo Salvini quanto segue. Nel Governo proposto in simbiosi con Di Maio ha ingoiato la presenza di tecnici addirittura per la presidenza e per il dicastero dell’Economia. Era proprio impossibile fare un ulteriore sforzo ed accettare la proposta del presidente della Repubblica relativa all’importante ministero? Se non si chiarirà questa ferrea impuntatura ogni ipotesi in merito diventerà lecita. E se ne possono avanzare alcune non favorevoli all’ottimo Salvini. Ovviamente non mi attendo una risposta dal diretto interessato, ma, forse, c’è qualcuno in grado di farlo. Lo ringrazio da ora.
Gianfranco Bova
(Cremona)

Governo/6.
Il Quirinale non sa tutelare gli italiani
Signor direttore,
che Mattarella abbia la facoltà di rifiutare un ministro è ovvio, fa parte dei propri compiti. Sono le motivazioni addotte dallo stesso presidente la cosa grave, quando afferma di averlo fatto per i timori legati alla finanza, alla borsa eccetera, come se la politica e la massima istituzione dello stato non possano avere una visione autonoma ed indipendente rispetto alla volatilità talvolta strumentale dei mercati. Mattarella delude perché incarna l’incapacità istituzionale di far valere la dignità interna ed internazionale del popolo italiano.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Governo/7.
Il caso Savona è stato creato come pretesto
Signor direttore,
sono esterrefatto dalla reazione del signor, anzi del povero Di Maio , segretario dei 5 stelle, alla decisione del presidente della Repubblica Italiana , Mattarella di non assegnare la carica di ministro dell’Economia al professor Savona, come invece proposto da lui e Salvini, tramite il primo ministro da loro indicato professor Conte . Già 5 giorni fa mentre Salvini minacciava gli italiani «adesso abbiamo i nomi dei ministri e guai se qualcuno si permette di mettere dei veti: andremmo subito alle elezioni», come controcanto il povero Di Maio, molto serafico e sorridente dichiarava, «abbiamo i nomi , li consegniamo al presidente, uomo saggio e lungimirante. Il quale come prevede la Costituzione Italiana sceglierà e nominerà quelli che riterrà opportuni». Invece al rifiuto del presidente Mattarella di nominare Savona il povero Di Maio è andato fuori di testa ed addirittura si è permesso di fare un comizio aizzando la folla contro il nostro presidente reo di non obbedire ai suoi ordini di nominare Savona come ministro dell’Economia. E per questo doverlo dichiararlo traditore della Patria. Al povero Di Maio vorrei far rileggere l’articolo 92. della costituzione Italiana , quello che lui 5 giorni prima aveva ricordato. (...) La verità è che sopratutto Salvini , indicando non rinunciabile la nomina del professor Savon, notoriamento non accetto dal presidente Mattarella aveva fabbricato il cavallo di Troia per andare nuovamente alle elezioni e incolpando Mattarella del reato di non obbedire ciecamente ai loro ordini. Se avessero voluto fare il governo bastava accettare la nomina di Giorgetti, vice di Salvini e il governo era fatto. Ma secondo questi sfascisti del 2000 bisognava asfaltare la figura del presidente della Repubblica. Non posso che complimentarmi con il nostro presidente.
Rocco Rossetti
(Corte de’ Frati)

