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Lunedì 24 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 29 maggio

Lettere al Direttore del 29 maggio

Governo/1
Dopo il no di Scalfaro ora tocca a Mattarella
Egregio direttore,
nel 1993, l’allora Presidente Oscar Luigi Scalfaro, scosse il Paese con il suo ‘Io non ci sto’. L’attuale Presidente Mattarella, non da meno, scuote il Paese con il suo ‘non ci sto’ alla nomina del Ministro all’Economia Paolo Savona che vorrebbe ‘un’ Europa diversa, più forte ma più equa’. Svanisce, per gli italiani, la possibilità di avere un Governo. Solo parlare, non di uscire dall’euro, ma di voler riformare un ‘contratto capestro’ riservato all’Italia (sotto molti aspetti della politica internazionale che influiscono negativamente nel nostro interno), non piace al Colle. Lo stato di sudditanza ai poteri forti di altri stati prende sempre più corpo. Le belle frasi patriottiche del tipo ‘non passa lo straniero’ resteranno, ahimè, stampate sui libri di storia ad imperitura memoria.
Bruno Tanturli
(Crema)

Governo/2
Una sfida all’Europa Salvini guida il gioco
Egregio direttore,
comunque finisca la vicenda della formazione del nuovo governo, mi sembra di capire che i grandi sconfitti saranno le istituzione europee e i loro sostenitori. Gli interventi a sproposito, le pesanti pressioni sul Quirinale, le minacce velate ed esplicite hanno reso evidente che chi comanda in Europa non sono assolutamente dei politici degni di stima e di fiducia. Il merito di aver reso evidente tutto questo va senz’altro attribuito a Matteo Salvini che si è mosso e si sta muovendo come se fosse un politico di lungo corso: chapeau! (per ora). Lo si capiva fin dall’inizio della campagna elettorale che la Lega e Salvini avrebbero giocato la partita in aperta sfida all’Europa, non a caso avevano candidato due euroscettici di primo piano Bagnai e Borghi, non come Berlusconi che predicava la rivoluzione liberale e poi fa eleggere Gasparri e la Carfagna. Ma sulla Lega e Salvini sono perdurati i soliti pregiudizi: razzisti, fascisti, populisti, ignoranti e probabilmente coloro che si considerano i padroni del vapore non hanno nemmeno dato peso al loro successo elettorale tanto chi comanda veramente sono sempre i soliti (dicevano). E così ecco il primo stop venuto da Mattarella: no al governo di minoranza di centrodestra con a capo Salvini perché non gradito in Europa. Da là lo stallo durato molti giorni fino all’accordo Lega-M5s al quale forse pochi credevano ma soprattutto non li ritenevano in grado di creare una squadra di ministri di ‘peso’. In effetti caro direttore se osserva bene il mitico spread (una vera parola sacra alla quale tutti pare si debbano adeguare) è rimasto placido fino al giorno dell’incarico a Conte per poi sobbalzare all’idea di Paolo Savona a ministro dell’economia. Insomma a Bruxelles e Francoforte qualcuno si sta veramente preoccupando perché i gentili lettori devono sapere che quando si parla di mercati (i mercati vogliono, i mercati chiedono), essi hanno un nome e un cognome e nel caso del mercato dei titoli di stato Bot e BTP il nome è uno solo: Banca Centrale Europea, la principale acquirente oggi di titoli di stato di tutti i paesi euro che acquista a man bassa da diversi anni proprio per tenerli al riparo dalle tensioni. Quindi se lo spread sale non è colpa di Salvini e Di Maio come ci vogliono far credere i giornali che non sbagliano mai spiattellando in prima pagina anche titoli assurdi come ‘abbiamo già perso 200 miliardi di euro, ogni italiano � più povero di 1.200 euro’ ma bensì la colpa è solo di Mario Draghi evidentemente infastidito dall’arrivo di uno come Paolo Savona che ne sa più di lui e in grado di smascherare senza problemi gli altarini della nomenklatura europea.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

Governo/3
In Italia comandano le agenzie di rating
Gentile direttore,
dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rifiutato di affidare l’incarico di governo al prof. Conte, designato dalle due principali forze politiche che hanno vinto le ultime elezioni, propongo una modifica costituzionale al comma 2 dell’art. 1: ‘La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti gentilmente concessi da Goldman & Sachs e le altre agenzie internazionali di rating’. Credo sia molto più aderente alla realtà odierna.
Prof. Davide Vacca
(Reggio Emilia)