Governo/8.
A guadagnarci è soltanto la Lega
Egregio direttore,
l’ipotesi di una messa in stato d’accusa caso del capo dello Stato, è completamente al di fuori della Costituzione non ci sono minimamente gli estremi, secondo me è una pura follia che lacererà i rapporti tra partiti e il capo dello stato anzi, c’è da chiedersi quanto siano conformi alla Costituzione certe dichiarazioni dei politici dei 5 Stelle e dei Fratelli d’Italia, che accusano di un tradimento gravissimo del capo dello Stato, ma che la Lega saggiamente per adesso si è astenuta alla richiesta dell’impeachment, mi auguro che con il tempo i 5 Stelle cambino idea, utilizzare l’impeachment per la prossima campagna elettorale è una dissennata provocazione che potrebbe degenerare con le manifestazioni di piazza, in un clima di caccia alle streghe, se i 5 Stelle durante la campagna elettorale insisteranno su tale tesi a dispetto delle loro previsioni, perderebbero consensi non dimentichiamoci che per l’impeachment ci vogliono delle fondate prove, previste dall’articolo 90 della Costituzione, in passato ci sono stati tre tentativi di procedimenti di impeachment per i passati presidenti della nostra Repubblica ma sono falliti tutti miseramente.
Con le prossime elezioni la Lega sarà sicuramente il primo partito grazie anche all’ingenuità dei 5 Stelle, che pensavano di trarne vantaggio tramite la scrittura di un contratto con la Lega, pressoché irrealizzabile che avrebbe portato nel volgere di al massimo un anno, alle elezioni anticipate in quanto le spese previste erano di 130 miliardi a fronte di una copertura di circa un miliardo di euro, se come previsto da molti analisti politici ci sarà un’alleanza tra i 5 Stelle e la Lega, i risultati dimostreranno che i conti in politica sono alquanto diversi dei conti matematici non dimentichiamoci che i 5 Stelle hanno ottenuto il 35% dei loro consensi dagli elettori del Pd ma che vista l’eventuale l’alleanza con la Lega li perderebbero immediatamente. L’unica cosa certa è che la Lega non ha nessun interesse reale ad allearsi con i 5 Stelle in quanto presumo che diventerà il primo partito italiano assestandosi intorno dal 33/ 36% dei voti mentre i 5 Stelle dovranno sostituire di Maio l’uomo dal sorriso Durban’s , ed accontentarsi di un 20-23% dei voti; non sono un indovino ma nella mia precedente lettera avevo previsto che Mattarella non avrebbe affidato l’incarico da premier né a Salvini né a DiMaio e che avrebbe nominato, premier una persona terza per un governo che potesse affrontare le cogenti incombenze politiche e gli impegni a livello internazionale di questi mesi nell’attesa delle nuove elezioni.
Elia Sciacca
(Cremona)

Governo/9.
A tutti i politici assegno voti scarsi
Signor direttore,
ma che disastro, ma che tristezza ci hanno messo nel cuore. Rovistando nel mucchio delle vecchie carte alla ricerca delle mie pagelle e dei miei diplomi non sono riuscito ad imbattermi in voti così scarsi, ma così scarsi al pari di quelli che ho assegnato un poco a tutti coloro che ci stanno governando. Ho sotto gli occhi i loro volti contraffatti da una amarezza. S’è scritta una storia delle più memorabili di complicità adulta alle bugie di bambini. E la disavventura continua fino a quando la società reggerà. Se mai ancora reggerà.
Giorgio Carnevali
(Cremona)

Governo/10.
Da Carroccio e M5s dichiarazioni eversive
Signor direttore,
in queste ore stiamo assistendo ad un attacco alle istituzioni repubblicane ed alle regole democratiche mai visto prima. Le dichiarazioni eversive del Movimento 5 Stelle e della Lega inondano le televisioni ed i social.
Per giustificare il proprio fallimento, la propria incapacità di usare la politica per trasformare il risultato elettorale in una maggioranza atta a sostenere un governo, prendono a pretesto quello che chiamano «un abuso» che il presidente della Repubblica avrebbe commesso non accettando uno dei ministri proposti dalle due forze politiche che si accingevano a formare il governo.
Questa la falsa notizia che questi irresponsabili stanno facendo girare: falsa perché il presidente non ha fatto altro che esercitare le prerogative che la Costituzione gli assegna, pienamente giustificato dal suo dovere di difendere i cittadini italiani dal disastro economico che la nomina di un tale ministro avrebbe provocato.
Disastro che in realtà, per colpa di questi signori, si sta già verificando: il fatto che lo spread (differenza di affidabilità fra titoli di Stato tedeschi ed italiani) si avvicini pericolosamente ai livelli preoccupanti del 2013 non è un affare che riguarda pochi ricchi. Al contrario: riguarda chi ha un mutuo a tasso variabile (le giovani coppie), chi ha comprato un po’ di titoli di Stato italiani (tanti pensionati), le aziende, chi pensava di trovare un lavoro grazie agli investimenti esteri che cominciavano ad arrivare. Si sveglieranno tanti cittadini dalla sbornia di promesse? O continueranno a credere ai signori Salvini e Di Maio che sono stati capaci di creare questo capolavoro continuando a ripetere di voler difendere gli italiani? Alle persone responsabili non rimane che ribadire la solidarietà al Presidente della Repubblica e sperare che le istituzioni reggano l’urto dell’assalto dei barbari.
Mariella Laudadio
(Cremona)