Governo/4
Il veto su Savona è uno strappo del Colle
Egregio direttore,
continua l’altalena per poter formare il nuovo governo, è una cosa vergognosa. Sono passati quasi 90 giorni dalla elezioni e a tutt’oggi stiamo ancora aspettando la fumata bianca. Dopo che M5s e Lega avevano trovato l’accordo per il governo il presidente della Repubblica Mattarella ha posto il no alla scelta del ministro dell’Economia. Il M5s e la Lega hanno indicato come persona il prof. Savona grande economista e persona preparata per ricoprire la carica di ministro dell’Economia.
Il presidente della Repubblica Mattarella ha bocciato tale ipotesi. Immagino che le pressioni non siano mancate. Non si capisce quale sia il motivo vero alla base del veto a tale nomina? Forse perché il prof. Savona si è sempre dichiarato euroscettico e per questo può dar fastidio politicamente all’Europa, o c’è la paura che possa far emergere qualche inciucio della politica italiana all’epoca dell’entrata dell’Italia nell’euro? Credo che dal momento che è stata trovata l’intesa per definire il nuovo governo non si può porre dei veti su una persona come il prof. Paolo Savona che aveva tutte le carte in regola per fare il ministro dell’Economia non avendo scheletri nell’armadio!
Signor presidente anch’io non stravedevo per il governo M5s-Lega, ma la scelta del prof. Paolo Savona come ministro dell’Economia era stata una scelta più che positiva!
Franco Nico Ranzenigo
(Cremona)

Casalmaggiore
Lungo l’ex Asolana la situazione è grave
Signor direttore,
la situazione per i cittadini di Casalmaggiore che abitano a ridosso della SP343 (ex Asolana), e oramai diventata insostenibile. L’inquinamento e il rumore causato dal passaggio di circa 20mila veicoli al giorno rendono impossibile il quieto vivere. I circa 3.000 automezzi pesanti che sfrecciano 24 ore su 24 su un manto stradale perennemente disastrato provocano continue vibrazioni che causano danni alle strutture delle abitazioni.
La velocità incontrollata, il peso trasportato e il numero giornaliero dei mezzi pesanti, oltre alle abitazioni danneggiano anche il manto stradale. L’ultimo intervento eseguito nel settembre 2017 della Provincia è stato vanificato nel giro di 3 mesi e il risultato è davanti agli occhi di tutti. I successivi rattoppi non hanno fatto altro che moltiplicare e amplificare i rumori e le vibrazioni. Non possiamo aspettare oltre; sono inutili le promesse o le scuse fino ad ora adottate: TiBre-bretella prossimo passaggio dell’asolana all’Anas (smentita proprio ieri) - non ci sono i soldi... ecc. Sospiro con Casalmaggiore sono gli unici paesi, partendo dal ponte sull’Adda fino al ponte (ex) sul fiume Po, senza una tangenziale o una bretella. A Sospiro molti anni fa, si è deciso, per difendere la salute e la sicurezza dei cittadini, l’installazione dei semafori ‘regolati dalla velocità’ che obbligano gli automobilisti a rispettare i limiti imposti. A Casalmaggiore cosa è stato fatto negli ultimi venti anni? Chi controlla la velocità? Chi controlla il peso trasportato dai mezzi pesanti? Chi stabilisce il limite della velocità consentito nel tratto urbano in relazione al peso trasportato e alle condizioni della strada dissestata? Chi è responsabile della segnaletica della ex Sp 343. (...)
Nel 2014, sono stati installati alcuni speed check, con lo scopo di dissuadere gli automobilisti a non superare i limiti di velocità. In quell’occasine il signor sindaco Filippo Bongiovanni, aveva preannunciato uno studio per trovare forme più incisive per la risoluzione definitiva del caso Purtroppo solo promesse.
Ricordo che la scuola di Vicobellignano (via Molassi), la scuola media Diotti (via della Repubblica) e asilo nido (via Combattenti) distano non più di 50 metri dalla Sp 343 e che chi le frequenta (parliamo di bambini, dei nostri figli, dei nostri nipoti...) sono involontariamente coinvolti e risultano vittime di quanto sopra denunciato.
Cesare Soldi
(Casalmaggiore)