Governo/11.
Quirinale da accusare per la legge elettorale
Signor direttore,
(...) se io fossi un avvocato, in possesso delle capacità professionali tecniche, imposterei un atto d’accusa nei confronti del Quirinale al fine di rendere obbligatorie, qualora durante un periodo di tempo fisso e ben determinato nessuna soluzione riuscisse ad addivenire a completamento dell’iter elettorale, le dimissioni del professor Mattarella e non del Parlamento per un semplicissimo motivo: è stato lui a rendere questa nuova legge elettorale così incasinata, ammettendola tra le leggi dello stato, visto che definirla ambigua sarebbe un insulto all'intelligenza umana. (...)
Alberto Nolli
(Soresina)

Governo/12.
Mattarella, un golpe in piena regola
Signor direttore,
quello che temevamo, purtroppo, si è avverato. Il presidente della Repubblica ha messo in atto un golpe in piena regola, premeditato. Ha ragione la Meloni asserendo che il presidente Mattarella ha prevaricato ogni suo diritto istituzionale. Non è bastata la precedente esperienza di Napolitano quando incaricò il professor Monti di formare il governo, eleggendolo senatore. Ora ci si mette pure Mattarella con i colpi di testa. Savona è un ostacolo per la formazione del nuovo governo perché non piace all’ Europa. Convoca ed impone come premier il professor Cottarelli, ignorando l’espressione di voto che lo scorso 4 marzo sancì la vincita di due schieramenti: M5S e Lega. Voglio ricordare che Cottarelli, per chi non lo sapesse ancora, è stato l’ideatore della spending rewiew che di fatto penalizza i Comuni più virtuosi, cioè quelli che possono spendere perché hanno risorse economiche, bloccando l’economia. Non siamo economisti e non è nostra intenzione dare lezione di economia ma parecchie aziende in Italia sono fallite grazie alla spending rewiew. E poi si preoccupano, o meglio fanno finta di preoccuparsene, di 60 milioni di italiani salvaguardando interessi e risparmi. Ed intanto hanno continuato e continuano a parare il c... di certe banche e rispettivi presidenti. Vedi Monte dei Paschi, Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza ed altre, tutte, guarda caso, di area PD, che hanno rovinato migliaia di risparmiatori. E Martina ci viene a parlare della tutela dei risparmiatori? Tanto valeva nominare come premier Profumo, almeno si sarebbe chiuso il cerchio. Ma tutto questo piace all’Europa ed in particolare a Germania e Francia. Poco importa se poi ti lasciano soli con il problema dell’immigrazione, contribuendo ad aumentare il debito pubblico. Noi diventiamo europei ed europeisti quando questo piace a Macron e Merkel. Ma le lobbi sono più forti della volontà popolare. Altro che “popolo sovrano”, qui bisogna parlare di “popolo bue”. Noi dobbiamo essere molto virtuosi verso l’Europa, ma stati dell’est come Ungheria e Romania che fanno parte dell’area euro lo sono altrettanto come lo siamo noi? Si, siamo proprio molto arrabbiati.
Massimo Pelizzoni
(Gussola)
Giuliano Lottici
(San Martino del Lago)

IL CASO
Grande fratello grande bordello. Una trasmissione da cancellare
Signor direttore,
è ora di finirla di fare trasmissioni come il ‘Grande fratello’, che si può chiamare anche grande bordello.
Chiusi in una struttura molto bella con tutte le loro comodità, pur sapendo che è una trasmissione controllata giorno e notte con telecamere in ogni angolo della casa, con uomini e donne che non si sa quale sia il programma di questa trasmissione, in che giochetti passare per essere vincenti, criticarsi l’un l’altro, per poi vedere donne e uomini strofinarsi su divani e sotto le coperte nel letto, mezzi nudi a girare nella casa giorno e notte, dove si è già saputo molte volte girare droga, ma da dove viene questa roba?
Dove si è visto una persona un po’ alticcia girare nudo per la casa con il pisello al vento. Ma è possibile che parenti, amici o compagni che si trovano a vedere queste cose, quali sono i giudizi quando usciranno?
Tanto dentro fanno quello che vogliono per godersi i loro impulsi, quando saranno fuori tutti ritorneranno santarelli, scordando i ricordi di una trasmissione bordello, trasmissione che dovrebbe essere vietata anche perché viene vista a qualsiasi ora della giornata ed è già stata segnalata da ‘Striscia la notizia’ come trasmissione scandalosa.
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)
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Anche io non amo certe trasmissioni, ma so anche di avere un potente alleato: il telecomando. Non vedendole, l’audience cala e il fatturato pubblicitario pure. Con la conseguenza che spesso scompaiono dai palinsesti.

LA POLEMICA
I molti errori del Pd hanno favorito l’avanzata delle forze populiste
Caro direttore,
‘Piove, governo ladro!’: in tre parole un’analisi politica completa che riguarda qualunque governo messo alla prova almeno per un anno nella difficile arte di governare. Ecco la prima causa della sconfitta del Partito Democratico che ha governato per 5 anni. E la seconda? Recuperiamo nella memoria quella vignetta dove chi promette pane e lavoro convince solo un elettore accompagnato da un cane, mentre una folla osannante circonda da ogni lato, con grande entusiasmo e convinzione, colui che promette a tutti pane e salame. La seconda causa va ricercata dunque nelle promesse del PD: si è dimenticato di promettere anche il salame, ossia il reddito di cittadinanza e la cacciata dei barbari dal patrio suolo. Una terza causa ha minato le fondamenta stesse del partito: la scissione di quanti se ne sono andati per recuperare la purezza delle origini. Inoltre, in una condizione di crisi ridimensionata, ma non ancora risolta, le sacche di povertà diffuse soprattutto nel Sud e la paura dovuta alla presenza dei migranti hanno favorito l’avanzamento delle due formazioni populiste. La Lega e i Cinque Stelle mentre assicurano il cambiamento, non si preoccupano più di tanto del danno che stanno procurando alla nostra economia e sorvolano sul significato dello spread e sulle difficoltà che incontra la Borsa di Milano.
Giornalisti famosi e anche gli stessi grillini hanno riconosciuto che alcuni ministri dell’ultima legislatura si sono distinti per le scelte fatte e i risultati ottenuti, ma tutto questo durante la campagna elettorale scompariva davanti al reddito di cittadinanza e davanti all’allontanamento, presentato come fosse una gita domenicale, di tutti i clandestini che vagano indisturbati sul nostro territorio. E trovo assurdo che Salvini, dopo aver spostato mari e monti per governare, si impunti sul nome dell’economista Paolo Savona che sembra preferire la lira all’euro. Ma nessuno si ricorda che col passaggio all’euro i prezzi di molti prodotti anche quelli di prima necessità sono raddoppiati? E quindi il ritorno alla lira inevitabilmente troverebbe i soliti speculatori pronti ad approfittare del cambiamento per far lievitare i prezzi. Sempre nel caso ci accontentiamo di proteggere il nostro piccolo ‘particulare’ trascurando tutte le altre conseguenze negative per i cittadini e per la nazione. Il tentativo di Giuseppe Conte è naufragato perché Mattarella non si è adeguato alle pretese di Salvini. Il presidente della Repubblica ha elencato e spiegato con chiarezza i danni economici che da una settimana sta subendo l’Italia perché esposta al rischio di uscire dall’euro. Salvini giustifica il suo diktat elencando tutti i vantaggi cui ha rinunciato come se tutte queste rinunce non fossero una scelta strategica e gli conferissero il potere di sostituirsi al presidente della Repubblica. Ma il segretario della Lega rispetta la Costituzione? Si è almeno documentato sulla condotta tenuta in casi analoghi dai presidenti che hanno preceduto Mattarella?
Pierina Manfredi
(Cremona)