Non ci sono figli di serie B
Il mondo non è diviso tra credenti e non...
Signor direttore,
per favore signor Borsella, abbia rispetto e non nomini il nome di Dio invano. Dio non appare a nessuno, e neanche al Papa che non è il primate delle centinaia di religioni cristiane non cattoliche. II mondo non è diviso tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti, aggiungo che tra laici e preti cattolici c’è una moltitudine di ignoranti e moralisti ipocriti. Tutti gli esseri umani nascono con varie opzioni sessuali aperte, cioè anche gay e lesbiche, poi molte persone subiscono un’educastrazione contro natura dei veri sentimenti gay verso un’eterosessismo maschilista che ci condiziona dall’infanzia.
Tutte le dittature teocratiche e finte democrazie hanno il terrore dell’amore puro gay disinteressato, perché ha una potenza rivoluzionaria che sovverte tutti gli schemi sessuali e affettivi maschile-femminile. I numerosi preti omosessuali e gli stessi fondamentalisti cattolici dei gruppi ‘Sentinelle in piedi’ e ‘Pro vita’ odiano il mondo libero gay, perché hanno paura di mettersi in gioco e confrontarsi con se stessi e gli altri. Le famiglie omogenitoriali ci sono sempre state seppure nascoste, soltanto che prima si sposavano padri omosessuali repressi con madri lesbiche represse. Le famiglie sono tutte uguali, e non ci sono figli di serie B. Educare e crescere un figlio è comunque una volontà altruistica d’amore, e non egoismo. (...)
Luciano Bartoli
(Cremona)

Il nodo della resistenza
Anni di propaganda. La verità è altra cosa
Egregio direttore,
la lettera di Claudio Merlini pubblicata su Spazio del 19 maggio è anche una reazione agli atteggiamenti di coloro che, da oltre settant’anni, sfruttano l’alibi della Resistenza, (opera di una minoranza di antifascisti professionali e di una massa di italioti—attributo trasferito agli italiani prima fascisti e poi trapiantatisi onorevolmente (!) nell’Italia democratica e antifascista per le loro esigenze politiche contingenti ma sempre indispensabili per mantenere le chiappe sulle sedie delle stanze dei bottoni che regolano, distruggendola, la nostra vita quotidiana. Gli osanna al 25 Aprile nacquero sotto l’egida degli occupanti alleati vincitori nonostante essi stessi non condividessero le ragioni elogiative resistenziali, che De Gasperi portò a Parigi durante la conclusione della pace. Ai tempi nostri, la missione osannante non mi pare sia resa meno difficile che in passato. Leggo, infatti, frequentemente i furbeschi interventi su fatti e personaggi — ai più sconosciuti — inquadrati tanto scorrettamente da assumere l’aspetto definitivo di luoghi comuni. Qualche esempio su La Provincia: 11 aprile: Marzabotto; 13 aprile: presentazione del libro di Franzinelli “Tortura”; 11 maggio: mostra fotografica sui campi di concentramento francesi, ecc.
Claudio Merlini non sbaglia, quindi, quando scrive di immaginario collettivo dovuto ad anni di propaganda marcata, la quale falsifica la realtà a danno della giusta conoscenza storica che le nuove generazioni avrebbero il diritto di acquisire.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Ancora treni soppressi
E dei pendolari? Machissenefrega!
Gentile direttore,
anche ieri mattina Trenord ha fatto capire quale sia il livello di degrado che la contraddistingue da sempre. Due treni consecutivi diretti da Treviglio a Cremona sono stati soppressi. Ovviamente nessuna spiegazione, ma dalle 7 alle 9 di un normale lunedì di scuola e di lavoro nessun treno è partito da Treviglio con destinazione Cremona. E i pendolari? E gli studenti? Machissenefrega! Questo è il livello dei nostri trasporti lombardi. Si fa di tutto per costringere la gente a usare l'auto, con un’azione di logoramento continuo: sporcizia, ritardi, soppressioni. Trenord è un muro di gomma, chi amministra la Regione è complice o seleziona i bisogni degli utenti: alcune zone hanno attenzioni e riguardi, altre meno. Naturalmente noi facciamo parte del secondo gruppo. Rabbia, frustrazione e impotenza prima, poi le telefonate e le richieste di permessi per giustificare i ritardi. Estate e inverno non fa differenza. La costante è la rassegnazione. Sarà per questo che quando sento parlare di eccellenza lombarda ho bruciori di stomaco?
Leone Lisé
(pendolare Castelleone)

Ma stanno scomparendo
Le api sono alla base della filiera
Egregio direttore,
in un periodo di alterazioni climatiche, le api nel nostro territorio stanno scomparendo principalmente per l’uso indiscriminato di pesticidi ed erbicidi dati non in presenza di patologie conclamate, ma come prevenzione (la frase prevenire è meglio che curare si adatta agli umani non certo al mondo vegetale), atti che causano la diminuzione delle fioriture spontanee da cui le api stesse traggono il loro nutrimento, e che in buona parte ‘ci regalano sotto forma di miele’.
Non si pensa mai che l’ape è alla base della filiera che rende possibile la fecondazione e la produzione delle piante che ci regalano frutti e verdure. Nel giardino del mio condominio è presente una siepe che, una settimana l’anno, produce dei fiori insignificanti alla vista ma che devono essere di vitale importanza per le api, tanto da registrarne una presenza massiccia durante l’evento.
Sono talmente impegnate nel succhiare nettare che nemmeno si accorgono che gli umani le sfiorano.
Le api sono diverse dalle vespe che stanno cominciando a dare fastidio con i loro nidi e le punture pericolose, lasciamole tranquille e avremo solo giovamento del loro ronzare operoso.
Fiorenza Brognoli
(Cremona)

Referendum in Irlanda
Da non credente sono contro l’aborto
Gentile direttore,
commentando il tristissimo risultato sul recente referendum irlandese che, purtroppo, ha legalizzato anche in quella terra il crimine dell’aborto, non credo possa sfuggire il fatto che tutti coloro che si sono espressi favorevolmente siano nati.
Una votazione più onesta credo avrebbe dovuto tenere in debita considerazione anche il parere dei milioni di feti barbaramente trucidati, in tutto il mondo, da medici criminali e assassini; purtroppo loro non hanno mai potuto esprimere una opinione: hanno solo dovuto subire passivamente questa sentenza di morte.
Da non credente, mi unisco idealmente alle preghiere degli amici cristiani per tutti i feti uccisi in tutto il mondo in nome di questa folle, criminale, ideologia abortista
Lettera firmata

Il bullismo è una cosa seria
Non ha a che fare con la lotta politica
Egregio direttore,
il bullismo è una cosa seria e il termine ‘bullo’ non può essere utilizzato per fare propaganda politica. Mi rivolgo a lei, ex ministro Calenda, usare il termine bullo per fare ‘lotta’ politica mi sembra inopportuno. Il bullismo è una cosa seria, lo vediamo tutti i giorni sulla cronaca locale e nazionale, glielo dice una persona che ci è passata e non ha ancora del tutto guarito le ferite (interiori) provocate dei bulli che mi perseguitavano. La prego dunque di utilizzare altri termini per esprime le sue ragioni.
Antonio Sivalli
(Cremona)

Imprenditore fallito
Lo Stato pretende ma poi non paga
Egregio direttore,
imprenditore fallito ‘per colpa dello Stato’, fallisce perché lo Stato non paga. È anche vero che non è il primo imprenditore che fallisce per colpa dello Stato. Cosa facciamo? I politici per pubblicità corrono subito dall’imprenditore per solidarietà. Lo Stato se ha da prendere vuole subito, invece se deve rimborsare nessuno ne sa niente. Sono convinto che il sistema non funziona. I politici devono intervenire e aggiustare tale sistema malato. Se lo Stato deve dare, dia con la stessa velocità di come li pretende.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Grazie cremonese!
Il ‘Città di Cremona’ merita un bel 10
Caro direttore,
vorrei ringraziare la Società U.S. Cremonese e il Cavaliere Arvedi per averci regalato queste meravigliose giornate al centro Sportivo in via Postumia aperto gratuitamente a tutti. Voto 10 a questo Torneo Internazionale Città di Cremona.
Alex Conti
(Cremona)