Ne parlo con...


Nudi dell’arte nascosti
Opere umiliate, troppo zelo pro islam
Egregio direttore,
dopo i nudi dei musei capitolini, nascosti, qualche anno fa, alla vista del ‘tollerante e rispettoso’ presidente iraniano in visita a Roma, è toccato, in questi giorni, ad un’altra opera d’arte subire la medesima umiliazione. Un velo per coprire, dalla cintola in giù, la statua marmorea dell’eroe tebano Epaminonda, esposta a Cairo Montenotte (in occasione di un convegno sul dialogo interreligioso organizzato dalla Confederazione islamica italiana). Chissà se dopo tanto zelo e sottomissione si potrà ancora usare l’ambigua espressione «calabraghe».
Massimo Rizzi
(Cremona)

Le istituzioni che ti ammazzano
Ha 4 milioni di credito ma viene cacciato di casa

Egregio direttore
lo Stato gli deve 4 milioni. Ma lo caccia di casa e gli sequestra l’impresa. La folle vicenda di Sergio Bramini sulle cui sorti hanno messo il cappello sia Lega che 5 stelle. Di Maio gli offre un posto da consulente. Eppure sono stati i pentastellati di Ragusa a ridurlo al lastrico. Lo Stato gli deve 4 milioni. Eppure le serrature delle porte di ingresso e dei cancelli della villa di Sergio Bramini, imprenditore monzese fallito vantando 4 milioni di credito dallo Stato, sono state cambiate e rinforzate con grimaldelli di sicurezza. L’uomo, visibilmente sofferente, ha detto: «Dopo 27 anni lascio la mia casa, essere cacciato in questo modo è un’umiliazione tremenda». Insieme ai suoi familiari ha raccolto le sue ultime cose e le ha caricate in auto. «Hanno voluto dimostrare che la magistratura scavalca gli altri poteri - ha aggiunto - questo è stato anche un conflitto istituzionale, di cui chi va al governo dovrà tenere assolutamente conto». Puntuale è arrivata la proposta di Luigi di Maio di diventare consulente del nuovo governo in materia di fallimenti. Vedremo come andrà a finire. L’ente creditore è il Comune di Ragusa. Amministrato dai 5 stelle. Cinque stelle, dieci stelle, Pd o Popolo delle Libertà poco importa, restano il danno, la beffa, la persecuzione, i maltrattamenti, il vilipendio alla persona, imprenditore o meno che esso sia, che questo maledettissimo Stato non tutela e non protegge, anzi lo annichilisce e lo umilia, altro che istigazione al suicidio è quanto di peggio possa fare lo Stato nei confronti di un cittadino che non ha possibilità di difendersi da una ingiustizia conclamata ed acclarata. (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)


Signor direttore, ecco riflessi al tramonto, colti sull’argine cremonese del Po.
Andrea Barcella
(Cremona)