IL CASO
A Cremona si corrono troppi rischi poca attenzione per noi pedoni
Caro direttore,
approfitto di questo spazio riservato a noi lettori per ringraziare di cuore le due premurose signore, di cui purtroppo non conosco il nome, che la mattina di lunedì 21 maggio mi hanno aiutata a rialzarmi quando sono caduta in prossimità del semaforo di via del Sale.
Colgo anche l’occasione per sottolineare il precario stato dei marciapiedi della nostra città, che, invece di essere il luogo che dovrebbe garantire ai pedoni di camminare in sicurezza, nella realtà sono troppo spesso dissestati, pieni di crepe e di buche, che mettono a repentaglio l’incolumità di chi li percorre.
Ho apprezzato l’organizzazione da parte di Agropolis della giornata ‘Cremona senza ostacoli’ per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’abbattimento delle barriere architettoniche, alla quale ho partecipato in qualità di Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Cremona.
Alcuni rappresentanti delle istituzioni locali si sono messi in gioco, insieme a classi di bimbi bendati, sperimentando per un giorno gli ostacoli che incontrano le persone che hanno difficoltà di deambulazione nel muoversi per le vie della città.
In realtà, il percorso scelto per questa dimostrazione, a parte evidenziare gli interventi effettuati per rendere accessibili per chi è in carrozzina gli ingressi di alcuni esercizi commerciali, non presentava grosse difficoltà, se non le solite bici e auto parcheggiate male a causa dell’incuria e insensibilità di alcuni cittadini, simbolicamente sanzionati da alcuni bambini delle scuole primarie, promossi ‘vigili per un giorno’.
Non ho nulla in contrario alla realizzazione della pista ciclabile in via del Sale, anzi, ma ancora una volta ho dovuto constatare, purtroppo sulla mia pelle, come il pedone, che sulla strada rappresenta la categoria più fragile, venga relegato all’ultimo posto nelle priorità di chi si occupa delle ristrutturazioni stradali.
Desidero infine ringraziare il suo quotidiano per l’attenzione e la sensibilità sempre riservata alle persone più deboli, evidenziandone e amplificandone i bisogni e le esigenze.
Flavia Tozzi
(Cremona)
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Il precario stato dei marciapiedi è un problema reale che viene segnalato molto spesso dai nostri lettori. Qualcosa l’amministrazione comunale ha fatto ma si può fare di più.


LA POLEMICA
Il canale (non) navigabile segno dello stallo del Paese
Gentile, direttore
era il mese di ottobre del 1960, quando il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi venne a Cremona per inaugurare i lavori del porto interno e l’inizio della navigazione sul flume Po. Ero un ragazzo però attento a tutto quello che interessava la mia città, ero entusiasta del progetto, perché sarebbe stato costruito un porto a Cremona e un canale navigabile l’avrebbe congiunta con Milano. Il Po sarebbe diventato come i fiumi del nord Europa, navigabile a tutti gli effetti, le merci sarebbero state portate via fiume con un enorme risparmio.
Una chiatta porta l’equivalente di quanto solitamente trasportato da cinquanta autotreni. Togliendoli dalle strade, si sarebbe risparmiato sui carburanti, sul traffico sull’inquinamento ecc. Sono passati quasi sessant’anni: il porto interno è stato realizzato, gli industriali più avveduti hanno costruito i loro insediamenti attorno al porto e lungo l’asta del canale, costruito sino a Pizzighettone, e non si capisce cosa abbia impedito che arrivasse a Milano. Comunque esaminando quello che è stato realizzato e alla luce di quanto la natura nel frattempo ha cambiato, possiamo notare alcune cose il porto le industrie anche. Addirittura abbiamo un cantiere navale al porto. Ma cosa succede? Il Po nel corso degli anni ha raggiunto dei momenti di magra che impedisce alle navi di entrare ed uscire dal porto. Questa notizia ha fatto il giro del mondo tanto da essere ora snobbati dalle aziende turistiche con le loro navi albergo che gia una volta venivano a Cremona.
Il trasporto con le chiatte si è limitato ai periodi brevi, livello del fiume permettendo. Quando guardo l’ingresso del mandracchio che dà accesso al porto, mi domando come mai non si possa ovviare a tale problema. Sicuramente nell’azienda del porto i professionisti avranno fatto i progetti per trovare una soluzione. (...) Diranno: occorrono un sacco di soldi. Nel mantovano stanno costruendo accessibilità navigabili al Po, a Piacenza e stata costruita la conca per permettere alle navi di aggirare l’ostacolo della diga, addirittura è stata costruita una salita per permettere ai pesci di risalire il fiume senza ostacoli. Forse loro costruiscono le opere senza eccessivi costi. Noi abbiamo il cavalier Arvedi che potrebbe fornire l’acciaio necessario. (...) Abbiamo imprese costruttrici in grado di fare a costi limitati agendo sul territorio, allora chi ce lo impedisce? Sarebbe ora di fare chiarezza su chi impedisce di realizzare progetti che riguardano veramente l’interesse di tanti, che impediscono di creare il lavoro. Il lavoro si crea con le idee, non con le parole, sono tutti capaci di parlare dei problemi che ci assillano, vorrei che si parlasse piuttosto delle soluzioni. (...)
Leo Granata
(Cremona)


Ne parlo con...


Referendum sulla strada sud
Non si deve avere paura del voto dei cittadini
Signor direttore,
si dichiara d’accordo con la non effettuazione del referendum sulla Strada Sud ritenendo che questo non sia un tema da sottoporre all’espressione di voto dei cittadini.
Non manca però l’ammissione del problema e invita la giunta Galimberti a risolverlo con strumenti alternativi alla realizzazione della Strada Sud. Alcune libere osservazioni.
1) La Giunta Galimberti ha avuto quattro anni per risolvere il problema della viabilità di via Giordano alternativo alla Strada Sud. Purtroppo non c’è riuscita e questo ha fatto aumentare il disagio, a volte la rabbia dei cittadini che hanno assunto l’iniziativa di richiedere il referendum che ovviamente è sostenuto dall’opposizione di centrodestra a Galimberti.
2) Nel programma di Galimberti la Strada Sud non era prevista e quindi coerentemente né ha cancellato la realizzazione sia per ragioni economiche che ecologiche.
3) Con la decisione di non effettuare il referendum cittadino Galimberti sta regalando al centrodestra un argomento in più in vista della prossima campagna elettorale del 2019 già difficile, anzi difficilissima per il centrosinistra e per il destino di questa giunta.
4) Nel suo scritto, direttore, sostiene che temi come l’ecologia non dovrebbero essere sottoposti a referendum ritenendo che debba essere un soggetto terzo a decidere. Una teoria interessante che però - a quanto so - non ha una base giuridica.
5) Ricordo ai tanti che su un tema molto più importante - come quello della chiusura delle centrali nucleari - venivano portate le stesse argomentazioni , ma alla fine – dopo resistenze notevoli - il referendum si fece e il popolo italiano si è espresso in maniera netta contro il nucleare. Lo stesso è stato per l’acqua. Gli elettori, dimostrando una grande sensibilità, hanno votato per cancellare le leggi che tendevano a privatizzare questo bene comune. Questo per dire gli elettori, quando debbono scegliere lo fanno.
Perché dare l’impressione di avere paura del voto popolare? In un percorso normale il referendum è da fare prima delle elezioni amministrative evitando che l’accusa di non essere democratici pesi sulla scelta del prossimo Sindaco.
Poi il referendum andrà come i cittadini decideranno.
Per quanto mi riguarda voterò contro la Strada Sud e credo che la maggioranza dei cittadini lo sia.
Gian Carlo Storti
(Cremona)



Tra il cavallo e la ragazza amore incondizionato
Caro direttore,
sono stato per la mia prima volta al ‘Salone del cavallo americano’ e tra i vari spettacoli di gare, entusiasmo e allegria di partecipanti e spettatori il mio sguardo vagava a 360 gradi per carpire e catturare un attimo speciale che non riguardasse tutto ciò che rappresentava le gare, la vendita di accessori e gadget e il correre sfrenato di cavalli e vitelli.
Bene, ad un certo punto mi giro e in lontananza verso un recinto mi accorgo di questa straordinaria scena d’amore incondizionato e riguardando la foto ho capito che l’istinto animale del cavallo attraverso il suo occhio e sguardo ha capito che qualcuno da lontano si é accorto del suo bisogno di affetto amore e coccole.
Questo èstato il momento in cui mi sono emozionato di più nella mia prima volta al ‘Salone del cavallo americano’.
Salvo Liuzzi
(Cremona)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2018/05/31 - 09:09

    Bartoli proprio non ci accetta quelli che vedono il mondo con occhi diversi dai suoi, e per convincere gli altri ha un solo metodo: l'insulto. Non il confronto, ma il dileggio. E la menzogna (quella delle famiglie omogenitoriali che ci sono da sempre è anche ridicola). E ignora completamente quale sia l'approccio alla questione omosessuale di chi, come me, sta fermo in piedi e in silenzio per difendere la libertà di pensiero e di parola.

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